La California dichiara guerra al foie gras, è vietato

La California vieta il foie gras, il “fegato grasso” prelibatezza della cucina francese. La Corte d’Appello del Nono Circuito dà ragione agli animalisti e reinserisce il divieto nei menù, abolito nel 2015 quando un tribunale statale lo aveva definito incostituzionale perché superava le leggi federali. 

 

Secondo la Corte d’Appello la legge della California non cerca di prevaricare quella federale e quindi il divieto può tornare in vigore. Per gli attivisti dei diritti degli animali si tratta di una vittoria: da anni chiedono il reinserimento del divieto perché il processo di produzione del foie gras implica un trattamento crudele e disumano degli animali. 

 

La guerra del foie gras in California va avanti da anni, primo Stato a vietarlo. Il divieto è entrato in vigore nel 2012 fra le critiche dei ristoratori e degli chef. 

 

Articolo del 20/09/2017

Fonte: La Stampa


Nei negozi di animali della California solo animali abbandonati o provenienti dai rifugi

La California potrebbe essere il primo stato degli Usa a vietare la vendita nei negozi di cani, gatti, conigli, criceti e altri animali da compagnia, a meno che non provengano da un ricovero o siano animali abbandonati.

Il Pet Rescue and Adoption Act, AB 485, già votato a febbraio è stato approvato anche dal Senato con 32 voti favorevoli e 0 contrari. Oltre 30 città della California hanno già leggi locali simili ma adesso la decisione riguarderebbe tutto lo Stato.

Il governatore Jerry Brown ha tempo fino al 15 ottobre per firmare il disegno di legge o respingerlo

Secondo la nuova legge, i proprietari di negozi di animali che vogliono vendere gatti, cani o conigli dovrebbero lavorare solo con i rifugi locali e con i gruppi di soccorso.

Ad oggi, 36 giurisdizioni in California, incluse le città di Los Angeles, Sacramento, San Diego e San Francisco, hanno già adottato soluzioni simili.

I vantaggi, secondo i sostenitori del disegno di legge, sono principalmente due: impedire che i negozi di animali da compagnia della California sostengano le cosiddette “fabbriche di animali” in cui si fanno riprodurre e nascere animali da destinare alla vendita, il tutto in condizioni drammatiche per massimizzare i profitti; in secondo luogo, salverebbe la vita ai tanti, troppi animali, che vengono uccisi nei rifugi. Solo lo scorso anno, secondo i dati dell'Aspca (American Society for the Prevention of Cruelty to Animals), sono stati uccisi 1,5 milioni di pets.

Matt Bershadker, presidente e amministratore delegato dell'ASPCA ha lanciato un appello al governatore della California, invitandolo a firmare il disegno di legge sulla protezione degli animali.

Gary Weitzman, presidente e amministratore delegato della San Diego Humane Society, ha sottolineato che la misura potrebbe anche portare a un risparmio economico per i contribuenti.

“I cittadini della California spendono circa 250 milioni di dollari ogni anno per gli animali senza tetto”ha detto Weitzman.

Gli oppositori del disegno di legge sostengono che esso limiterebbe l'accesso dei consumatori a razze di animali che si trovano meno spesso nei rifugi. Inoltre, sottolineano che la storia genetica e medica degli animali dei rifugi non sempre è nota.

Va ricordato però che la nuova legge riguarderebbe solo i negozi di animali, il che significa che le persone che desiderano acquistare un animale direttamente da un allevatore privato potrebbero continuare a farlo.

La soluzione migliore sarebbe quella di adottare gratuitamente un animale direttamente dai rifugi, dai canili e dalle strutture di ricovero. Lucrare sulla loro pelle dovrebbe essere vietato in tutto il mondo. Quello della California potrebbe essere un primo passo ma la strada da fare è ancora tanta.

 

Articolo del 20/09/2017

Fonte: Greenme


Salvati gli ultimi animali dello zoo bombardato di Aleppo. Ora vivranno in un rifugio in Giordania

Nell’inferno della guerra di Aleppo non hanno sofferto solo le persone, ma anche gli animali. In particolare quelli dello zoo della città. Tigri, leoni, orsi e altri animali selvatici sono stati abbandonati al loro destino dal proprietario della struttura che è fuggito. Molti, almeno 140 esemplari, sono morti di stenti o sotto i bombardamenti, ma per fortuna un operatore non li ha voluti abbandonare ed è riuscito a tenerne in vita 13, nonostante tutte le carenze e i problemi quotidiani che doveva affrontare. 

Le loro condizioni non erano pessime, anche se erano tremendamente traumatizzati. Una tigre, sottoposta ad anestesia per effettuare delle visite mediche, è andata in arresto cardiaco e hanno dovuto rianimarla. Ora io tredici esemplari sono finalmente arrivati a Jerash, in Giordania, dove avranno a disposizione 40 acri di terreno dove troveranno altri felini e un orso liberati da uno zoo infernale di Gaza. E tutti insieme cercheranno di dimenticare il terribile passato vissuto.  

Dopo essere stati trasferiti in una riserva della Turchia occidentale, gli animali - cinque leoni, due tigri, due orsi, due cani e due iene - hanno ricevuto le cure mediche necessarie.  

 

Articolo del 13/08/2017

Fonte: La Stampa


Il Vietnam chiuderà tutte le fattorie per estrarre la bile dell'orso

Orsi della luna sfruttati per estrarne la bile. Finalmente qualcosa è stato fatto per impedire che tanti animali innocenti siano allevati in condizioni disumane all’interno di fattorie illegali per estrarre la preziosa sostanza cara alla medicina orientale. Il Vietnam ha firmato uno storico accordo che dovrebbe sancire la fine di questi crudeli allevamenti.

Per chi non lo sapesse la bile d’orso contiene un principio attivo noto come acido ursodeossicolico (UDCA), molto apprezzato in Cina e Vietnam grazie alle sue doti antinfiammatorie e protettive nei confronti del fegato. Con questo “ingrediente” si arricchiscono medicinali ma anche prodotti per il corpo, shampoo e altro.

Il Vietnam ha da poco preso una decisione storica accordandosi con Animals Asia per chiudere definitivamente con gli allevamenti di orsi per estrarre la bile. E' stato firmato infatti un memorandum d’intesa (MOU) che delinea un accordo tra la nota associazione animalista e la Vietnam Administration of Forestry  (VNFOREST) che lavoreranno insieme con lo scopo di salvare gli orsi ancora in gabbia nelle aziende agricole di tutto il Vietnam. Attraverso il MOU il governo si impegna a garantire che nessun orso possa più essere tenuto da famiglie private (dove ancora oggi si intraprende l'estrazione illegale della bile) e che i circa 1.000 orsi attualmente detenuti in cattività in tutto il paese venganospostati nei santuari.

Il documento è stato firmato mercoledì 19 luglio ad Hanoi presso il Ministero dell'agricoltura e dello sviluppo rurale. Si tratta di un accordo che finalmente chiuderà la scappatoia che ha permesso alle aziende di continuare ad estrarre bile nonostante l'illegalità della pratica. Si prevede che questo provvedimento porterà già a breve ad una significativa riduzione della domanda di bile e contribuirà alla fine del mercato illegale di questa sostanza.

Animal Asia ha finora salvato 186 orsi in Vietnam dal momento che ha istituito il suo santuario a Tam Dao nel 2008. L'allevamento di bile d'orso è in realtà illegale in Vietnam già dal 1992. Ma con il paese privo di risorse e di competenze per costruire centri di soccorso e cura degli animali, le famiglie sono state autorizzate a mantenere gli orsi a nome del governo. Questa scappatoia ha consentito di continuare fino ad oggi l'allevamento degli orsi per estrarne la bile.

