I 5 esseri supremi - Panca-Parameṣṭhi Conferimento dei titoli

 Cinque sono le autorevoli anime religiose Jain che ricevono la massima venerazione perché esprimono i modelli spirituali più alti. Essi sono il Siddha, l'Ahiranta, l'Acharya, l'Upadhyay, il Sadhu e Sadhvi. Tutti tranne il Siddha, sono monaci e hanno scelto lo stesso percorso di liberazione rinunciando agli attaccamenti della vita ordinaria e hanno preso gli stessi grandi voti come richiesto ad un asceta Jain, ognuno di esso possiede delle virtù specifiche a seconda del proprio stadio evolutivo. Secondo la filosofia Jainista ci sono due tipi di anime 'supreme', sono gli Arihanta incarnati e i Siddha che sono in uno stato libero e puro senza corpo, sono chiamati 'Bhavastha e Bhavatita'. Entrambe hanno differenti capacità, ma sono ugualmente molto importanti. I monaci Sadhu e Sadhvi (monache e monaci) dedicano la vita ad attività spirituali come la meditazione, lo studio spirituale, l'autodisciplina e la predicazione. Quando raggiungono un livello superiore di realizzazione spirituale, il rispettivo Guru Maharaja conferisce loro titoli speciali.

 

 

 

 

 

 

 

Siddha – anima liberata. Siddha è l'anima che vive il più alto livello di spiritualità, ed è il massimo stato evolutivo finale da raggiungere. Esso è assorbito nella propria luce naturale pura della conoscenza. E' passato dalla condizione di Arihanta ad essere liberato, è senza un corpo e senza forma, ha distrutto tutti gli otto Karma, (Ghati e Aghati). Il Siddha ha ottenuto il nirvana ed è uscito definitivamente dal ciclo trasmigratorio delle rinascite. Possiede 8 attributi: conoscenza infinita, percezione infinita, felicità eterna, condotta perfetta, immortalità, mancanza di forma, nessuno stato né pesante né leggero, energia infinita.

 

 

Arihanta – l'onniscente. Arihanta è colui che ha raggiunto la suprema conoscenza e corrisponde all'ultimo gradino della scala del progresso spirituale dell'anima (Guna Shtana), possiede mente, parola e un corpo fisico, svolge le attività come camminare, parlare e simili. E' definito anche Kevali (onniscente), Jina (conquistatore spirituale) o Tirthankara (colui che indica il Dharma che insegna il cammino per ottenere la liberazione, rinvigorisce la religione Jain e dispone l'ordine dei monaci e laici ). L'Arihanta, è colui che ci racconta dei Siddha (anime liberate dal ciclo delle rinascite) e ci guidano nel percorso che ci può portare a loro medesimo stato di coscienza. Senza Arihanta non conosceremo i Siddha e tutto ciò che li riguarda. Agli Arihanta sono associati 12 caratteristiche (Atishaya) Le 4 più importanti sono: onniscienza, straordinaria capacità di conversazione, l'essere amato da tutti gli esseri viventi; il luogo in cui vive è esente da qualsiasi calamità naturale e il clima è sempre gradevole. L'Arihanta è un'anima bella, compassionevole, rassicurante. Il suo corpo emana una piacevole fragranza, le sue parole incantano l'ascoltatore e vengono udite da tutte le direzioni e distanze. Tutti gli esseri viventi animali e umani comprendono il suo linguaggio universale, la sua presenza infonde luce, benevolenza serenità e pace.

 

 

Acharya – maestro spirituale

 

 

 

Acharya significa “muovendosi fuori dal mondo materiale”.Esso è il maestro Jain di massimo grado, colui che ha il più alto livello spirituale e di conoscenza dei testi sacri sugli insegnamenti dei Jina. E' il leader spirituale della comunità (Sangha) e in assenza di un Tirthankara è autorizzato a consacrare altri monaci, che come per i laici, li ispira e li guida sul sentiero di fede. Hanno la responsabilità morale del benessere delle comunità jain. Sono molto colti, conoscono diverse lingue, differenti ideologie, filosofie e religioni. Le correnti più grandi hanno diversi Acharya autonomi, mentre la corrente Terapanthi Svetambara ha un solo Acharya.

 

 

Ad essi sono associati 36 qualità:

 

Il controllo dei 5 sensi

 

L'intrattenimento in gruppo con persone del medesimo sesso

 

Osservano le persone di diverso genere solo con sentimento di amore spirituale ed equanimità, tutti gli esseri viventi sono per lui suoi fratelli.

 

Non hanno attaccamento al cibo gustoso

 

Evitano tutti i cibi che producono impurità mentale come quelli ottenuti attraverso la violenza)

 

Lasciare il proprio corpo semplice e naturale senza l'aggiunta di abbellimenti artificiali.

 

Evitare di ricordare i sentimenti negativi del passato.

 

Non ascoltare le conversazioni intime degli altri.

 

 

 

Conseguimento delle 18 virtù.

 

 

 

Praticare i cinque grandi voti : non violenza, veridicità, non rubare, celibato, non possesso.

 

Osservare i cinque codici di condotta : conoscenza, fede, condotta, penitenza, vigore.

 

Osservare gli otto precetti fondamentali

 

Cinque forme di attenzione per evitare violenza: essere vigili nel camminare, nel parlare, nell'elemosinare, nel ricevere e nel riporre il cibo offerto e nell'espletare i bisogni corporali.

 

Tre forme di auto-controllo: della mente, parola e corpo.

 

 

Upädhyäys - l'insegnante

 

Il riconoscimento di “Upadhyays” è dato a quei monaci che hanno acquisito completa conoscenza di tutti gli Agams (le scritture) e tutti gli altri sistemi filosofici. Trasmettono gli insegnamenti sia ai monaci che ai laici. A loro sono associati 25 attributi e raffigurano simbolicamente 25 testi sacri jainisti. Queste scritture sono:

 

11 testi canonici (Angas) compilati da Ganadhar che erano i discepoli diretti dei Tirthankara, 12 testi canonici (Upanga) compilati da Shruta Kevalis, 1 testo di condotta corretta ,1 testo di pratica corretta.

 


 Sadhu e Sadhvis – Monaci

 

Sono laici che diventano monaci e monache, santi che come gli altri monaci percorrono la via ascetica per raggiungere la liberazione, sono ad essi associati 26 qualità.I cinque grandi voti, protezione di tutti gli esseri viventi.

 

Controllo del piacere dei cinque sensi: tatto, gusto, olfatto, vista, udito; osservare le triplici restrizioni: controllo della mente, parola e corpo; non mangiare prima dell'alba e dopo il tramonto; il perdono; non essere avidi; saper sopportare le difficoltà, saper sopportare le sofferenze; essere introspettivi e mantenere il cuore puro.

 

Si intuisce il motivo per cui il rosario Jain è costituito da 108 grani e perchè il Namokar mantra sia la preghiera più importante, perchè pregando 108 volte si lodano non solo le 5 anime supreme ma la somma totale di tutte le loro qualità (108), ogni grano ne rappresenta una.