La preghiera che non chiede


 

Il significato della natura stessa della perfezione del Jina è l'essere privi di qualsiasi attaccamento e desiderio di agire nel mondo, per questo non possono rispondere a nessun atto di culto non avendo più nessun legame. Per cui i credenti non pregano per chiedere ai Jina di guarire da una malattia, salvarsi da un pericolo, per guadagni materiali o avanzamenti spirituali, poichè questi stessi sono contrari agli insegnamenti dei Jina, che hanno già donato tutto attraverso il loro esempio di vita e indicato la strada da seguire al solo scopo della liberazione dalla sofferenza per mezzo di conseguimenti morali e spirituali. Nella religione jainista la preghiera è solo devozione, puro rispetto e ringraziamento disinteressato; pregare davanti all'immagine del Tirtankara significa adorare l'ideale spirituale di perferzione che esso ha raggiunto, fonte di profonda purificazione interiore. Il fedele contempla e si concentra sulle virtù spirituali come la non violenza, il distacco, il non possesso, l'umiltà. Per questo gli idoli dei Jina fungono solo da promemoria per l'adoratore il quale ricorda a se stesso che è possibile giungere al medesimo stato divino e che la liberazione dell'anima è un obiettivo raggiungibile. Servono come modelli di comportamento sia per i laici che per i monaci Jain, guidando il loro codice etico di vita e fornendo ispirazione. Il fedele prega con un unico pensiero rivolto alle anime liberate -'Vande guna tad labdahe' - posso io assorbire le vostre virtù'.

 

Iconografia

 Simbologia dei Jina

 

 

Nell'iconografia jain sono utilizzati diversi oggetti simbolici e rituali per comunicare significativi aspetti della religione. Anticamente i primi oggetti ritrovati durante gli scavi sono stati scolpiti sulla pietra e decorati con simboli di buon auspicio (ayagapata) per esempio il Dharmacakra la ruota della legge, i tre gioielli, la stupa, immagini dei Tirthankara o dei monaci. Le immagini di sole silhouette senza corpo simboleggiavano esseri liberati oltre la forma fisica. Gli idoli sono tutti rappresentati allo stesso modo; i loro volti sono medesimi, perché sono messe in risalto le virtù dell'anima che sono uguali per tutti i 24 Tirthankara e non l'aspetto esteriore.

 

 

 

Simbolo indentificativo - Länchhan: sulla base dell'idolo ognuno ha un emblema con il disegno di un animale che identifica ogni Tirthankara dagli altri, per esempio quello di Mahavira è il leone che simboleggia il supremo coraggio e l'inattaccabiltà. Oppure c'è un simbolo di buon auspicio come la svastica, la luna, il loto ecc.

 

Marchio: ogni Tirthankara ha un segno particolare sulla coscia destra a forma di seme ed simbolo di saggezza.

 

Gli occhi

Gli occhi possono essere aperti, chiusi o socchiusi

 

Occhi aperti: sono fatti di cristallo o vetro, appaiono lucidi, languidi, pronunciati. Esprimono la capacità anticipata di vedere tutto il futuro; le grandi dimensioni esprimono lo stato superiore di conoscenza, la splendezza e l'illuminazione dell'anima. Lo sguardo è saldo, rassicurante, compassionevole, sembra abbracci tutto l'universo; il viso è avvolto da una aura di pace e serenità. Gli occhi hanno una potenza evocativa capace di interagire visivamente con l'adoratore facendogli sentire la sua presenza viva, e attraverso una profonda contemplazione avvertire la purezza del jina all'interno di sè.

 

Gli occhi chiusi: il significato degli occhi chiusi è quello di dimorare per sempre nella propria anima in beatitudine eterna. Essa incoraggia il fedele a guardare verso l'interno e vedere il proprio potenziale e la possibilità di poter giungere alla propria divinità.

 

Occhi socchiusi: rivelano uno stato di meditazione, la capacità di guardare verso l'esterno e verso l'interno contemporaneamente.

 

Occhi socchiusi: rivelano uno stato di meditazione, la capacità di guardare verso l'esterno e verso l'interno contemporaneamente.

 

Corporatura

 

La maggior parte degli idoli hanno le spalle larghe, braccia e gambe lunghe, grandi mani e piedi, capelli corti ad eccezione di Rishabhanatha che aveva i capelli lunghi.