La firma di questa intesa è ovviamente un risultato importante nella battaglia per porre fine a questa crudeltà ma ciò non significherà ovviamente la cessazione immediata degli allevamenti. Si pongono infatti ora questioni fondamentali da risolvere: per prima cosa la necessità di finanziare e gestire i santuari e poi procedere con il trasferimento degli orsi privati ai centri di soccorso. Si prevede ovviamente la costruzione di nuovi santuari e una maggiore assistenza in quelli già esistenti.  

Quando potremmo dire che anche la Cina si sta impegnando per l'abolizione della fattorie della bile illegali dove si trovano ancora circa 10 mila orsi della luna? Aspettiamo quel giorno con ansia!

Articolo del 26/07/2017

Fonte: Greenme


Roma, addio botticelle: arriva la Bio-Carrozza elettrica

Biocarrozze “verdi” a Roma: chi è passato per la capitale avrà sicuramente visto le tradizionali carrozzelle trainate da cavalli, le cosiddette “Botticelle”, tipiche attrezzature “acchiappa-turisti” che un po’ hanno fatto la storia delle strade capitoline e dei film anni ’50.

Ma ora questi mezzi di trasporto verranno definitivamente abbandonati, a beneficio dei nostri amici equini, e al loro posto verranno piazzate delle botticelle elettriche, delle “bio carrozze” che faranno felici visitatori e ambiente. 

Spinta così non solo dalle proteste degli animalisti che chiedevano maggiori tutele per i cavalli, ma anche dalla volontà di ripristinare una parte di decoro soprattutto nel centro della Capitale, l’amministrazione Raggi vorrebbe conferire una nuova immagine di Roma nel segno dell’innovazione e nel rispetto delle tradizioni.

Venerdì 7 luglio, nel corso del convegno sull’energia pulita organizzato dal Codacons, sarà quindi presentata la prima botticella elettrica pronta per percorrere le antiche vie di Roma. Il mezzo rappresenta il primo prototipo di biocarrozza verde e sostenibile che non prevede l’utilizzo di cavalli. Grazie a Pomos (il Polo per la Mobilità Sostenibile) verrà svelato l’aspetto delle nuove botticelle.

Una svolta epocale – commentano dal Codacons – in favore della mobilità sostenibile e dell’ energia pulita, che consentirà sia di migliorare la viabilità romana togliendo i cavalli dalle strade, sia di garantire il benessere degli animali che non saranno più costretti a circolare tra traffico e smog”.

L’iniziativa delle bio carrozze elettriche rientra nel più ampio ventaglio di proposte della Raggi legate all’ambiente, alla mobilità e ai rifiuti. Quanto alla protezione degli animali, oltre all’abolizione delle botticelle, secondo il programma l’amministrazione proporrà anche il divieto di esercitare sul territorio comunale qualunque servizio di trasporto a trazione animale, la progressiva riconversione del Bioparco in una struttura destinata all’accoglienza di animali esotici sequestrati e l’estensione dell’attuale Centro Recupero Fauna Selvatica per gli animali che necessitino di assistenza o riabilitazione.

Articolo del 19/07/2017

Fonte: Greenme


Il centro commerciale che apre le porte ai randagi per ripararsi dal freddo

Il cuore grande dei cittadini di Istanbul che in questi giorni di gelo pensano anche ai tantissimi cani randagi che vivono all'addiaccio per le vie della città.

Si stima che i cani in cerca di casa siano oltre 150mila così ognuno, ha deciso di contribuire per tenerli al caldo in queste giornate di freddo.

Fuori dai centri commerciali, come mostrano queste immagini di Arzu Inan riprese da Facebook e quelle della Cnn turca, è stato allestito una sorta di ricovero per animali.

Ci sono scatole e coperte. ma anche cibo in abbondanza, soprattutto perché durante la stagione invernale i cani e in generale tutti gli animali hanno bisogno di mangiare di più.

Articolo del 17/01/2017

Fonte: Greenme


La Francia installa le telecamere nei macelli per fermare le torture sugli animali

Più controlli e trasparenza nei macelli. Lo vuole la Francia dove la commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni degli animali nei mattatoi ha rivelato una situazione a dir poco critica.

Ora l’Assemblea Nazionale francese ha approvato una legge per introdurre telecamere obbligatorie nei macelli a partire dal 2018.

La decisione avviene a seguito dell’intensificazione della protesta pubblica dopo una serie di indagini scioccanti avvenute sotto copertura e pubblicate dai media francesi.

La Francia vuole monitorare le pratiche di macellazione e i comportamenti crudeli e violenti degli addetti ai lavori nei confronti degli animali. Vuole inoltre tenere sotto controllo le condizioni di sicurezza e di igiene.

Entro luglio 2017, prima che la legge entri ufficialmente in vigore, in Francia avverrà una sperimentazione che coinvolgerà 263 macelli in cui verranno installate delle telecamere in tutte quelle zone dove gli animali vengono spostati, immobilizzati, storditi e uccisi.

I filmati ottenuti verranno visionati dai funzionari di Governo per capire come ultimare i dettagli della legge definitiva.

L’intenzione è di introdurre delle sanzioni molto pesanti per chi violerà la legge e nei casi di crudeltà verso gli animali, con carcere da 6 a 12 mesi e multe da 7500 a 20 mila euro.

Le indagini sotto copertura condotte da L214 avevano portato alla luce animali maltrattati e torturati dagli operatori mentre erano ancora in vita.

Le proteste a favore dei diritti degli animali stanno attirando sempre più persone a Parigi, Nizza e Lione, contribuendo a rendere la difesa dei diritti degli animali un’importante causa di giustizia sociale.

Non potrebbe essere utile rendere obbligatorie le telecamere anche nei macelli in Italia?

Del resto anche nel nostro Paese le telecamere sono già risultate utili nelle indagini per svelare gli orrori dei maltrattamenti sugli animali nei macelli, ad esempio per quanto riguarda lo scandalo Italcarni.

Seguendo l'esempio della Francia il Codacons ha richiesto che le telecamere vengano introdotte nei macelli anche in Italia per ridurre le sofferenze degli animali. Il Codacons ha inviato nei mesi scorsi la richiesta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per adottare i dovuti interventi al fine di aumentare la sicurezza e la certezza del trattamento degli animali.

L'introduzione di telecamere probabilmente servirà a portare sotto gli occhi di tutti gli abusi e le torture, ma ciò non basta a chi vuole difendere i diritti degli animali fino in fondo, perché nei macelli gli animali sono comunque destinati e costretti a morire, e nemmeno a chi pensa che la crudeltà potrà finire solo quando i macelli non esisteranno più.

Articolo del: 17/01/2017

Fonte: Greenme.it


La Cina metterà al bando il commercio d'avorio entro la fine del 2017

La Cina ha deciso di mettere al bando il commercio d’avorio entro la fine del 2017. La presa di posizione avviene dopo un importante accordo intrapreso con gli Stati Uniti nel 2015.

Si tratta di una decisione storica perché la Cina rappresenta il più grande mercato del mondo per il commercio legale e illegale di avorio. La messa al bando delle esportazioni e delle importazioni di avorio potrebbe salvare decine di migliaia di elefanti ogni anno.

Le operazioni per fermare il commercio d’avorio inizieranno in Cina dal 31 marzo 2017. La decisione appare ben accolta dai cittadini della nazione. L’opinione pubblica cinese si sta esprimendo contro il commercio d’avorio almeno dal 2012. Ora circa il 71% della popolazione risulta contraria al commercio di avorio secondo Save The Elephants.

Dal 2012 ad oggi sia i prezzi che le vendite dell’avorio in Cina si sono drasticamente ridotti. Entro il 31 dicembre 2017 il commercio di avorio in Cina sarà del tutto vietato. L’annuncio ufficiale del Governo Cinese è arrivato il 30 dicembre 2016.

Secondo il Natural Resources Defense Council la Cina aiuterà chi ora lavora nel settore dell’avorio a trovare una nuova collocazione occupazionale, ad esempio nel restauro dei manufatti in avorio che si trovano nei musei.

