Compassione in azione, empatia per ogni essere vivente !

Il laico deve preoccuparsi di evitare qualsiasi ferimento e uccisione volontaria verso ogni creatura vivente, per quanto umanamente possibile. Egli deve mantenere un atteggiamento, pacifico, sereno, ottimista e luminosità d'animo; deve essere amichevole verso tutti gli esseri viventi, avere il cuore pieno di amore e perdono e avere il minimo impatto negativo sull'ambiente. La condotta etica jainista ha lo scopo di maturare e trasformare la propria coscienza, l'importanza spirituale delle azioni meritorie spingono i Jain a condurre una vita compassionevole praticando tanti tipi di attività caritatevoli.

Da un lato sono atti che sviluppano empatia verso ogni essere vivente aiutandoli e dall'altro purificano la mente e lo spirito espandendo la consapevolezza alla giusta visione della realtà : condizione e frutto di una evoluzione spirituale, attraverso la quale ci si avvicina alla propria libertà dell'anima.

 

Per questo i Jain coltivano la conoscenza dell'esistenza di tutte le forme di vita anche le più minuscole con le quali si condivide l'universo per cercare di rispettarle e non danneggiarle. Si impegnano attivamente a servire, curare, proteggere tutti gli esseri viventi qualora fossero in una circostanza di disagio, pericolo e sofferenza. Donano cibo ai poveri e l'aiuto è esteso anche ai fedeli di altre religioni, condividono i pasti con gli affamati, offrono acqua e cibo non violento sia agli animali che agli umani sfollati durante i periodi di siccità e calamità naturali come terremoto, alluvioni o durante il periodo delle piogge.

 

Altro tipo di volontariato è quello di occuparsi delle donazioni per acquistare materiale didattico e offrire laboratori creativi e assistenza educativa ai bambini poveri; l'assistenza ai malati, per finanziare interventi chirurgici e comprare arti artificiali ai bambini e adulti disabili; per finanziare trattamenti di cure intensive per neonati gravemente malati; per la fornitura mensile alle donne vedove e la cura della donna con corsi di formazione professionale e sicurezza per la maternità in condizioni di svantaggio. Finanziano percorsi formativi rieducativi e reinserimento per i carcerati; assistenza umanitaria per la fornitura di beni di prima necessità agli orfanotrofi; donazioni di computer ai bambini meno privilegiati; curano l'ambiente piantando alberi e finanziando impianti idrici e igienico sanitari. Inoltre sono ben attenti ad avere cura nella pulizia dei luoghi dove vengono preparati i pasti per evitare di attrarre gli insetti che potrebbero involontariamente essere uccisi, per lo stesso motivo cucinano solo il cibo che mangiano ma lo fanno anche per evitare sprechi compreso quello dell'acqua.

 

I jainisti non solo finanziano le ristrutturazioni e la creazione di nuovi templi e luoghi di culto e medicinali per le persone malate, ma anche per la creazione di ospizi per gli anziani; strutture caritatevoli che accolgono i bisognosi e ospedali per gli umani. Molto importante è per le comunità Jain l'istruzione, poiché attraverso la giusta conoscenza è possibile comprendere i testi sacri e come conoscere gli aspetti della non violenza e utilizzare al meglio la compassione. Inoltre acquisire una corretta conoscenza dell'anima aiuta tutta la famiglia ad avere una retta condotta, per questo finanziano progetti sull'alfabetizzazione, culturali, borse di studio e la pubblicazione di testi e manoscritti di grande valenza culturale e spirituale , essi sono opere rare custodite all'interno dei templi jain.

 

 

Salvezza e cura per gli animali presso rifugi jain

In molte città dell'India soprattutto nel Rajasthan e Gujarat i jain gestiscono i panjerpole e sono rifugi che accolgono centinaia di animali di ogni specie diversa. Spesso questi centri di ricoveri e ospedali sono adiacenti ai templi jain e ospitano creature di animali anziani, abbandonati, salvati dalla macellazione; disabili, malformati, uccelli feriti e ci sono anche spazi dedicati al rispetto di quegli animali che nelle culture occidentali sono bistrattati, odiati e disprezzati come topi e ratti. I volontari si occupano delle adozioni e curano gli animali amorevolmente, gli forniscono il foraggio, le cure sanitarie, un adeguato alloggio e la libertà di vivere liberi e felici fino alla fine della loro vita naturale. Ogni anno in città indiane come Ahmedabab (Gujarat) ecc i jain accolgono all'interno dei loro rifugi per gli animali tantissime capre salvate dalla morte dal sacrificio religioso musulmano nel giorno della ricorrenza Eid che si compie con la crudele macellazione Halal (l’uccisione senza stordimento e per dissanguinamento mentre l’animale è ancora vivo). Da notare che seppur in India ci siano numerosi musulmani onnivori, ce ne sono altri che si astengono nel partecipare o eseguire il sacrificio degli animali, molti di loro sono vegani e alcuni attratti anche dagli insegnamenti dei monaci jain che incontrano all'interno dei templi e prendono esempio dal lavoro compassionevole dei laici. Alcuni singoli attivisti e comunità Jain hanno attivato il servizio di assistenza con ambulanza per soccorrere e trasportare dalla strada qualsiasi animale (cani, gatti, mucche , capre, uccelli ecc) investito, ferito o abbandonato. Inoltre I singoli attivisti e movimenti jainisti vegani in India sono fortemente in crescita e attivi per la sensibilizzazione pubblica sulla scelta etica vegana attraverso l'organizzazione di manifestazioni in piazza a forte impatto emotivo, conferenze, proiezione di video sulla triste realtà delle condizioni di detenzione, sfruttamento e uccisione degli animali; eventi dimostrativi di cucina vegan e assaggi; nella pubblicazione di libri e materiale cartaceo, nel volantinaggio, nella realizzazione di siti web e pagine informative sui social network.

 


FOTO RIFUGI E ATTIVISTI