Le sei pratiche essenziali

 

Pratiche giornaliere Pratikraman e le sei Ävashyakas (rituali essenziali)

 

Il Pratikraman racchiude ed esprime l’insieme di 6 importanti rituali essenziali che si chiamano Avashyakis e disciplinano la vita quotidiana dei devoti; hanno lo scopo di rimuovere o ridurre il karma accumulato attraverso l’eliminazione di sentimenti negativi, purificano l’anima aiutandola a progredire spiritualmente. In questo libro saranno trascritti alcune delle pratiche importanti , ma non completo di tutti i sutra.

 

Ogni giorno tutte le correnti Jain Svetambara Murtipujak, Sthänakaväsi, Terapanthin, monaci, monache e laici osservano queste pratiche spirituali essenziali che devono essere eseguiti alla presenza di un maestro. Tuttavia, in sua assenza, si simboleggia la presenza del precettore tenendo un testo religioso davanti a un tavolo e posizionando un rosario (Navakärväli) sulla scrittura. Alcune sette eseguono il rituale Pratikraman di fronte alla direzione Nord-Est, poiché questo simboleggia la presenza del vivente Jina Shrimandhar-Swami della terra di Mahavideha (Kshetra) ed è consigliabile anche a tutti i laici di ogni provenienza che vivono lontano dalle comunità e monaci Jain.

 

Lingua dei sutra -  Prakrit


Come accennato, le scritture originali Jainiste sono scritte in Prakrit, dialetto indiano parlato fino al 6 ° secolo nell'India settentrionale ed quindi la lingua più antica del mondo (prima della lingua Sanscrita) che parlava la gente comune durante il tempo di Mahavira; esse consistono di molti inni di lode per i Tirthankara e molti versetti di pentimento. Recitare i sutra nella antica lingua originale con la giusta pronuncia genera profonde vibrazioni spirituali interne non riproducibili con altre lingue tradotte. Esse vanno recitate porgendo un Muhapatti pulito (panno di cotone bianco) davanti alla bocca o tenuto costantemente per tutta la pratica. I quattro angoli del Muhapatti simboleggiano la giusta fede, la giusta conoscenza, la giusta condotta ed è curvato in modo tale che gli otto strati di materiale vengono utilizzati per proteggere i microrganismi invisibili. Sarà ispezionato dal monaco o monaca dopo la richiesta da parte del devoto. Successivamente lo mostrerà al suo guru accertandosi che nessun insetto sia intrappolato nel panno e lo ripiegherà nuovamente. Dopo averlo flesso, terrà il Muhapatti nella mano destra e toccherà il braccio sinistro con il Muhapatti dalle dita alla spalla indicando l'accettazione delle buone qualità e affermerà:

 

 

Accetto la non violenza, la verità, il non rubare, il controllo sul piacere sensuale, il meno attaccamento verso gli oggetti del mondo, la grazia e l’aiuto agli altri.
La vita è come un giardino: un cuore tenero è la sua bellezza. Una lingua dolce è la sua fragranza. Una mente disciplinata è la sua purezza. Il cibo indigesto aumenta il grasso. La ricchezza non digerita aumenta l'ego. Il lusso non digerito aumenta i peccati.

 

Durante la pratica occorre assumere un comportamento rispettoso in mente, parola e corpo indossando vestiti adeguati (come spiegato al capitolo della vita dei laici) con la postura fisica corretta accompagnata da una giusta riflessione per ricavare un beneficio spirituale e cogliere il significato più profondo che si fonda nella coscienza.

