Comunità jain -Shanga


Si stima che nel mondo ci siano circa 10 milioni di Jain tra laici e monaci, concentrati soprattutto nella terra madre dell'India dove vivono quasi tutti i monaci perchè per motivi di non -violenza non utilizzano mezzi di trasporto e quindi non si traferiscono in altre nazioni. Ma per adattamento alla società moderna c'è una nuova e speciale categoria di asceti della corrente Svetambara, i Terāpanthin, ai quali è permesso viaggiare, essi sono chiamati Samana and Samanis. Tale rango è stato creato nel 1980 dal monaco Acharya Tulsi fondatore del movimento Anuvrata, il quale sentì il bisogno di proteggere la cultura Jain e suoi valori tra le comunità che vivono all'estero e quindi di diffonderne i principi anche fuori il continente indiano. I monaci Samana e Samanis non conducono una vita in totale rinuncia e non seguono un severo ascetismo come quello di eliminare i capelli, camminare a piedi nudi, non accettare il cibo in elemosina appositamente preparato per loro secondo la tradizione; essi sono scrittori, poeti, insegnanti e ben istruiti sulla filosofia jain e dopo circa 6 anni di formazione si spostano liberamente per tutta l'India e all'estero per tramandare gli insegnamenti religiosi, i principi di pace e non violenza nelle università e comunità, attraverso la propria partecipazione a dibattiti e conferenze internazionali. La formazione di questi monaci avviene in India presso l'listituto Jain Vishva Bharati, situato in Ladnu il luogo di nascita di Acharya Tulsi. Esistono quattro centri dove Samana e Samanis soggiornano per tutto l'anno dedicandosi, sia per i fedeli jain e non jain, alla pratica di varie attività per la diffusione di nobili principi, questi centri si trovano nel New Jersey, Orlando, Houston e Londra .

 

D'altra parte, moltissimi indiani sono immigrati in America e hanno fondato le più grandi comunità jainiste dopo l'India. Sono presenti centri e templi anche in Europa, in Africa e in altri paesi dell'Asia come il Giappone. Il quadruplice ordine che fondò Mahavira rappresenta la comunità Jain ed è nota come Jain Sangha. Per Sangha si intende quattro categorie monastiche: i monaci che prendono il nome di Saadhus e le monache Saadhvis mentre i laici sono denominati Sraavakas e le laiche Sraavikaas. Lo Sangha ha la responsabilità di tutte le decisioni per l'organizzazione della vita comunitaria e dei diversi ordini monastici. L'obiettivo principale è quello di incarnare al meglio gli insegnamenti dei Thirthankara che sono osservati a seconda delle proprie capacità correnti sia dei monaci che dei laici. I monaci conducono una vita ascetica e raffgurano il modello massimo da raggiungere, essi osservano con rigore ed estrema disciplina gli insegnamenti di Bhagvan Mahavira. I laici essendo coinvolti nella società, vita familiare e lavorativa non possono osservare totalmente i principi del jainismo come quelli della non violenza o del non possesso, ma l'esempio di vita dei monaci li ispirano e li instradano gradualmente verso il modello di vita ascetico. Vige un forte rispetto in tutta la comunità jain tra monaci e laici, entrambi servizievoli l'uno verso l'altro, i laici si occupano di aver cura dei monaci nel fornire svariata assistenza come il procurare cibo, cure sanitarie, alloggi ecc e i monaci oltre al fatto di essere esempio enconiabile in giusta fede, giusta conoscenza e giusta condotta, aiutano a sviluppare e accrescere il livello spirituale e morale dei laici con gli insegnamenti religiosi che avvengono sia nel quotidiano, sia in occasioni di festività sante e commemorazioni per mezzo di dibattiti e conferenze, pratiche spirituali, scrittura, formazione ecc. Le incredibili capacità dei monaci e monache non si limitano alla sola realizzazione di compiti spirituali, essi hanno apportato eccellenti lavori nel campo della cultura, letteratura, arte, scienza, nelle lingue e per mezzo di numerose pubblicazioni di libri. Parallelamente i confratelli laici sono molto uniti e danno sostegno a tutti i membri dello Sangha jain offrendo personali aiuti finanziari per i progetti di carattere religioso, culturale e sociale, grazie a questa coesione e solidarietà in tutta l'India vi sono templi jain, scuole, ostelli, biblioteche, santuari per gli animali, strutture caritatevoli e sanitarie, luoghi di culto. I mendicanti ricevono grande devozione da parte dei laici, entrambi seppur lontani dalla strada che conduce alla propria divinità, aspirano allo stesso scopo finale.