La decisione della Cina pone fine al maggior mercato d’avorio del mondo e secondo gli esperti aiuterà davvero a salvare gli elefanti. In passato il commercio legale di avorio in Cina non ha fatto altro che coprire il traffico illegale dello stesso materiale. In questo modo per il trafficanti di avorio illegale sarà più difficile agire.

Gli Stati Uniti hanno vietato quasi del tutto il commercio nazionale di avorio a luglio 2016 e il Giappone interverrà in questo senso dal 2021. Se tutto il mondo si unirà contro il commercio di avorio, finalmente gli elefanti saranno salvi.

 

Articolo del 05/01/2017

Fonte: Greenme


Vittoria! I lupi della Norvegia sono salvi dalla caccia

I lupi della Norvegia sono salvi. Vidar Helgesen, il ministro norvegese per il clima e l’ambiente, ha annunciato che il Governo ha negato il permesso di dare la caccia ai lupi delle aree di Letjenna, Osdalen, Kynna e Slettås.

 

Il Governo ha affermato che non esiste una base legale per ammettere la caccia, né nella legge nazionale per la protezione della natura né nella Convenzione di Berna. Il Governo ha dato ascolto all’appello di Friends Of The Earth Norway per dire stop alla caccia ai lupi.

 

Secondo  Friends Of The Earth Norway si tratta di una vittoria molto importante per i lupi che sono tra i mammiferi più a rischio di estinzione nella fauna norvegese. Per il Governo norvegese la caccia ai lupi non è ammessa ma le autorità regionali per la caccia quest’autunno hanno deciso deliberatamente di dare comunque la caccia ai lupi. Ma ora non potranno più farlo.

 

I lupi non possono diventare oggetto di caccia. L’uccisione di un lupo può essere ammessa in casi eccezionali solo se diventa una minaccia per gli animali domestici o per gli agricoltori, secondo la legge norvegese.

 

Il risultato è stato raggiunto grazie alla partecipazione della popolazione norvegese che ha appoggiato una petizione superando le 70 mila firme.

 

I quattro branchi di lupi in Letjenna, Slettås, Kynna e Osdalen potranno continuare a vivere. La  caccia con licenza sarà limitata a 15 esemplari al di fuori della zona di gestione del lupo, di cui 6 sono stati già abbattuti.

 

Il WWF ha espresso il suo ringraziamento attraverso le parole del direttore del WWF Norvegia, Nina Jensen:

 

“Oggi esprimiamo il nostro più sentito grazie al Ministro  Helgesen per aver salvato la vita di 32 lupi ascoltando così le ragioni di chi si batte ogni giorno  per la sopravvivenza dei lupi. Oggi sentiamo un grande senso di sollievo e non vediamo l'ora di raccontare questo primo successo a tutti i nostri sostenitori: grazie al loro impegno e sostegno la vita di questi 32 lupi è finalmente  salva”.

 

In precedenza una  sentenza dell’Autorità di gestione regionale aveva consentito la caccia programmata di 24 lupi all'interno della zona di gestione del lupo e di 8 lupi fuori della zona, ma il Governo è intervenuto per fermare la caccia ai lupi nella zona protetta.

 

“Speriamo che questo sia un primo passo verso l’abolizione totale della caccia al lupo in questo paese così avanzato per tanti altri aspetti Il fatto che in Norvegia sia ancora possibile abbattere legalmente i lupi (se si è dotati di licenza) è per noi fonte di grande tristezza” – ha aggiunto il WWF Italia.

 

La popolazione di lupi in Norvegia conta appena 65-68 esemplari: ciò significa che il programma di abbattimento, per fortuna in gran parte sventato, avrebbe ucciso il 70% dell’intera popolazione del paese nordeuropeo. I lupi in Norvegia sono anche elencati come "in pericolo critico" nell’elenco  nazionale degli animali in via di estinzione del 2015.

 

Il WWF aveva lanciato una Campagna #saveourwolves sui social media  e si era fortemente impegnato per convincere i  politici e le autorità a fermare il massacro pianificato di lupi norvegesi. L'organizzazione ha lavorato a stretto contatto con altre ONG in Norvegia ed era comunque pronto ad un ricorso contro il piano di abbattimento.

 

 

Articolo del 23/12/2016

Fonte: GreenMe


Un uomo salva oltre 300 gatti dopo aver perso il figlio in un incidente

«Questo santuario è in memoria di mio figlio». Così è nato l’Happy Cat Sanctuary. A crearlo è stato Chris Arsenault, un 56enne ferroviere in pensione di Long Island (New York) che ha salvato più di 300 gatti randagi. 

 

Tutto ha avuto inizio nel 2006 dopo aver perso suo figlio Eric, morto a soli 24 anni in un incidente stradale. Per l’uomo sono stati giorni di disperazione e dolore. Poi un giorno nella sua vita ha incontrato un nuovo motivo per vivere: imbattutosi in una colonia felina di 30 gatti malati, ha deciso di prendersi cura di loro. 

 

Durante l’inverno i gatti entrano in casa al calduccio, per quelli che invece preferiscono stare fuori ci sono apposite strutture riscaldate. E quando è ora di andare a dormire tutti i gatti cercano le coccole del loro gattaro: «È amore incondizionato, i gatti lo sanno che li stai aiutando».  

 

Articolo del 15/12/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


In Corea del Sud chiude il più grande mercato di carne di cane

In Corea del Sud chiude il più grande mercato di carne di cane. Per noi cani e gatti sono animali domestici e amici mentre in altri Paesi il consumo della loro carne è normale e così cani e gatti diventano al pari di animali da allevamento.

Mangiare carne di cane è considerata una tradizione in molti Paesi dell’Asia, ma la Corea del Sud è l’unica nazione in cui i cani vengono allevati a livello commerciale per diventare carne da mettere in vendita.

Qui gli allevamenti di cani sarebbero molto simili a qualsiasi altro tipo di allevamento. Purtroppo i cani vivono in condizioni pessime, tra sporcizia e abusi da parte degli esseri umani. I cani vivono prigionieri in gabbie in una situazione insostenibile. Molte organizzazioni stanno lavorando per dire stop agli allevamenti di cani e alla vendita di carne di cane. Qualcosa sta già cambiando.

Di recente il Moran Market, cioè il più grande centro di vendita di carne di cane in Corea del Sud, ha chiuso i battenti ufficialmente. Qui si vendevano circa 80 mila cani ogni anno. Secondo quanto comunicato da In Defense of Animals, la chiusura ufficiale è avvenuta il 13 dicembre 2016.

Alcune investigazioni svolte in incognito hanno messo in luce le pessime condizioni in cui cani vivevano e venivano macellati. Le autorità sono intervenute e hanno ordinato la chiusura. Si tratta di un passo nella giusta direzione secondo In Defense of Animals che da anni si occupa di porre fine alle torture sugli animali.

L’associazione continuerà ad operare finché la vendita e il consumo di carne di cane non verranno aboliti definitivamente, sottolineando non solo le violenze verso gli animali ma anche i pericoli legati al consumo di carne di cane da parte dell’uomo.

Articolo del 15/12/2016

Fonte: Greenme


A Pavia il Grand Hotel per gattini abbandonati in cerca di una famiglia

Un Grand Hotel per gatti abbandonati. Si trova a Pavia, ospita cuccioli da tutta Italia e i gestori non potevano che essere due «fantastici gattari», Anita e Sergio, che strappano i mici dalla strada per regalargli una nuova vita, in un «albergo a cinque stelle» in attesa di una famiglia adottiva.  

«La nostra avventura con i gatti è iniziata qualche anno fa, quando io vivevo sola in Sicilia. Lì purtroppo il tasso di randagismo è molto elevato e io facevo quel che potevo, con le mie forze - racconta Anita -. La prima creatura salvata è stata Bridget e non è un gatto ma un incrocio di Labrador, trovata abbandonata in autostrada con una terribile gastroenterite. Oggi Bridget è la mascotte del Grand Hotel e si prende cura di tutti i mici, specialmente di quelli più indifesi». 