 

 

Per intraprendere il Pratikraman si lodano le virtù delle 5 anime venerabili Jain: Arihanta, Siddha, Ächärya, Upädhyäy e Sädhus, si recita il più importante sutra - preghiera universale Jainista che è conosciuta come Namaskär Mantra, Navakär Mantra or Namokkär Mantra. Il rosario Jainista è costituito da 108 grani e rappresentano la somma totale delle qualità delle anime supreme e per onorarle tutte, il sutra, viene recitato esattamente per 108 volte, ogni grano rappresenta una virtù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Namokkär Mantra

 

Sutra tradotto in lingua italiana

 

Mi inchino in riverenza alle Onorevoli anime,

 

Mi inchino in riverenza alle anime liberate ,

 

Mi inchino in riverenza alle guide spirituali,

 

Mi inchino in riverenza ai maestri spirituali ,

 

Mi inchino in riverenza a tutti i santi del mondo,

 

Questo quintuplice omaggio distrugge tutti i peccati ed è il più importante atto di devozione meritorio

 

 

In lingua Prakrit

 

नभस्काय भशाभंगर:

 

नभो अरयशंताणं ।

 

नभो सवद्दाणं ।

 

नभो आमरयमाणं ।

 

नभो उलज्झामाणं ।

 

नभो रोए वव्लवाशूणं ।

 

 

 

Traslitterazione

 

 

Namaskära mahämangal

 

Namo arihantänam.

 

Namo siddhänam.

 

Namo äyariyänam.

 

Namo uvajjhäyänam.

 

Namo loe savva-sähunam.

 

Eso panca-namukkäro, savva-päva-ppanäsano; mangalänam ca savvesim, padhamam havai mangalam.

 


 

 

Prima pratica - Samayik - equanimità

 

Il Samayik è essere in equanimità, serenità, equilibrio e calma mentale. E’ una pratica fondamentale nella religione Jainista e ha la durata minima di 48 minuti durante i quali si leggono le scritture, si chiede perdono per i propri errori e si medita. E’ essenziale per la compassione e per distruggere il karma poiché con la sua pratica si raggiunge uno stato di equanimità verso tutte le specie viventi, il dolore e il piacere.

 

Si è consapevoli e vigili del ‘momento presente’ ed è un processo di auto esplorazione e visione profonda di se stessi, non chè di auto conoscenza. Significa dimorare nel proprio sé, sentire l’uguaglianza tra tutti gli esseri viventi e imparare a trattarli con rispetto. Aiuta a identificarci con l’anima e quindi a riconoscere l’autentica propria natura fatta di beatitudine e perfetta conoscenza; meditando sul sutra ‘So Ham’- io sono quello), rimuovendo così ogni altra identificazione falsa e illusoria del ‘chi non siamo’.

 

Samayik è il ‘comportamento corretto,’ per cui per tutto il tempo della pratica non bisogna fare violenza mentale, verbale e fisica; occorre lasciare andare tutte le avversioni e mantenere una mente in pensieri puri. Questa è la condizione mentale nella quale tutti i sentimenti negativi come la rabbia, la violenza, l'odio, l'attaccamento sono soppressi; l'anima diventa fonte di pace, si nutre di nobili virtù come il perdono e umiltà, sviluppa benevolenza e armonia per tutto il creato, prende coscienza e sperimenta l'esperienza diretta che la vera essenza comune fra tutti gli esseri è l'anima.

 

Sei mai stato in grado di provare incredibili difficoltà con gioia? Incontrare il dolore con curiosità? Affrontare la sofferenza con gratitudine? Allora hai sperimentato l'equanimità o

