Ciclo evolutivo dell'anima, reincarnazione e trasmigrazione


 

 

 

Ciclo evolutivo dell’anima, reincarnazione – trasmigrazione

 

 

 

La visione tradizionale del Jainismo rifiuta la teoria dell'evoluzione di Darwin - che afferma che la coscienza e la mente sono le forme sviluppate della materia – gli illuminati Jaina affermano che la coscienza e la materia sono totalmente distinte, ma in contatto tra loro da tempi immemorabili, non è un'evoluzione materialista, ma mentale e spirituale.

Non è accettata neanche la seconda teoria di Darwin - "Discesa dell'uomo", in cui egli afferma che una particolare specie di scimmia e "essere umano" provengono da un antenato comune durante il processo di evoluzione. La teoria di Darwin è un punto di vista comparativo molto recente, mentre la filosofia Jainista ha miliardi di anni prima, le anime (gli umani) già esistevano dal tempo dei Tirthankara ed è un tempo di infiniti secoli e di infinite anime che hanno raggiunto l'onniscenza e sono a un livello più puro nello stato di liberazione. L'origine della natura di tutte le anime, piccole, grandi, tanto o poco intelligenti è la stessa per ogni specie vivente che ha le stesse infinite potenzialità. L'inizio della vita dell'anima non può essere conosciuta, vale a dire, che è coinvolta fin dai tempi immemorabili del Samsara (ciclo delle rinascite) poiché non riconoscendo la sua autentica natura si lega al corpo a causa delle modifiche e del legame che ha con il karma. I filosofi Jain hanno la loro teoria sulla ‘formazione della vita sulla terra - trasmigrazione della vita;’ ogni essere vivente è passato e passa attraverso i cicli di nascite e morti trasmigrando nei quattro piani esistenziali; le anime seguono certe regole di trasmigrazione ma in questo viaggio un’anima non può seguire necessariamente una sequenza lineare, a seconda del suo karma, un'anima trasmigra e si reincarna nell'ambito di questa cosmologia dei destini. I quattro destini principali sono ulteriormente suddivisi in sotto-categorie e ancora più piccole sotto-categorie. In tutto, i testi Jain parlano di un ciclo di 8.4 milioni di destini di nascita in cui le anime si trovano mentre sono ancora all'interno del ciclo del Samsara. Quando la sua esperienza spirituale su un piano di esistenza è pienamente maturata, il corpo fisico muore ed essa lo abbandona e rinasce istantaneamente in una nuova forma (occorrono 48 minuti per liberare l'anima dal corpo dopo che quest'ultimo inizia a decomporsi), trasmigrando da un corpo di terra, di aria, di fuoco, di acqua, di insetto, di animale e vegetale fino all'essere umano passando così via via in un susseguirsi di identificazioni e stati d'animo del 'io sono'. Il suo stato di coscienza parte dalla condizione di anima inconsapevole e miserevole fino all'onniscienza, essa ha la capacità di viaggiare in pianeti diversi durante il ciclo trasmigratorio. Ogni anima è responsabile della propria situazione e della propria salvezza per mezzo dei propri meriti, per giungere alla divinità è necessario un lungo processo di realizzazione di sé, vissuto in numerose rinascite.

 

 Vite nell’universo - Lakh Yonis

 

Yoni significa luogo di " probabile nascita”, jiva (l’anima) dopo la morte lascia il corpo precedente e si muove per un nuovo corpo, raggiunge quel luogo dove riceve i materiali adatti per costruire il corpo, ll guadagno di materiali affini è noto come nascita e il luogo in cui si ottiene queste particelle materiali è noto come yoni. La letteratura Jain indica che nell'universo esistono 8,4 milioni (84 lakh) forme diverse di vita di tutti gli esseri viventi in

 

base alla loro posizione di nascita.

 

Sono classificati come segue:

 

Sette lakhs (700.000) forme di esseri viventi con la terra come il suo corpo

 

7.000.000 forme di esseri viventi con l'acqua come il suo corpo

 

7.000.000 forme di esseri viventi con il fuoco come il suo corpo

 

7.000 forme lakhs (700.000) di esseri viventi con aria come suo corpo

 

Dieci lakhs (1.000.000) forme di esseri viventi con un corpo indipendente nella forma di vegetazione,

 

Quattordici lakhs (1.400.000) forme di esseri viventi con un solo corpo per esseri viventi infiniti sotto forma di vegetazione,

 

Due lakh ( 200.000) forme di esseri viventi con due organi di senso,

 

due lakh (200.000) forme di esseri viventi con tre organi di senso,

 

due lakh (200.000) forme di esseri viventi con quattro organi di senso,

 

quattro lakhs (400.000) forme di esseri celesti,

 

quattro lakhs (400.000) forme di esseri viventi dell'inferno, quattro lakhs

 

(400.000) forme di animali con cinque organi di senso, quattordici lakhs

 

(1.400.000) forme di esseri umani su ottantaquattro lakhs (8,4 milioni) forme di esseri viventi.

 
E l’estinzione? Come può il numero rimanere lo stesso?

 

Se viene accettato il numero fisso di yonīs, come possiamo spiegare che alcune specie si sono appena create mentre altre si spegneranno nel corso della natura?
Nelle teorie
Jain, la parola yoni non è sinonimo di specie ma di " luogo di nascita”. Un yoni

 

significa luogo in cui il colore, il gusto, il tatto, l'odore ecc sono comuni da dove possono

 

nascere le diverse anime. Tutte le principali tradizioni indiane come gli Hindù e i Sikh concordano all'unanimità sul numero di yonis, anche se esistono spiegazioni diverse.