 

«Oggi non sono più sola. Ho avuto la fortuna di incrociare la mia strada con una persona che condivide la mia stessa passione - Sergio -. E insieme abbiamo allestito una stanza della nostra casa di Pavia per i mici randagi più bisognosi. Non è un vero e proprio gattile, di solito la chiamiamo "stanzetta dei gattini"», racconta. «Qui arrivano gatti da tutta Italia, molti di loro hanno problemi di varia natura, ma con le dovute cure e tanta pazienza piano piano ognuno rifiorisce e viene adottato».

 

Il Grand Hotel è una piccola realtà, certo, ma anche un grande gesto di solidarietà. «Su Facebook siamo conosciuti come Mamma Carota e Miciopapà e, grazie alla collaborazione delle tante persone che ci seguono, riusciamo a trovare delle belle famiglie e poter aiutare altri mici in difficoltà. Certamente curarli costa, ma per fortuna non abbiamo vizi e siamo felici di fare delle rinunce per loro». 

 

Qui ogni ospite che arriva dalla strada si ritrova in un mondo di pace e serenità: «Una copertina colorata, una pallina e una ciotola di pappa buona per noi possono sembrare cose semplici. Ma per loro, che non hanno mai avuto nulla dalla vita, questo è un vero hotel a cinque stelle». 

 

«Nel corso del nostro volontariato abbiamo avuto la gioia di vedere rinascere gatti malati nel corpo e nell'anima, provenienti da situazioni di disagio profondo. Molti di loro arrivano dal sud, in particolare da Napoli ma anche dalla Sicilia e dalla Puglia con cui abbiamo il piacere di collaborare con validissime volontarie che operano in territori difficili in cui il tasso di randagismo è più alto». 

 

E in questi anni sono arrivate anche tante soddisfazioni. «Una delle più grandi è stato Derek, affetto da ipoplasia cerebellare dalla nascita. Non aveva coordinazione nei movimenti e non riusciva a camminare: cadeva di continuo ma non ha mai perso la voglia di rialzarsi e riprovarci. La sua dolcezza e la sua forza di volontà hanno fatto innamorare migliaia di persone. Oggi è un micio totalmente autonomo ed è felicemente adottato a Genova. Noi invece per Natale ci siamo regalati Tiby, un micio bruttino e infeltrito, affetto da rinite cronica ma con il fuoco dentro e tanta tanta voglia di vivere e riprendersi ciò che la strada gli ha tolto».  

 

Articolo del 08/12/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


Gli ospiti di una casa di riposo hanno salvato due gattini orfani

«Siamo commossi, felici e quasi storditi dal tanto amore che gli ospiti della casa di cura hanno nei confronti dei due gattini orfani, Peaches e Turtle», dicono i volontari del Pima Animal Care Center. Peaches e Turtle sono due mici orfani che a pochi giorni dalla nascita sono arrivati al Pima Animal Care Center di Tucson. Pesavano meno di 200 grammi e avevano bisogno di cure veterinarie. Ma soprattutto di qualcuno che si prendesse cura di loro.  

 

Il rifugio, però, in quel momento non aveva abbastanza risorse per le spese veterinarie e il mantenimento. Allora l’Assisted Living Facility, l’organizzazione di strutture di accoglienza assistita per disabili ed anziani, ha deciso di occuparsi di loro. E Peaches e Turtle sono entrati al Catalina Springs Memory Care, una casa di cura in Arizona, cambiando la vita agli ospiti della struttura. 

 

«Gli anziani hanno accolto i due cuccioli orfani a braccia aperte. E oggi li amano moltissimo», dicono i volontari. Che raccontano che dall'unione delle due solitudini è nato qualcosa di bello: «l'amore che provano reciprocamente gli uni per gli altri». Rebecca Hamilton, il direttore sanitario del centro, ha anche creato un programma di «pet therapy» per gli anziani, dove a beneficiare delle terapie sono sia i felini che gli umani. Infatti, se i primi sono più sereni e vivono meglio la loro permanenza nella struttura, il peso dei secondi è già raddoppiato.  

 

«Il desiderio di amare ed essere amati è dentro ognuno di noi, a ogni età. E i gattini ci hanno dato la possibilità di esprimere questo bisogno», dice Sharon Mercer, ospite del Catalina Springs Memory Care. 

 

Articolo del 20/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


Sta bene Kid, il cane che non voleva andarsene dalla casa distrutta dal terremoto

Era il 28 agosto, quattro giorni dopo uno dei pesanti terremoti che ha colpito il centro Italia. A Pescara del Tronto, tra le tante storie di animali coinvolti, c’era quella di Kid, un cane quasi di paese che non voleva andarsene da una casa rimasta distrutta dal sisma. In quelle ore a prendersi cura di lui c’erano i volontari dell’Oipa di Ascoli Piceno che lo hanno rifocillato e si sono assicurati che fosse in buone condizioni di salute. 

 

Kid non era un cane di proprietà, ma un cane di paese. Anche se c’era una signora che si prendeva cura di lui e non gli faceva mai mancare qualcosa con cui mangiare e le sue attenzioni. E proprio lei, sebbene sfollata, aveva chiesto di non spostare il cane perché temeva che con i suoi 17 anni potesse cadere in depressione o addirittura peggio. Così, grazie al supporto di un nucleo di Vigili del Fuoco dislocato proprio in quella zona, l’Oipa ha continuato a nutrirlo e monitorarlo. Il tutto sino a quando le scosse di fine ottobre hanno costretto i pompieri ad abbandonare la zona perché i danni al viadotto avrebbe reso irraggiungibile la zona.  

 

Così l’Oipa ha deciso di prendere Kid e portarlo in un altro luogo. L’unico modo per non abbandonarlo a se stesso. Così il cagnolone anziano e malinconico è arrivato al rifugio privato di Lapedona. «Siamo andati a trovarlo la settimana scorsa. Kid sta benissimo - racconta Fabrizio Bruschetti dell’Oipa di Ascoli Piceno -. Non ha mai accusato segni di sofferenza o depressione. Si è ambientato subito. Dal punto di vista comportamentale lui era già abituato al contatto con altre persone e altri cani. E quindi non ha avuto problemi in questo senso. Anzi è liberissimo di muoversi dentro la struttura come faceva a Pescara del Tronto. Di fatto è cambiato il posto, ma non le sue abitudini. Si trova davvero bene». 

 

Articolo del 20/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


La promessa di una donna ai vitelli salvati da un centro di sperimentazione

“Cari Zeus e Hayden, non sono una mucca ma se sopravvivete prometto di essere la miglior mamma possibile per voi”. A scrivere queste parole è Gina Lynn, fondatrice del New Life Animal Sanctuary, che ha salvato insieme al suo team due vitellini nati da soli tre giorni.  

 

I due erano tenuti in un laboratorio farmaceutico e sono stati portati nel suo centro per animali di Lake Elsinore, in California. Mucche e vitellini che provengono dalle industrie di carne sono usati per fare il cosiddetto “siero bovino”; che viene utilizzato nella ricerca e nello sviluppo di farmaci e vaccini. Il sangue degli animali viene prelevato mentre vengono macellati, anche se le mucche sono incinte. Altre mucche e i vitellini invece diventano “donatori”, da cui viene prelevato il sangue un paio di volte prima di venire scartati. 

 

“Mi dispiace che altri umani non abbiano dato valore alla vostra vita e vi abbiano privato della vostra vera mamma. E’ ingiusto e intendo fare tutto ciò che posso per rimediare. Ci sono anche altri volontari amorevoli che faranno lo stesso. Molte persone fanno il tifo per voi e vi aiuteranno a diventare forti”,ha continuato nella sua lettera Gina. 