'Sambhâv' (sam-uguale + bhâv-sentimento). L’equanimità in parole semplici, molto semplici - si riferisce alla capacità di rimanere rilassati e centrati, nel bel mezzo di ogni situazione. L'equanimità è un'accettazione di ciò che è, il riconoscimento della verità del momento. È la calma centrata senza le oscillazioni della mente tra attrazione e repulsione, simpatie e antipatie, amore e odio. L'equanimità descrive una completa apertura all'esperienza, senza perdersi in reazioni di amore e odio. Eppure non è certamente l'indifferenza o l'apatia. Piuttosto è essere in grado di soddisfare ogni situazione con impegno, ma centrato; è non essere spazzato via dalle gioie o dalla sofferenza della vita. È imparare a guardare l'impermanenza incarnata in ogni cambiamento con il riconoscimento che "Anche questo passerà". È praticare la concentrazione e le energie per comprendere la permanenza eterna in ogni cambiamento – le costanti – l’anima imperitura. Senza equanimità, potremmo esigere che la felicità si verifichi nei modi in cui pensiamo che dovrebbe, piuttosto che rimanere connessi e amare le cose così come sono. Potremmo insistere per cambiare persone, situazioni e cose. Potremmo desiderare di mantenere ciò che è inevitabile cambiare. È ciò che tutta l'etica Jain si sforza di aiutarci a praticare.

Sämäyika significa rimanere calmi e indisturbati, distaccarsi dalle attività quotidiane e impegnarsi in attività spirituali per liberarsi da tutte le passioni e non provare sentimenti di simpatia, dispiacere, attaccamento, desiderio o avversione. Usando
la consapevolezza si controllano le passioni che sorgono dalla rabbia, dall'avidità, dall'inganno e dall'orgoglio e si sforza di scoprire la calma interna intrinseca latente. Aiuta ad avvicinarsi a sentire l'anima e ad acquisire una mente e un temperamento stabili.
Nessuno ha raggiunto
la liberazione e nessuno la raggiungerà senza la pratica di Sämäyika - equanimità. Sebbene l'equanimità sia la natura intrinseca del nostro Sé, giace coperta dalla polvere delle nostre delusioni, ignoranza e passioni.

Da "FARE" un Sämäyik di breve durata (48 minuti) ci si sforza di "ESSERE" in Sämäyik per lunghi periodi di tempo, per tutto il giorno. Fino al giorno che si raggiunge lo stato permanente di completa e pura equanimità - Vitrâgtâ = moksh o liberazione.

 

Gli asceti osservano il Samayik in ogni momento, per cui eseguono la pratica in maniera completa rispetto al laico che invece vive gradualmente il distacco da tutti i possedimenti e gli attaccamenti. I monaci cercano di vivere nello stato di equanimità per tutta la vita.

 

L'asceta è identico verso di sé e verso l'altro, verso la madre e verso tutte le altre donne, verso le cose piacevoli e quelle spiacevoli e verso l'onore e la vergogna”

 

Il monaco si esprime così " Che io possa provare amicizia per tutte le creature viventi. Possano le creature perdonarmi. Che io possa provare amicizia per tutte le creature e inimicizia verso nessuno”

 


 


 

 

La seconda pratica

 

Chauvisantho, l'adorazione per i Thirtankara

 

 

Chauvisanto significa l'adorazione verso i 24 Tirthankara per dimostrare riverenza e riflettere sulle loro qualità, per ricordare attraverso la visione dell'immagine la grandezza e la conquista spirituale dei Jina nel ‘vincere se stessi’. Per i monaci l'adorazione è soltanto interiore (bhâva stuti), mentre i laici esprimono la propria devozione attraverso sostanze purificanti offerte agli idoli (lode esterna - dravya stuti). Il culto si realizza con la recita di diversi sutra tra cui l'antico inno che si chiama Logassa sutra che onora tutti i 24 Tirthankara. E’ una preghiera molto nota e popolare ed è chiamata con il nome di Logassa sutra perché la parola Logassa – Lokasya significa ‘Del mondo’, infatti è dedicata a coloro che hanno illuminato il mondo e hanno stabilito il Dharma-Thirtha. Essa viene recitata all’interno di in un tempio e nelle pratiche di meditazione.

