L'universo

 

Elementi di cosmologia

 

 

 

L'Universo

 

 

 

La struttura dell’universo

 

 

 

Da sempre scienziati, religioni e filosofie di tutto il mondo si sono poste le domande sull'origine e sulla costituzione dell'universo; sono nate molte scuole di pensiero che hanno esposto innumerevoli e diversi punti di vista simili e contrastanti tra di loro. Nonostante il tentativo di cercare risposte credibili, per molti l'universo rimarrà sempre un mistero. Il Jainismo non crede che ci sia un Dio che abbia creato l'universo o che quest’ultimo sia illusorio come ritiene qualche filosofia, afferma invece che è reale, eterno, ed è sempre esistito; e' governato da forze naturali e non esiste alcuna separazione tra i pianeti, le galassie, tutti gli esseri viventi e ogni forma di vita che lo compone: sono collegati tra di loro come gli intrecci di un tappeto, che uniti, formano una trama; è una struttura cosmica che funziona per relazione reciproca e collettiva, ognuno agevola l'esistenza dell'altro. Secondo i Jain, l'universo ha una forma ferma e inalterabile che viene misurata per mezzo di un'unità chiamata Rajju. “ I Digambara dicono che l’universo sia alto quattordici rajju e largo alla base sette rajju da nord a sud e sette rajju da est a ovest. A metà si assottiglia però sino a un diametro di un solo rajju; più sopra aumenta daccapo e a metà dell’altezza rimanente raggiunge una larghezza massima di cinque rajju. La terra, che si trova nel mondo medio, è un corpo circolare molto grosso fatto di vari anelli concentrici detti isole, separate, l’una dall’altra da oceani ad anello. Al centro sta il Monte Meru, ai piedi del quale si trova il continente insulare, Jambuddiva si divide in varie regioni , e di esse quella fra Indo e Gange è nota come terra di Bharat (India). Oltre Jambuddiva e Lavanasamudra vengono gli altri continenti mari. Intorno a Monte Meru gravitano due soli, due lune e due serie di costellazioni.” Jaini Outlines of Jainism,pagg. 199-125

 

I tre mondi

La cosmologia Jainista descrive l'universo nella forma di una figura umana conosciuta come uomo cosmico – lokapurusa, è in piedi ritto con le mani sui fianchi e le gambe divaricate. Il corpo stilizzato si divide in tre mondi, superiore, medio e inferiore, nascenti l'uno sull'altro. Secondo la teoria del karma dei Jina, tutte le anime (ogni forma di vita) che si muovono intorno ai tre mondi, assumono di volta in volta una nuova esistenza come parte del processo in corso del Samsara che si ferma solo quando, come essere umano, raggiunge la liberazione spirituale (kevala). Le anime ascendono in uno dei quattro stati esistenziali connesso ai tre mondi; quale stato e quale mondo dipende dal loro livello spirituale - proveniente dal loro karma, che deriva dalle azioni nella vita precedente e, in qualche modo, anche dal karma delle vite prima di quella; il miglioramento spirituale è un processo molto graduale e difficile, coinvolge molte nascite

 

Il primo mondo si chiama Adho Loka la parte inferiore, lo stato esistenziale è denominato Naraka che significa 'nessuna luce o buio della sofferenza e ignoranza’, qui vivono esseri infernali tormentati chiamati Naraki il cui karma è talmente pesante, negativo che non può essere estinto nel mondo umano. Sono esseri che hanno crudelmente ucciso e causato dolore con intensa passione, che avevano attaccamento eccessivo alle cose, ai piaceri effimeri e che hanno costantemente indulgiato in atti molto violenti. Sono luoghi temporanei di punizione (Dand) dove l'anima porta i frutti di equilibrio del suo karma precedente (azioni del corpo, della parola e della mente) e sperimenta diversi tipi di sofferenze. La durata della permanenza nel Naraka non è eterna, anche se di solito è molto lunga misurata in tanti anni. Dopo una nascita in un inferno, nella prossima vita non potrà mai ritornarci, ma nascerà in un altro mondo superiore. In realtà ci sono sette livelli di Naraka e vi sono solo esseri malvagi.