 
Classificazione degli esseri viventi mobili e immobili

 

Gli esseri viventi mobili ed immobili di sei tipologie, vengono divise in rapporto ai cinque sensi. Sono così esposte da Paolo Dundas:

creature con corpo di terra, creature con corpo d'acqua, creature con corpo di fuoco, creature con corpo di vento, creature vegetali - tutti questi aventi un solo organo di senso, quello del tatto - e creature animali. Gli animali a loro volta sono suddivisi in quattro classi: creature aventi due organi di senso- tatto e gusto- come vermi, sanguisughe, eccetera; creature aventi tre organi di senso- gusto, tatto e olfatto- , come formiche, pidocchi, eccetera; creature aventi quat tro organi di senso - tatto, gusto, olfatto e vista, come api, scorpioni, eccetera; creature aventi cinque organi di senso- tatto, gusto, olfatto, vista e udito e sono gli uomini e animali. Tutti gli esseri viventi hanno quattro, cinque o sei delle seguenti capacità: capacità di prendere il cibo, capacità di accrescere il corpo, capacità di accrescere i propri organi, capacità di respirazione, capacità di parlare e capacità di pensare. Gli esseri viventi dotati di un solo senso, quello del tatto, possiedono le prime quattro capacità. Gli esseri viventi aventi, due, tre o quattro organi di senso, possiedono le prime cinque capacità. Gli esseri viventi dotati dei cinque organi di senso possiedono tutte e sei le capacità.

 

 

I più piccoli esseri viventi

 

          I Nigodas

 

Le prime forme di vita nella quale l’anima si reincarna sono i nigodas, che sono microorganismi, infiniti esseri viventi dotati di un organo di senso il tatto, sono all'inizio del ciclo evolutivo dell'anima, la forma più elementare di vita, vale a dire la peggiore condizione dell'esistenza. L'anima dei Nigodas rinasce infinite volte: quasi 18 volte nel tempo di un singolo respiro dell'essere umano, muoiono e nascono 65.536 volte in 48 minuti.

 

Sono di due tipi principali: Nigodas Sukshma and Nigodas Badhar

 

Nigodas Badar: la loro esistenza è provata dalla scienza, sono quelli che hanno il corpo grande rispetto ai Nigodas Sukshma, sono conosciuti come microorganismi, non possono essere visti ad occhio nudo ma solo attraverso l'utilizzo di strumenti come il microscopio. Le loro anime sono contenute all'interno di batteri, funghi, alghe, alberi, nei tessuti degli animali; nelle radici, bulbi, tuberi delle piante; nei fichi, in tutte le sostanze che fermentano, nei 4 elementi naturali, aventi il corpo di fuoco, il corpo di acqua, il corpo di aria, il corpo di terra.

 

Nigodas - Sukshma: possiedono un corpo piccolo sub- microscopico e non possono essere visti nemmeno con il microscopio. Essi sono ovunque e infiniti, pervadono l'intero universo.

 

Ci sono altre due classificazioni dei Nigodas

 

Nitya Nigodas: sono quelli che fin dai tempi infiniti nascono e muoiono come Nigodas, non si evolveranno mai a causa della vita estremamente breve e non possono raggiungere la liberazione (moksha).

 

Itar Nigodas: sono quelle anime che hanno sperimentato diverse forme di vita come animale o umano ma che a causa del loro karma regrediscono e tornano a reincarnarsi in un corpo di Nigod.

  

 

Vita umana- imbarco per la divinità

 

Successivamente ai microorganismi l’anima passa dalla pianta all’animale, quando raggiunge le fattezze umane, solo allora le si apre la porta per la strada verso il possibile raggiungimento della divinità e solo in quella fase diventerà consapevole e artefice del proprio destino. Spiritualmente l’anima può regredire o progredire e può scegliere tre strade:

 

1) rimanere legata al mondo nello stato di essere vivente dotato da 1 a 5 organi di senso: microorganismi (nigod), pianta, animale o uomo

 

2) abbandonare le dipendenze dalla realtà esteriore e andare alla ricerca della scoperta del proprio sé a livelli più profondi dell'esistenza, elevandosi allo stato di uomo illuminato

 

3) può liberarsi da tutti i vincoli gravosi che legano l'essere umano al mondo; diventare anima suprema che ha saputo trascendere tutti gli attaccamenti realizzandosi nella più alta possibilità umana e raggiungendo la perfezione. L'anima liberata, abbandonato il mondo terreno, non ha più interessi e legami con esso e con gli esseri viventi; nè concede, nè chiede nulla loro e non può creare o distruggere leggi dell'universo.

 

La divinità è raggiunta tramite crescente consapevolezza di pensiero e percezione diretta. Ogni anima pur essendo individuale ha in sostanza le potenziali qualità di tutte le anime, questa individualità è mantenuta dall'anima fin dall'eternità e fino all'eternità - da nigod (microorganismo) a siddha (anima pura liberata). La nascita umana è la più rara di tutti, i saggi Jaina dicono che non c'è bisogno che l'anima passi attraverso tutti gli innumerevoli luoghi di nascita- yoni, essa è in grado si saltarne alcuni e rendere più breve il suo cammino verso la liberazione. Tutte le nascite e le morti causano dolore e sofferenze, per questo si cerca di minimizzare tali cicli adottando una giusta prospettiva, conoscenza e condotta.

 

Sappi per certo che l'anima è la sede delle migliori virtù, la migliore delle sostanze e la più reale tra le cose reali” Saman Suttam 177

 

L'anima non ha colore, né sapore, né odore, né tatto, né identità sessuale maschile, femminile o neutra, né forma corporea, né struttura ossea” Saman Suttam 183

 

L'anima non è né il corpo, né la mente, né la parola, né la loro causa; non è colui che agisce, né la causa delle azioni, né colui che le approva” Saman Suttam