 

 

 

Sutra tradotto in lingua italiana

 

 

Adoro Rashabha e Ajita, Sambhava, Abhinandana e Sumati, Padmaprabha, Suparshva, adoro la Chandraprabha Jina Suvidhi o Pushpadanta, Shitala, Shreyansa e Vasupujya, Vimala e Ananta Jina, adoro il Dharma e la pace.Kunthu, Ara e Malli, Io adoro Muni-Suvrata e Nami Jina, Adoro AriShTanemi, Parshva e Vardhman. Questi che lodo, senza il peso del Karma, al di là della vecchiaia e della morte, i 24 Jina, possano i Tirthankara benedirmi. Quelli che lodo e adoro, nobili Siddha in tutto il mondo, liberi dalla malattia, in possesso della saggezza, mi danno la benedizione del nobile Samadhi. Più chiari delle lune, più luminosi dei soli, più profondi dell’oceano, Siddha possiate voi benedirmi con i Siddhi.

 

Testo originale dato da Acharya Tulsi nel suo libro "Sachitra Shravaka pratikramana".

 

In lingua Prakrit

 

ोगस्व वूत्र रोगस्व

 

उज्जोअ-गये, धम्भ-सतत्थ-मये न्जणे. अरयशंते दकत्तइस्वं, चउलीवं वऩ केलरी. ............................. 1.

 

उवब-भन्जअं च लंदे, वंबल-भसबणंदणं च वुभइं च. ऩउभ-प्ऩशं वुऩावं, न्जणं च चंद-प्ऩशं लंदे. ......................... 2.

 

वुवलदशं च ऩुप्प-दंतं, वीअर-सवज्जंव-लावु-ऩुज्जं च. वलभर-भणंतं च न्जणं, धम्भं वंसतं च लंदासभ. .................... 3.

 

कुंथुं अयं च भन्ल्रं, लंदे भुन्ण-वुव्लमं नसभ-न्जणं च. लंदासभ रयट्ठ-नेसभं, ऩावं तश लद्दभाणं च. .......................... 4.

 

एलं भए असबथुआ, वलशुम-यम-भरा ऩशीण-जय-भयणा. चउ-लीवं वऩ न्जणलया, सतत्थ-मया भे ऩवीमंतु. .................... 5.

 

दकवत्तम-लंददम-भदशमा, जे ए रोगस्व उत्तभा सवद्दा. आरुग्ग-फोदश-राबं, वभादश-लय-भुत्तभं-ददंतु. ......................... 6.

 

चंदेवु सनम्भर-मया, आइच्चेवु अदशमं ऩमाव-मया. वागय-लय-गंबीया, सवद्दा सववद्दं भभ ददवंतु. ........................ 7.

 

Traslitterazione

 

Logassa ujjoyagare, dhammatitthayare jiNe |
arahante kittaissam, chauviisampi kevalii ||usabham_ajiyam cha vande, sambhavam_abhinadaNam cha sumaim cha|
paumappaham supaasam, jiNam cha chandappaham vande ||
suvihim cha pupphadantam, siyal-sijjansa-vaasupujjam cha |
viamalam_aNantam cha jiNam, dhammam santi cha vandaami ||
kunthum aram cha mallim, vande muNisuvvayam namijiNam cha |
vandaami rithanemim, paasam taha vaddhamaNam cha ||
aevam maye abhithuaa, vihuya-rayamalaa pahiiNa-jara_maraNaa |chauviisampi jiNavaraa, titthayaraa me pasiiyantu ||
kittiya-vandiya-maye, je ae logassa uttamaa siddhaa |
aarogga-bohilabham, samaahivaram_uttamam dintu ||
chandesu nimmalayara, aaichchesu ahiyam payaasayaraa |
saagara_var_gambhiiraa siddhaa siddhim mama disantu |

 


 

Namutthunam Sutra – virtù del Tirtankara

 

Questo Sutra enumera le virtù di un Tirthankara e offre omaggio a tutti i Tirthankara. Il re degli dei celesti (deva) Shakrendra recita questo Sutra al momento del concepimento e nascita di un Tirthankara. Questo Sutra è anche conosciuto come Sutra "Shakra Stava”

 

 

 

Sutra tradotto in lingua italiana

 