 

Il secondo mondo si chiama Madhya Loka posizionato nella zona mediana all’altezza dello stomaco e corrisponde il centro dell’universo. Lo stato esistenziale si chiama Triyaka ed è la condizione delle anime all'interno di un corpo di terra, di aria, di fuoco, di acqua, di pianta e animale. E’ associato anche il terzo stato esistenziale denominato Manusya in cui vivono le anime incarnate nel corpo di essere umano.

 

Il terzo mondo, quello superiore, si chiama Urdhva Loka, è situato nell’area corrispondente al busto è allo stato esistenziale di Deva che si riferisce ai regni delle anime celesti, semi-divinità, chiamate Narakpal Dev. Per le buone azioni compiute vivono una vita felice, hanno uno stato di coscienza superiore, ma alcune soggette ancora a rinascita, mentre altre giungeranno al nirvana dopo la prossima nascita in forma umana.

 

Infine il luogo delle anime liberate, senza corpo, conosciute come Siddha - esseri onniscienti, beati e perfetti, vivono nell’apice dell’universo chiamato Siddhasila ed è rappresentato da una mezza luna localizzato sulla fronte dell’uomo cosmico.

 

La meditazione su questa forma dell'universo ci colloca metaforicamente al centro del nostro cosmo. Questa particolare cosmologia afferma un legame tra la micro-fase e la macro-fase; vedendo l'universo come il riflesso di una persona, si vede se stessi non come

un'unità isolata ma come parte di un tutto più grande. In sintesi, le storie di cosmologia ci hanno radicato nel mondo. Spiegano il posto dell'individuo all'interno del più ampio contesto delle realtà sociali e fisiche. Quando si contemplano i miliardi di miliardi di altri mondi che devono esistere attraverso l'universo osservabile, possiamo appena afferrare momentaneamente quanto è piccola la nostra esistenza quotidiana. Contemporaneamente, quando prendiamo atto dell'incredibilmente breve frammento di tempo che abbiamo qui, nella forma umana, rispetto ai miliardi di forme di vita precedenti e agli invisibili miliardi di vite future, si può sentire l'urgenza di vivere la vita in modo diverso.

 

 

Le sei sostanze dell'universo

 

 

 

Lo spazio nell'universo in sanscrito è chiamato Akasa, è infinito e diviso in due parti, il lokākāśa lo spazio circoscritto occupato dal cosmo abitato dove si trovano le sei sostanze jiva, pudgala, dharma, adharma, akasa, kal), invece alokākāśa è la porzione al di là dell'universo, la regione dello spazio vuoto, puro che non contiene altra sostanza, espansa su tutti i lati oltre i limiti dei tre mondi (l'intero universo).

 

 

 

Le sei essenze eterne sono denominate con il nome di dravya, non sono state create da nessuno e nessuno può distruggerle, in dettaglio:

 

 

 

Anime - Jiva

 

Secondo il Jainismo la vita è dappertutto nell’universo. Il concetto dell'universo sostiene il principio centrale di 'Nonviolenza', la base del Dharm Jain. L'Acaranga sutra, il primo noto antico testo Jaina, descrive un mondo permeato di vita. Comprendendo la cosmologia Jain, apprendiamo questa diffusione della vita in ogni angolo e parte dell'universo abitato in cui viviamo. Non c'è nessun "vuoto" o spazio dove non c'è nulla.. c'è vita ovunque, l'universo è l’insieme di infinite Jiva.

 

Ci sono due categorie principali di anime: quelle incarnate, mondane, non ancora liberate che sono soggette alla trasmigrazione e alla rinascita in questo Samsara a causa della schiavitù karmica e poi le anime realizzate che sono libere dalla nascita e dalla morte. Tutte sono intrinsecamente pure, ma si trovano in schiavitù con il karma fin dall'inizio dei tempi memorabili; sono infiniti esseri viventi che hanno una coscienza e conoscenza di diverso grado e ordine. Un'anima deve sforzarsi di sradicare tuti i karma per raggiungere la purezza, essa è la sostanza senziente caratterizzata dalla funzione di comprensione; è incorporea, compie azioni, è co-estesa con il proprio corpo, è il goditore delle proprie azioni. Le qualità dell'anima sono coscienza, conoscenza e percezione. Sebbene sperimenti sia la nascita che la morte, non è né realmente distrutta né creata. Il decadimento e l'origine si riferiscono rispettivamente alla scomparsa di uno stato e all'apparizione di un altro stato e questi sono semplicemente i modi dell'anima. Quindi Jiva con i suoi attributi e modi vaga nell’universo, può perdere la sua forma particolare e assumerne una nuova.

