La sofferenza degli animali

Gli animali sono esseri senzienti, provano gioia e dolore,  sono intelligenti e sensibili, hanno lo stesso attaccamento alla vita come gli esseri umani


Non mangiare gli animali e i suoi derivati, spezza la catena della crudeltà! Un maiale nel tir verso il macello, lui lo sente e non vuole morire. Guardalo negli occhi.

Non bisognerebbe chiamare alla vita un animale, se questo animale non ha almeno il diritto ad una vita degna di essere vissuta. Trattare gli animali come meri ricettacoli è moralmente sbagliato; perché ingiusto, ed è ingiusto perché significa venire meno al rispetto dovuto loro.

 

Ci sono dei principi morali che non possiamo distruggere, né esimerci da essi; nessuno ha il diritto di essere tutelato nei propri interessi mediante la prosecuzione di una pratica ingiusta; di una pratica che viola i diritti degli altri. Ciò è vero sia per chi partecipa attivamente come chi alleva, trasporta e uccide gli animali, e sia per chi, pur non essendovi direttamente impegnato, ne trae benefici, cioè chi li mangia.

 

Nessuno ha il diritto di far del male ad un animale essere senziente e decidere di toglierli la cosa più bella che esiste : la vita, la libertà e qualsiasi gioia futura che proverebbe se vivesse fino alla fine della sua vecchiaia al pari di un essere umano. La sofferenza ha un unico colore, non c'è una vita che ha più valore di un'altra. La violenza è sbagliata in ogni sua forma verso chiunque e noi dobbiamo opporci, combatterla e liberare tutti gli oppressi resi schiavi dall'ignoranza/egoismo dell'essere umano. Il principio di libertà è subordinato al principio del rispetto.

 

Il gusto non può essere superiore al valore di una vita e alla sua sofferenza.

 

Il primo gradino verso l'evoluzione spirituale è difendere i più deboli.