Mi inchino al meglio del mondo, alle guide del mondo, ai benefattori del mondo, ai fari del mondo e agli illuminatori del mondo. Mi inchino ai liberatori dalla paura, i donatori della visione, i donatori del sentiero, i donatori del rifugio, i donatori della giusta fede e i donatori dell’illuminazione. Mi inchino ai sostenitori della legge, ai predicatori della legge, ai maestri della legge, ai capi della legge, ai monarchi del mondo e chi è il migliore in tutte e quattro le direzioni. Mi inchino a coloro che sono liberati dalla schiavitù della conoscenza sbagliata, che sono i detentori della conoscenza e della fede illimitati e migliori, che in questo mondo sono la luce, i liberatori, i rifugi, i moventi e i donatori del riposo. Mi inchino a coloro che sono i vincitori e i donatori della vittoria, i salvatori e i salvati, i donatori dell'illuminazione e degli illuminati, e i donatori della liberazione e dei liberati. Mi inchino ai Jina onniscienti e onniveggenti che hanno vinto la paura e che hanno raggiunto lo stato e l'esistenza felici, stabili, senza forma, infiniti, imperituri, senza ostacoli ed eternamente perfetti. Mi inchino allo Shraman Bhagavan Mahävir, all'Adikara e all'ultimo Tirthankara, il cui avvento è stato determinato dai precedenti Tirthankara. Rendo omaggio e omaggio al Signore e possa il Signore riverito da lì lanciare qui a me le sue gentili occhiate.

 


In lingua Pratrik

 

भुत्थु णं वूत्र:

 

नभुत्थु णं, अरयशंताणं, बगलंताणं. ................................... .1.

 

आइ-गयाणं, सतत्थ-मयाणं, वमं-वंफुद्दाणं. ........................... .2.

 

ऩुरयवुत्तभाणं, ऩुरयव-वीशाणं, ऩुरयव-लय-ऩुंडयीआणं, ऩुरयव-लय-गंध-शत्थीणं. ................................................ .3.

 

रोगुत्तभाणं, रोग-नाशाणं, रोग-दशआणं, रोग-ऩईलाणं, रोग-ऩज्जोअ-गयाणं. ................................. .4.

 

अबम-दमाणं, चक्खु-दमाणं, भग्ग-दमाणं, वयण-दमाणं, फोदश-दमाणं. ............................................ .5.

 

धम्भ-दमाणं, धम्भ-देवमाणं, धम्भ-नामगाणं, धम्भ-वायशीणं, धम्भ-लय-चाउयंत-चक्कलट्टीणं. ................... .6.

 

अप्ऩदडशम-लय-नाण-दंवण-धयाणं, वलमट्ट-छउभाणं. .............. .7.

 

न्जणाणं, जालमाणं, सतदनाणं, तायमाणं, फुद्दाणं, फोशमाणं, भुत्ताणं, भोअगाणं. ........................................8. वव्लदनूणं, वव्ल-दरयवीणं, सवल-भमर-भरुअ-भणंत- भक्खम-भव्लाफाश-भऩुणयावलवत्त सववद्दगइ-नाभधेमं ठाणं वंऩत्ताणं, नभो न्जणाणं, न्जअ-बमाणं. ........................ .9.

 

जे अ अईमा सवद्दा, जे अ बवलस्वंसत-णागए कारे. वंऩइ अ लट्टभाणा, वव्ले सत-वलशेण लंदासभ. ...................... .10.

 


 

Traslitterazione:

 

Nammutthunam Sutra:

 

namutthu nam, arihantänam, bhagavantänam. ............... .1.

 

äi-garänam, tittha-yaränam, sayam-sambuddhänam. ..... .2.

 

purisuttamänam, purisa-sihänam, purisa-vara- pundariänam, purisa-vara-gandha-hatthinam. ................. .3.