 

I vitellini, però, erano molto deboli e poche ore dopo essere arrivati al rifugio Zeus ha fatto prendere un grande spavento ai volontari. E’ stato fatto intervenire un volontario perché l’animale lottava tra la vita e la morte, con gravi problemi respiratori. Hayden, invece, era più forte ma è continuamente monitorato per assicurarsi che stia bene: “Ha ancora il cordone ombelicale attaccato”, ha spiegato Gina. 

 

I due però hanno recuperato le forze in pochi giorni, grazie al fatto che i volontari li allattavano con il biberon. Ora camminano sulle loro zampe e il futuro inizia ad essere più roseo per loro, grazie alle amorevoli cure dei volontari del centro.  

 

Articolo del 13/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


L'elefantessa torna ogni anno a salutare chi l'ha salvata. E questa volta ha portato con se una sorpresa

Quando i soccorritori hanno trovato un elefantino di due mesi in fin di vita, «giacere in coma in una piccola gabbia», non avevano idea che, 15 anni dopo, avrebbero potuto celebrare la nascita del suo cucciolo. 

Thoma è stata salvata nel Kenya centrale nel 2001, dopo che la foresta in cui lei e il suo branco vivevano era stata praticamente distrutta dagli insediamenti umani. Gli elefanti avevano così paura delle persone che hanno iniziato nascondersi durante il giorno, emergendo solo con il favore della notte per trovare cibo. 

 

 

Ma i più deboli non ce la facevano da soli. E fra loro c'era proprio Thoma, rimasta orfana, catturata e ritrovata in condizioni drammatiche. E' stata salvata in extremis e trasferita nel David Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi, dove ha trascorso l'infanzia recuperando e trasformandosi in una elefante sano, capace di vivere una vita piena nel suo habitat naturale. 

 

L'elefantino è stato ribattezzato Thor ed è il ventitreesimo cucciolo nato dalle elefantesse orfane curate dal centro Dswt. «Ogni nascita è magica - hanno scritto i gestori - ma quella di Thor è forse ancora più speciale, se si considera il salvataggio di Thoma nel 2001. E' stato quasi un miracolo salvarla e ancor più bello che abbia portato il suo piccolo a conoscere i suoi ex custodi».  

 

Articolo del 13/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


Perdono il loro gatto, ma ne salvano uno identico

Dexter era un gatto avventuroso, che non voleva in alcun modo essere rinchiuso in casa. Si era avvicinato alla famiglia Sabio, della Florida, cercando uno spuntino per pranzo per poi scomparire immediatamente. 

Dexter compariva di frequente, anche due volte al giorno per ricevere qualche prelibatezza, e la famiglia era contentissima di averlo come nuovo amico. Lui però non ne voleva sapere di entrare in casa, anche quando Amanda lo aveva portato dentro nel tentativo di proteggerlo dall’uragano Matthew: ha aspettato che aprisse la porta per sgattaiolare via di nuovo. 

Amanda, Eric e il loro figlioletto Parker, di un anno, si erano comunque affezionati a lui e addirittura avevano chiesto ad un amico di portargli da mangiare mentre erano in vacanza. D’improvviso, però, Dexter è sparito. “Mia moglie temeva il peggio, perchè abitiamo in una zona molto trafficata. Ha iniziato ad andare nei rifugi per animali a chiedere se per caso lo avevano visto”, ha raccontato Eric. 

Un giorno, Eric ha visto su una pagina Facebook la foto di un gatto che era identico a Dexter ed è subito andato al rifugio per vedere se fosse davvero lui. Il micio, però, era solo un piccolo sosia del suo amico peloso, ed era in attesa di subire l’eutanasia quello stesso giorno. “Ero il suo ultimo visitatore. Lui ha strofinato la testa sulla mia mano e ha iniziato a fare le fusa. Come potevo andarmene e lasciarlo morire?”. 

Così, quel giorno, il piccolo Parker si è svegliato dal suo riposino pomeridiano con vicino una grande scatola. Dentro c’era il nuovo membro della famiglia, Ollie. Di Dexter nessuno ha avuto più notizia, ma la famiglia ha ancora la speranza che lui torni a conoscere il suo sosia, diventando il quinto membro della famiglia. 

 

Articolo del 07/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


Christine, la soldatessa che si rifiutò di abbandonare il gattino in Afghanistan

 

In battaglia o in zone di guerra non si abbandona mai il compagno in difficoltà. Così ha fatto Christine Bouldin che si è rifiutata di abbandonare al suo destino un gattino trovato randagio in Afghanistan. 

 

Lei e Felix, questo il nome del peloso, si sono incontrati nel 2008. La soldatessa aveva visto una gatta e il suo micetto aggirarsi intorno alla loro base militare. Incuriosita dalla coppia, la donna ha scoperto che il più piccolo dei due aveva delle orecchie sproporzionate per il suo corpo, così grandi da farlo sbandare quando camminava.  

 

«Non avevo mai visto un gatto del genere - racconta ai media statunitensi la militare -. Mi dispiaceva vederlo in quelle condizioni: non riusciva a stare in piedi, ogni passo rischiava di capovolgersi». Quel gattino, che lei poi ha chiamato Felix, in realtà soffriva di ipoplasia cerebellare, una condizione neurologica caratterizzata dallo sviluppo ridotto del cervelletto che impatta sulle capacità motorie. 

In un primo momento il micetto aveva paura di Christine e si allontanava quando cercava di avvicinarlo. Poi, con il tempo, vedendo sua madre strusciarsi sulle gambe della soldatessa, anche lui ha iniziato ad avere più fiducia. È nato così un rapporto quotidiano: portava loro cibo e acqua, anche più volte al giorno, e Felix si faceva prendere anche in braccio. 

 

Un’amicizia così forte che Christine ha deciso di informarsi su come portarsi entrambi a casa una volta terminato il suo servizio in Afghanistan. Ma un giorno Felix si è presentato da solo. Della madre non c’erano più tracce. Era scomparsa. La soldatessa ha subito capito che avrebbe dovuto fare qualcosa, anche in fretta, perché Felix non finisse per fare una brutta fine.  

Ma il regolamento dell’esercito non permetteva di tenere animali dentro le abitazioni dei militari, così, aiutata da un collega, Christine ha creato una casa di fortuna con sacchi di sabbia, in modo che il piccolo Felix, seppur traballante, potesse entrarci facilmente.  

 

«Era dolcissimo - racconta la soldatessa -. Certe volte mi ha fatto piangere perché mi guardava proprio come se fossi sua madre». Mossa da sentimenti sempre più forti Christine ha cominciato a informarsi su come portarselo negli Stati Uniti, ma le sue richieste sono state respinte. 

Quando ormai era disperata, un veterinario del posto gli ha presentato un animalista di Kabul che ha accettato di portarselo con sé per poi aiutarla a mandarlo negli Stati Uniti. 

Finalmente il sogno di Christine si è poi avverato e ora, a distanza di otto anni, Felix vive comodamente nella casa della soldatessa in compagnia di un altro peloso.  

La presenza di Felix si è fatta sentire e ha dato alla donna un senso di casa che prima non provava, aiutandola a dimenticare le brutture della zone di guerra. Una serenità che l’ha portata anche a cambiare la sua vita diventando mamma. «Quando mi vede mi saluta muovendo la sua coda tanto è contenta - racconta - È un angelo inviatomi da Dio».  

 

Articolo del 07/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)

Terremoto, un carabiniere adotta una gattina abbandonata dal proprietario in una cantina

Il suo proprietario l’ha abbandonata durante il terremoto. E quando l’Enpa l’ha salvata, lui non ne ha più voluto sapere. È la triste storia di una gattina che i volontari hanno chiamato Luna. Lei, insieme ad altri due mici, è stata trovata chiusa in una cantina di Piediripa di Norcia, senza possibilità di scappare, senza acqua né cibo. 