 

Ajiva - non anima

 

Esseri non viventi che non hanno coscienza e conoscenza e sono suddivisi in 5 sostanze:

 

 

Pudgala – materia

 

La materia ha una composizione atomica e la sua qualità è quella di permanenza e indistruttibilità. L'unica essenza che ha forma ed è classificata come solido, liquido, gassoso, energia, materiali karmici fini e materia extrafine. Combina e cambia le sue modalità, ma la sua sostanza o qualità di base rimangono le stesse. Non può essere creata né distrutta e la quantità totale di materia nell'universo rimane la stessa.

 

 

 

Dharma – mobile, mezzo di movimento

 

Dharma e Adharma sono peculiari del sistema di pensiero Jain, raffigurano i principi del movimento e del riposo. Il Dharma permette a tutti gli esseri senzienti di muoversi.

 

 

 

Adharma - il mezzo per stare fermi, dà riposo, aiuta a sopportare

 

 

 

Senza Adharma il riposo e la stabilità non sono possibili nell'universo. Il principio del riposo aiuta la materia e il senziente che sono tenuti a rimanere a stare senza muoversi, come l'ombra aiuta i viaggiatori.

 

 

Ākāśa – lo spazio

 

Lo spazio è una sostanza che accoglie le anime viventi che si muovono, la materia, il riposo e il tempo, è onnipervadente.

 

Kaal – il tempo

 

Tutte le attività, i cambiamenti o le modifiche possono essere raggiunte solo attraverso il progresso del tempo

 

 

C’è un principio importante nel Jainismo chiamato ‘Principio di libertà di sostanza’ insegnato dai maestri illuminati. Questo principio afferma che ciascuna delle sei sostanze è indipendente. Nessuno dipende da un altro. Nessuno può danneggiare, alterare o influenzare l'altra sostanza. Queste sei entità universali esprimono aspetti tangibili della realtà, hanno ognuna delle qualità distinte e sono soggette ad innumerevoli cambiamenti, sono tutte presenti nello stesso spazio e pur essendo fuse tra di loro mantengono ognuna la propria identità e natura, sono auto esistenti ed esisteranno per sempre. L'universo si auto-sostiene all'interno dello spazio infinito, la sua realtà è in continua modificazione, tutti gli oggetti del mondo sono transitori e tutti gli esseri viventi passano attraverso un processo di tre fasi:

 

  1. Origine - Utpada

  2. Distruzione - Vyaya

  3. Permanenza - Dhrauvya

 

Potremmo meglio dire che durante ogni modifica nulla va perduto o distrutto, tutto si trasforma da uno stato all'altro. Per esempio l'oro può essere fuso e passare dallo stato liquido a quello solido e può acquisire molte forme diverse come un anello, una collana, un bracciale, ma la sostanza di cui è composto rimane sempre la stessa; così l'anima, nel corso della sua esistenza è soggetta ad innumerevoli mutamenti come nascita, giovinezza e vecchiaia, anche i suoi sentimenti di felicità e infelicità appaiono e scompaiono, così per la ricchezza materiale, le relazioni, la salute, la malattia, la morte fisica ecc. sono tutte transitorie, nascono e periscono; la forma fisica di un'entità è impermanente, ma la sua essenza spirituale è immutabile e indistruttibile, pertanto l'anima non può mai permanere a lungo nella sua 'non vera natura' e tenderà sempre verso la luce, la purezza, il miglioramento di se stessa.

 

 

 

Le anime nell'universo sono le stesse ma incalcolabili, non diminuiscono, nè nascono nuove; se la popolazione umana cresce è perchè aumentano le rinascite in un corpo umano ed è un segno positivo, significa che l’anima sta evolvendo visto che solo quando giunge alla condizione umana ha la possibilità di ottenere la propria liberazione dalla sofferenza, ma solo quando attraversa tutti e tre i mondi si libera da tutte le forme esistenziali.

 

 

 

L'anima è coestensiva alla cognizione, la cognizione è coestensiva a ciò che c'è da conoscere, loka e aloka sono conoscibili: perciò la cognizione pervade tutto” Saman Suttam 648