 

loguttamänam, loga-nähänam, loga-hiänam, loga-paivänam, loga-pajjoa-garänam. ............................. .4.

 

abhaya-dayänam, cakkhu-dayänam, magga-dayänam, sarana-dayänam, bohi-dayänam. .................................... .5.

 

dhamma-dayänam, dhamma-desayänam, dhamma-näyagänam, dhamma-särahinam, dhamma-vara-cäuranta-cakkavattinam. .......................... .6.

 

appadihaya-vara-näna-dansana-dharänam,

 

viyatta-chaumänam. ........................................................ .7.

 

jinänam, jävayänam, tinnänam, tärayänam, buddhänam, bohayänam, muttänam, moagänam. ............................... .8.

 

savvannunam, savva-darisinam, siva-mayala-marua-mananta-makkhaya-mavväbäha-mapunarävitti siddhigai-nämadheyam thänam sampattänam, namo jinänam, jia-bhayänam. ......................................... .9.

 

je a aiyä siddhä, je a bhavissanti-nägae käle. sampai a vattamänä, savve ti-vihena vandämi....……………………………....10.

 

 

Terza pratica Vandana

 

Rispetto e offrire omaggio ai monaci e le monache(Guru Mahäräj )

 

 

Le correnti Jainiste recitano diversi sutra quando si inchinano ad un Jina o ad un asceta tra cui il Ichchhämi Khamäsamano sutra e Icchakära sutra. Questo sutra è recitato dai devoti della setta Shvetämbar Murtipujak ed è anche conosciuto come Panchäng Pranipät Sutra e viene recitato mentre si offre omaggio in una precisa posizione in cui le cinque parti del corpo, vale a dire le due mani, le due ginocchia e la fronte toccano contemporaneamente il pavimento. Questo Sutra viene recitato tre volte davanti a un'immagine del Tirthankara al tempio e due volte davanti ad un asceta in un Upäshray presso il luogo di residenza temporaneo per i monaci.

 

 

 

 

 

Sutra tradotto in Italiano

 

 

Con tutte le mie forze e rinunciando a tutti gli atti illeciti, mi inchino (all'immagine del Tirthankara o agli asceti) con la mia testa.

 

 

In lingua Prakrit

 

 

 

खभावभण वूत्र

 

इच्छासभ खभा-वभणो! लंददउं, जालन्णज्जाए सनवीदशआए, भत्थएण लंदासभ. ....................................................... 1.

 

 

Traslitterazione

Khamäsamana Sutra

Icchämi khamä-samano ! vandium, jävanijjäe nisihiäe, matthaena vandämi.

 

 

Icchakära sutra- per il benessere del Guru -

Questo sutra viene recitato mentre si offre omaggio al Guru Mahäräj. Poiché in questo Sutra un devoto chiede informazioni sul benessere del Guruji, questo sutra è noto come Guru Sukha Shätä Sutra.

 


Sutra tradotto in italiano

Oh! Guruji! Con il tuo permesso, desidero molto, gentilmente sapere se ti sentivi a tuo agio durante la scorsa notte (o il giorno)? La tua penitenza sta andando bene? Sei libero da qualsiasi infrazione fisica? Il tuo viaggio nella vita ascetica è libero da ostacoli? Oh! Guruji, stai andando bene? Si prega gentilmente di accettare l'elemosina da me.

 

 

 

Sutra in Prakrit

इच्छकाय वूत्र

इच्छकाय वुश-याइ ? वुश-देलसव ? वुख-तऩ ? ळयीय-सनयाफाध ? वुख-वंजभ-मात्रा-सनलवशते शो

जी ? स्लासभ ! ळाता शै जी ? आशाय-ऩानी का राब देना जी. ...... .1.

 

Traslitterazione

Icchakära sutra icchakära suha-räi ? suha-devasi ? sukha-tapa ? sarira-niräbädha ?

sukha-sanjama-yäträ-nirvahate ho ji ? svämi ! sätä hai ji ? ähära-päni kä läbha denä ji. ............. . .1.