L’uomo non ha neanche segnalato la loro presenza, l’Enpa gli ha scoperti per caso. I volontari hanno anche trovato uno di loro con la testa incastrata in una lattina di cibo per gatti. Un disperato tentativo di potersi nutrire.  

Per fortuna tutti e tre stanno bene. Per fortuna quell’uomo non ne ha più voluto sapere. Per fortuna Luna ha già trovato qualcuno che si prenderà cura di lei: un carabiniere impegnato nelle operazioni sul luogo del sisma non ha resistito alla sua dolcezza e ha deciso di adottarla regalandole una nuova vita e una nuova casa.  

 

Articolo del 07/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa) 


“Rimarrò in una gabbia del canile fin quando almeno 300 animali non verranno adottati”

I canili di tutto il mondo continuano a essere pieni di animali in cerca di casa. Un fenomeno che in molti cercano di debellare. E c’è qualcuno che, facendo leva anche sulla sua popolarità di comico, ha preso una decisione che di certo non poteva rimanere inosservata: a partire dall’11 novembre prossimo, il comico francese Rémi Gaillard ha deciso di vivere a tempo indeterminato dentro una gabbia del canile rifugio di Montpellier sino a quando «almeno trecento animali non verranno adottati» scrive lui su un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Accetta solo un’altra soluzione alternativa: uscirà dalla gabbia se verranno donati 50mila euro al canile rifugio. 

E come se non bastasse, per garantire la veridicità della scelta, Gaillard trasmetterà l’intera sua esperienza attraverso un diretta sulla sua pagina Facebook. Il rifugio, da parte sua, nel prepararsi ad accoglierlo ha anche preparato un volantino così come normalmente viene fatto per i loro abituali ospiti a quattrozampe.  

Non è la prima volta che Gaillard utilizza il suo seguito online per cercare di migliorare le condizioni dei cani senza una casa: all’inizio di quest’anno, ha pubblicato un video di uno scherzo, forte e potente, per convincere una donna a decidere a non abbandonare il suo cane in un rifugio. Un’idea che ha colpito nel segno e il video è stato visualizzato quasi 6 milioni di volte sul web. 

 

Articolo del 07/11/2016

Fonte: La Stampa (Rubrica La Zampa)


Cane conteso tra i due ex conviventi, giudice decide per affido condiviso

Affido condiviso per il cane di casa conteso dai due ex. E' accaduto a Roma, dove la disputa è andata talmente per le lunghe da arrivare addirittura in Tribunale. Per decisione del giudice monocratico adesso Spot, un meticcio "trovatello" di 9 anni, vivrà sei mesi con l'uno e sei mesi con l'altra "con facoltà per la parte che nei sei mesi non lo avrà con sé, di vederlo e tenerlo due giorni la settimana, anche continuativi, notte compresa".

Il giudice ha infatti spiegato come "nel nostro ordinamento manchi una norma di riferimento che disciplini l'affidamento di un animale domestico in caso di separazione dei coniugi o dei conviventi", tuttavia in Parlamento "giace da molti anni" una proposta di legge che indica la formula dell'affido condiviso come la migliore soluzione per questi casi. E proprio partendo da questi presupposti il Tribunale di Roma, con un verdetto innovativo ha deciso per l'affido condiviso di "Spot".

 

Articolo del 07/11/2016

Fonte: Tgcom24


Sta bene Ulisse, il cane estratto dalle macerie a Norcia nel dopo terremoto

Ulisse sta bene, è solo spaventato, ma sta bene. Sono queste le buone notizie che riguardano il cane estratto dalle macerie di Norcia il 31 ottobre dai vigili del fuoco, consegnato al locale punto veterinario Enpa di Norcia e poi trasferito nella clinica veterinaria Centro Italia di Rieti con l’ambulanza della Protezione animali. «Ulisse - riferisce l’Enpa in un comunicato - mangia, nel crollo non ha riportato ferite o fratture, i suoi valori sono normali. È solo spaventato».  

 

Finora al punto veterinario avanzato Enpa di Norcia sono stati soccorsi e curati 69 animali da compagnia tra cani e gatti. I veterinari, i volontari e le guardie zoofile della Protezione animali stanno operano a Norcia, Visso, Camerino e nel Teramano. L’Enpa ha anche distribuito cibo per animali, antiparassitari e farmaci, assistendo oltre 300 tra cani, gatti, tartarughe e animali da cortile. 

 

Complessivamente i ricongiungimenti sono stati 31. «Abbiamo così garantito il ritorno in famiglia di animali scappati durante le scosse o rimasti pericolosamente bloccati in immobili a pericolo di crollo - spiega Enpa - In un caso, i nostri volontari con il consenso dei proprietari sfollati a Perugia hanno anche forzato una autorimessa a Norcia per salvare un gatto che stava da due giorni al buio e senza acqua e cibo». 

 

Articolo del: 05/11/2016

Fonte: La Stampa


Medico rianima un gatto di fronte al pronto soccorso e poi decide di adottarlo

Lo hanno quasi ammazzato, ma poi si sono resi protagonisti di un salvataggio che manco nei telefilm ER e Grey’s Anatomy. Un micione bianco stava cercando di infilarsi nella porta scorrevole di un ospedale nella parte europea di Istanbul, attratto dal calduccio della struttura. La cosa di per sé non deve sorprendere. In Turchia i gatti fanno quello che vogliono e se è normale vederli passeggiare dentro le moschee anche durante gli orari della preghiera, in scuole e ospedali trovano spesso una ciotola, delle carezze e soprattutto un termosifone, oggetto che, nei rigidi inverni di Costantinopoli, è quanto mai gradito.  

Insomma il gattone era convinto di fare come se fosse a casa sua. Purtroppo per lui, un infermiere stava uscendo in quel momento e lo ha letteralmente incastrato nelle ante della porta scorrevole poco sotto il collo, all’altezza del cuore. La sua fortuna è stata che in quel momento stava passando Halil Akyurek, di professione medico rianimatore, che, riuscito a liberare la bestiola ormai in fin di vita, ha iniziato a praticargli un massaggio cardiaco molto simile a quello che si fa ai neonati e intubaldolo in modo da poterne garantire la respirazione anche se in modo artigianale.  

“Ormai non respirava più, eravamo convinti che non ce l’avrebbe fatta” ha dichiarato visibilmente emozionato alla stampa turca. invece, dopo pochi minuti, il felino ha fatto capire di essere tornato in sé iniziando a mordere le mani dei soccorritori. Per stabilizzare la sua condizione è stato chiamato un veterinario, ma già dopo un’ora il gattone girava per i corridoi dell’ospedale, facendo incetta di crocchette dopo lo scampato pericolo.  

Lo hanno chiamato Mucize, che in turco significa ’miracolo’. In effetti gli è andata piuttosto bene soprattutto se si conta che oltre ad avergli salvato la vita, Halil Akyurek ha deciso di adottarlo e adesso posta foto sul suo profilo personale con il manto bianco del micione mollemente adagiato sul petto del suo benefattore.  

 

Articolo del: 05/11/2016

Fonte: La Stampa 


Il cane ogni notte si porta un gioco diverso nel suo letto

Mojito ama i giocattoli e non riesce proprio a farne a meno. 

Da circa un anno e mezzo questa femmina di Golden Retriever di 3 anni porta uno dei giocattoli con sé a letto, ma ogni notte la scelta cade su uno diverso diverso.  

«Mojito ha tonnellate di giocattoli... sono davvero troppi - racconta Kim Downie, l’amica umana della cagnolona -. Insiste sul fatto di sceglierne uno nuovo ogni volta che andiamo al negozio e, naturalmente, c’è anche chi che le manda nuovi giocattoli ogni mese».