 

Postura

 

Padmanasan: il viso del Tirthnakara esprime tranquillità, equilibrio e pace interiore con la postura seduta a fior di loto che si chiama padmanasan: con le gambe incrociate e mani raccolte in grembo una sopra l'altra con il palmo rivolto in alto con un punto al centro che simboleggia la beata dimora dell'anima liberata.

 

Kayostarga: postura in piedi completamente immobile con le braccia a penzoloni distaccate dal corpo, tale posizione era considerata una forma importante di penitenza, mostra che i Jina seguivano la dottrina della ahimsa o non-violenza poichè nella immobilità non potevano danneggiare alcuna creatura, neanche involontariamente.

 

 

Simboli sulla testa

 

Tika: marchio sul 'terzo occhio' (sotto la fronte al centro tra i due occhi) è un simbolo di sovraumanità.

 

Corona - Shika: Una corona intorno alla testa sottolinea la divinità del Jina ed è un segno di grande saggezza.

 

Fiori: fiori di loto sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi sono simboli di purezza e perfezione. È inoltre possibile trovare fiori di loto utilizzati per effetto decorativo sul nimbo del Jina o sul suo trono.

 

Svastica - Srivatsa: simbolo della svastica sul petto a forma di diamante indica la divinità e lo stato del Jina come Mahapurusha "grande uomo". E' un segno di buon auspicio (alakshana )

 

Lobi delle orecchie lunghe: i lobi delle orecchie sono allungati, per ricordare che i Jina erano uomini ricchi che potevano permettersi di indossare pesanti orecchini d'oro prima che rinunciarono alle cose materiali per cercare lilluminazione.


Ruota della legge – Dharmachakra: è la raffigurazione di una ruota affiancato da cervi, questo si trova spesso sotto il cuscino o il trono del Jina ed è un simbolo d'insegnamento jain. La ruota al centro rappresenta un ciclo di tempo che è diviso in due semicicli. In ogni metà del ciclo del tempo, ci sono 24 Tirthankara che espongono il cammino di purificazione. Così incessantemente ruota il tempo della religione. Essa mostra anche la vegetazione, gli animali, i monaci e le suore jain. Questo rappresenta che tutte le anime sono uguali e devono essere trattate con equanimità.

 

Ombrello o baldacchino sopra il capo -Mukkudai : baldacchini a tre livelli tenuti sopra la testa del Jina, è un simbolo della sua sovranità spirituale su tutti e tre i mondi.
 

Insieme all'idolo del Jina possono esserci anche sculture di spiriti guardiani che si chiamano Yaksha e Yakshinis, assistenti celesti o musicisti e sono gli adoratori dei Jina; pianeti, animali, piante e altri Tirthankara in posizione di meditazione seduta (Padmanasan) o in piedi (Kayotsarga). Di solito sul retro dell'idolo ci sono i nomi dei donatori, la data in cui è stata creata e l'autorità spirituale di riferimento (monaco Acharya).

 

 

 

 

Decorazioni e vesti

Tradizione Svetambara e Digamabara

 

Gli idoli degi Svetambara hanno spiccati decori e ornamenti che esprimono la rinuncia da parte dei santi di tutti i beni materiali per dedicarsi completamente al cammino della vita spirituale e cercare la vera felicità. Gli occhi sono di vetro parzialmente chiusi. Le statue hanno semplici vesiti bianche.

 

 

Gli idoli Digambara sono lasciati nella loro forma naturale e non sono decorati, nè ornamentati, gli occhi sono chiusi in raccoglimento contemplativo; sono rappresentati senza vestiti e anche i monaci hanno abbandonato tutti i possedimenti e sono nudi - asceti  'vestiti di cielo o di vento'.

 


Dipinti del Samavasarana

 

La maggior parte dei dipinti e illustrazioni raffigurano eventi storici della vita dei Tirthankara, conosciuti come Panch Kalyanaka. Anche la sala della predicazione divina il 'Samavasarana' è un soggetto molto diffuso nella scultura e arte jain, poichè raffigura il sermone tenuto da un Tirthankara dopo aver raggiunto l'illuminazione in cui tutte le specie viventi, come anche gli animali, potevano unirsi alla congregazione e comprendere gli insegnamenti dei Jina. Gli animali giocano un ruolo centrale nel tempio dell'arte, per i Jain tutta la vita è sacra e degna del massimo rispetto, essi credono che non ci può essere la pace umana se si commette violenza verso la natura e gli animali per cui ci sono moltissimi dipinti che li raffigurano.