La dolce quattrozampe recentemente ha ricevuto al certificazione come cane da pet therapy, ma per adesso sembra essere più interessata a passare tutto il giorno a intrattenersi con i suoi giocattoli. A volte permette anche al gatto Vader di partecipare ai suoi divertimenti. 

Quando è il momento di andare a letto, Mojito non ha pace fino a quando non sceglie un giocattolo da portare al piano di sopra con lei. 

«Lo fa ogni volta che deve andare a letto presto con me, come se avesse bisogno di un giocattolo per intrattenersi mentre attende il sonno, come noi faremmo con un libro - racconta la donna -. Lei è molto selettiva su ciò che sceglie per la nanna: rivolta tutta la casa e svuota le scatole dei giocattoli fino a che non trova l’esatta cosa che sta cercando». 

 Nonostante siano sempre più numerosi, Mojito non dimentica neanche un gioco e ha una gestione perfetta: al mattino non riporta il giocattolo al piano di sotto, ma devono rimanere tutti al piano superiore fino a che lei non decide che è pronta a riportarli giù di nuovo.  

«Se li portiamo noi al piano di sotto, lei li riportano subito su».

Una cagnolina dalle idee davvero chiare.  

 

Articolo del 23/10/2016

Fonte:La Stampa


Prestazioni veterinarie gratuite per cani e gatti di famiglie che hanno un reddito basso

Per molti è un sogno o un'idea irrealizzabile... E invece è la realtà. A Roma è già attivo un servizio che eroga prestazioni veterinarie gratuite a cani e gatti di proprietari e famiglie che hanno un basso reddito e a titolari di pensione sociali, cittadini non vedenti e associazioni no profit.

Quali sono i requisiti per non pagare il veterinario  a Roma?

  • Appartenere a famiglie con reddito ISEE non superiore a 15.000 euro;
  • titolari di pensione sociale;
  • cittadini non vedenti con cane conduttori
  • associazioni no profit impegnate in progetti di "per care" certificati presso ospedali, centri di recupero, case famiglia protette.

Qual'è l'obbiettivo di questo progetto?

 

Questo progetto ha lo scopo di combattere il randagismo favorendo la sterilizzazione o castrazione e non solo, permettere a tutti coloro che si trovano in situazioni di difficoltà economica di poter curare il loro amico a quattro zampe..

Inoltre, è stata presentata in Italia, alla Camera Dei Deputati, una proposta di legge che chiede nello specifico che il servizio sanitario veterinario convenzionato sia gratuito per le persone appartenenti alle fasce di popolazioni meno abbienti.

La proposta di legge è stata ben accolta ma resta da attendere se riuscirà ad entrare in vigore..

 

Articolo del: 04/10/2016

Fonte: https://greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/21573-veterinario-gratis-cani-gatti




A 11 anni cucina biscotti per salvare le tartarughe marine

Ha solo 11 anni, ma Ahmad Iszuddin Ahmad Idzham è già impegnato attivamente per salvare le tartarughe marine. Il bambino ha trovato un modo molto originale per raccogliere fondi per la conservazione di questa specie: cucinare biscotti.  

Tutto è cominciato quando a scuola, durante una lezione di scienze, ha visto un video sulle tartarughe marine in via di estinzione ed è scoppiato a piangere: «In quel video ho scoperto che la specie potrebbe estinguersi tra qualche anno, se nessuno interviene per proteggerla - racconta il bambino - così ho deciso di fare qualcosa per salvarla». 

E siccome aveva da poco imparato a cucinare i biscotti da sua mamma, ha pensato di iniziare da qui. «Ho cominciato a preparare e vendere pane e biscotti online - racconta lui - per poi donare i soldi raccolti alla “Turtle Conservation Society”, nel Terengganu, che si occupa della conservazione degli animali marini».  


Ahmad Iszuddin Ahmad Idzham, dopo aver dato inizio al suo progetto, ha anche visitato la sede del Wwf per avere più informazioni sulle tartarughe. Qui gli è stato confermato che potrebbero estinguersi: nel 1980 il Wwf ha infatti registrato 110.000 tartarughe nel mondo, ma negli ultimi 30 anni il numero è sceso a meno di 2.000 femmine adulte.«Bisogna lavorare insieme per salvare questa specie a rischio», dice il bambino, che promuove il suo pane e i suoi biscotti sull’account Instagram «Iszuddin_.». Lui sta già facendo la sua parte. 


Articolo del 28/03/2017

Fonte: La Zampa


Bimba indiana allevata da scimmie

Ha passato la sua intera esistenza a diretto contatto con le scimmie, come Mogli de “Il Libro della Giungla”. La protagonista di questa singolare vicenda è una bambina indiana, di soli otto anni, di recente recuperata da una squadra di polizia mentre si aggirava per le foreste del Bahraich. La piccola non comprende il linguaggio umano e si comporta in tutto e per tutto come i primati: si sospetta, di conseguenza, siano state proprio le scimmie ad allevarla.


La bambina è stata avvista durante una ricognizione di routine, dall’ispettore Suresh Yadav, presso la riserva del Katarniaghat Wildlife Sanctuary. Sembra che, quando il poliziotto si è avvicinato per recuperare la piccola, le scimmie presenti si siano messe a gridare e a digrignare i denti, comportamento poi ripetuto dalla stessa bimba. È stato in quel momento che l’ispettore ha compreso come l’infante fosse ignara della comunicazione umana.


Sebbene la piccola abbia cercato di divincolarsi, anche con una certa aggressività poiché spaventata, gli agenti sono riusciti a metterla al sicuro, per poi trasportarla in un centro specializzato. I medici confermano come la giovane non sia in grado di parlare e, non ultimo, come non si riconoscerebbe come un essere umano: alla visione di altre persone, infatti, prova un profondo timore. Sin dall’arrivo in ospedale, la bambina ha mostrato di sapersi alimentare raccogliendo il cibo direttamente in bocca, ma gli esperti le stanno lentamente insegnando a usare le mani. Sebbene riesca a sorreggersi sulle gambe, inoltre, la piccola tende ad assumere l’andatura tipica delle scimmie, poggiando le mani a terra come sostegno.


Non è dato sapere quale sia l’origine di questa vicenda, né come la bambina sia stata trovata, e naturalmente salvata, dal branco di scimmie. L’ipotesi al momento più accredita sembra essere quella dell’abbandono in tenerissima età da parte dei genitori: i primati, riconoscendola come un cucciolo della propria specie, hanno quindi provveduto al suo benessere.


Articolo del 07/04/2017

Fonte: GreenStyle


Taiwan vieta di mangiare carne di cani e gatti

Taiwan dice addio alla carne di cane e gatto! Il paese ne ha introdotto il divieto di vendita e di consumo, una pratica controversa molto comune nei paesi asiatici, Cina in testa. 

Martedì il governo ha modificato la legge sulla protezione degli animali, introducendo multe salate e punizioni più lunghe per gli atti relativi alla crudeltà sugli animali. Le multe andranno da 1.600 a 8.000 dollari per chi viene sorpreso a vendere o consumare carne di cane e gatto o prodotti che contengono parti degli animali, secondo quanto riferito dalla Central News Agency di Taiwan.

Ma non è tutto. Il governo si impegna anche a pubblicizzare i nomi e le immagini di chi non rispetta questo divieto.

Più in generale,  le violenze sugli animali saranno punite con una pena fino a due anni di carcere e una multa da 6.500 a 65.400$. Prima, la pena massima era un anno di galera e fino a 32.700 dollari di multa.

Gli emendamenti alla legge sulla protezione degli animali, emanata nel 1998, arrivano in un momento di maggiore sensibilizzazione e consapevolezza in relazione alla crudeltà sugli animali nel paese.

Se Taiwan pone fine all'uccisione di cani e gatti, nel resto dell'Asia la carne canina é ancora largamente consumata, soprattutto in Cina, Corea del Sud, Laos, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Filippine e India settentrionale.

Sotto questo fronte, il paese più controverso è la Cina col festival di Yulin durante il quale vengono macellati migliaia di cani.

Nel 2016, gli attivisti cinesi e internazionali per i diritti degli animali hanno presentato una petizione con 11 milioni di firme per protestare contro il festival.

In Corea del Sud, dove i cani vengono allevati per il consumo umano, circa 2 milioni vengono tenuti in circa 17.000 strutture, e molti vengono uccisi dall'elettrocuzione, una scarica di corrente elettrica.

Taiwan dice no a tutto questo. Ci auguriamo che anche altri paesi possano fare altrettanto.

Articolo del 14/04/2017

Fonte: Greenme


Anche il Guatemala bandisce l’uso di animali nei circhi. L’Italia ancora no

Anche il Guatemala segue l’esempio del Messico e di altri Paesi del mondo e mette ufficialmente uno stop all’utilizzo di animali nei circhi. Ne dà notizia, tra gli altri, l’associazione PETA.

Secondo quanto riportato, la nazione ha recentemente approvato una legge che proibisce ai circhi di utilizzare gli animali – elefanti, grandi felini, primati e altri esemplari selvatici non potranno più essere sfruttati sotto il tendone, incatenati, picchiati, addestrati e costretti alle consuete performance che – incredibilmente! – riescono ancora a divertire qualcuno.

Il Guatemala arriva al bando esattamente due anni dopo il Messico. Le nuove disposizioni sono in vigore dallo scorso 11 aprile e danno tempo un anno, ai circensi, per cedere tutti i loro animali a santuari o centri di riabilitazione per selvatici, sia sul territorio nazionale che all’estero. In ogni caso, anche durante questo periodo, gli animali non potranno essere fatti riprodurre.

La nuova legge dispone anche che i circhi stranieri che utilizzano animali non possano esibirsi nel Paese: “L’ingresso e persino il transito nel territorio del Guatemala da parte di qualunque circo straniero che utilizzi animali è strettamente proibito”.

Nel frattempo, l’Italia sembra inamovibile sulle sue decisioni non solo di continuare ad autorizzare questo genere di manifestazioni, ma anche di sovvenzionarle.

Articolo del 26/04/2017

Fonte: All4animals


DE POEZENBOOT: IL RIFUGIO PER GATTI GALLEGGIANTE DI AMSTERDAM

Non è il solito rifugio per gatti, è laCat boat, una barca interamente abitata dai felini randagi che si trova attraccata sulle sponde di unacanale di Amsterdam, poco distante dalla stazione centrale.

La Cat boat, più che una barca sembra una sorta di arca di Noè, solo che a bordo non ci sono tutti gli animali del mondo ma una colonia di gatti. La struttura è gestita da “De Poezenboot”,un’associazione fondata da Henriette ven Weelde.

La donna si prende cura dei felini randagi da sempre, li recupera dalla strada e li aiuta nella crescita finché non sono in forze per essere adottati. Attualmente, ci sono più di cinquanta gatti, alcuni ‘padroni di casa’ della Cat boat, altri di passaggio.

Come si legge sul sito dell’associazione, ogni gatto viene sterilizzato, vaccinato e dotato di microchip.

L'Poezenboot è l'unico rifugio per animali che è letteralmente in acqua ed è un punto di riferimento per gli animali. Tutti i nostri gatti trovano alla fine una casa, ma nel frattempo, hanno bisogno di tutte le nostre cure e il nostro affetto”.

Nel 1968, Henriette ven Weelde ha comprato una barca, ma non per far fare ai turisti un giro sul canale di Amsterdam, ma per dare una casa fissa o temporanea a tanti trovatelli che per strada avrebbero avuto meno probabilità di sopravvivenza.

La prima randagia era una neomamma che si era rifugiata con i cuccioli nel giardino di casa della donna, ma man mano che la famiglia si allargava, lo spazio non bastava più. Così l’idea di spostare tutti i felini in barca, il Tjalk.

Oggi le case galleggianti sono due, oltre il Tjalk anche l’Ark, ma solo una è adibita a vera e propria pensione con ciotole per l’acqua e cibo e spazi divisi per gli animali. Qui ci sono trovatelli, gatti malaticci, ma tutti vengono sostenuti dalle donazioni e dallo straordinario lavoro dei volontari, infatti l’associazione è riconosciuta come un ente benefico.

Articolo drl 06/05/2017

Fonte: Greenme


Firenze, annullato piano uccisione volpi. TAR accoglie il ricorso di LAV

“Esprimiamo enorme soddisfazione per questa vittoria della legalità. Aver sottratto quattromila volpi all’arroganza del piombo dei cacciatori rappresenta un risultato concreto a tutela del loro diritto alla vita.

Annunciamo il pronunciamento della seconda sezione del TAR Toscana che il 24 maggio ha pubblicato la sentenza sul ricorso proposto dall’associazione contro una delibera regionale che disponeva un “Piano di controllo sulla specie della volpe (Vulpes vulpes) per il periodo 2016-2018 per la prevenzione dei danni da predazione alla fauna selvatica e agli allevamenti zootecnici”.

Il giudizio del Tribunale Amministrativo non lascia spazio a interpretazioni: il piano regionale presenta un “evidente difetto di motivazione ed istruttoria già con riferimento alla problematica centrale costituita dalla valutazione della stessa consistenza della specie Vulpes Vulpes sul territorio regionale, ovvero, ad una problematica centrale per la decisione preliminare in ordine alla stessa necessità di procedere all’approvazione di un piano di controllo della specie, manca cioè di criteri obiettivi e scientificamente attendibili” che lo possano sostenere. Inaccettabili, sempre a giudizio del Tribunale, sono le motivazioni accampate dalla Regione Toscana per giustificare la mancata applicazione dei metodi preventivi ecologici che, secondo il piano triennale, avrebbero comportato “grande fatica” per la loro attuazione. Considerazioni giudicate “generiche e non condivisibili” nella sentenza pubblicata ieri.

E’ intollerabile che le amministrazioni regionali continuino a dare seguito alle più becere richieste del mondo venatorio, giungendo, come in questo caso, a palesi violazioni delle norme nazionali poste a tutela degli animali selvatici. Per questo motivo chiediamo al Ministro dell’Ambiente Galletti che le volpi siano subito inserite nella lista degli animali particolarmente protetti, vietandone la caccia e favorendone l’insediamento sul territorio, con buona pace dei cacciatori e degli amministratori regionali sempre proni alle loro richieste.”

Comunicato stampa pubblicato sul sito web ufficiale di LAV

Articolo del 17/06/2017

Fonte: All4Animals


Seattle, ogni giorno un cane prende il bus da solo per andare al parco

A Seattle c’è una nuova star: una cagnetta amata da tutti gli autisti della linea D del bus. Eclipse, un incrocio tra un labrador e un mastino inglese, è ormai diventata una celebrità nel suo quartiere: viaggia da sola in autobus tutti i giorni per raggiungere il suo parco preferito. Tutti gli autisti la conoscono e sono felici di darle un passaggio nell’area verde più vicina a casa.  


Eclipse, infatti, non viaggia da sola perché senza una famiglia, anzi, il suo amato proprietario, Jeff Young, la lascia andare al suo parco preferito - che è distante tre fermate di autobus - senza accompagnarla perché si fida di lei, sa che da sola può cavarsela benissimo. Jeff comunque, dopo poco tempo, tutti i giorni, raggiunge la sua amica a quattro zampe e giocano insieme. 


Tutto è iniziato quando i due stavano insieme alla fermata dell’autobus e, dato che Jeff perdeva tempo per fumare una sigaretta, Eclipse è salita da sola ed è scesa al parco. Anche gli autisti sono molto orgogliosi di avere tra i passeggeri un’amica così educata e che rende tutti felici e sorridenti. 


Articolo del 24/06/2017

Fonte: Lazampa.it