 

 

Sutra di perdono agli asceti - Abbhutthio Sutra

Per mezzo di questo sutra, chiediamo perdono per qualsiasi scortesia mostrata nei

confconfronti degli asceti.


Sutra tradotto in italiano

Oh! Rispetto al Guru Mahàràj, potrei aver causato infelicità o amarezza per quanto riguarda il servire cibo o acqua. Forse non mi sono preso cura di te. Potrei averti mancato di rispetto stando seduto ad un livello più alto del tuo o allo stesso livello di te. Potrei averti interrotto mentre stavi parlando, hai parlato con te o cercato di dimostrare che hai torto. Forse ti ho mostrato impotenza, di cui forse non sono a conoscenza. Chiedo scusa per tutte le azioni sbagliate che potrei aver commesso durante il giorno.


In lingua Prakrit

ब्बुन्ट्ठओसभ वूत्र:

इच्छा-कायेण वंददवश बगलन् ! अब्बुन्ट्ठओसभ, अन्ब्बंतय-देलसवअं खाभेउं ? इच्छं, खाभेसभ देलसवअं. जं दकंसच अऩवत्तअं, ऩय-ऩवत्तअं; बत्ते, ऩाणे; वलणए, लेमालच्चे; आराले, वंराले; उच्चावणे, वभावणे; अंतय-बावाए, उलरय-बावाए; जं दकंसच भज्झ वलणम-ऩरयशीणं, वुशुभं ला, फामयं ला; तुब्बे जाणश, अशं न जाणासभ; तस्व सभच्छा सभ दुक्कडं. . .... .1.

  

Traslitterazione

Abbhutthiomi Sutra: Icchä-kärena

Sandisaha bhagavan ! abbhutthiomi, abbhintara-devasiam khämeum ? iccham, khämemi devasiam. jam kinci apattiam, para-pattiam; bhatte, päne; vinae, veyävacce; äläve, samläve; uccäsane, samäsane; antara-bhäsäe, uvari-bhäsäe; jam kinci majjha vinaya-parihinam, suhumam vä, bäyaram vä; tubbhe jänaha, aham na jänämi; tassa micchä mi dukkadam. ............................................ .1.

  

Obbedienza agli asceti - Tikhutto Sutra

Questo sutra viene recitato quando una persona si inchina ad un asceta della setta Sthänakaväsi /Teräpanthi.

  

Sutra in italiano

Mentre mi giro in senso orario tre volte; io adoro, mi inchino, rispetto, ti onoro. Sei divina/o.

Seilal rimozione degli ostacoli. Sei come un Dio. Sei un oceano di conoscenza. Io ti servo, chino la testa al mio Guru.

 

Sutra in Prakrit

सतक्खुत्तो वूत्र:

सतक्खुत्तो: आमाशीणं, ऩमाशीणं, कयेसभ, लंदासभ, नभंवासभ, वक्कायेसभ, वम्भाणेसभ, कल्राणं, भंगरं, देलीमामं, चेईमामं, ऩज्जुला-वासभ, भत्थएण लंदासभ. . .................................. .1.

Traslitterazione

Tikhutto sutra: tikhutto; ayahinam, payahinam, karemi, vandami, namam-sami, sakkaremi, sammanemi; kallanam, mangalam, deviyam, cheyiyam; pajjuwa-sami, maththen vandami.. ................................. .1

 

 

Säta Läkha Sutra - Pentimento dei peccati a tutti gli esseri viventi

 

Sette lakh (700.000) forme di esseri viventi con la terra come suo corpo 7.000.000

forme di esseri viventi con l'acqua come il suo corpo 7.000.000

forme di esseri viventi con il fuoco come suo corpo 7.000.000

forme di vita esseri con l'aria come suo corpo Dieci lakh (1.000.000)

forme di esseri viventi con un corpo indipendente nella forma di vegetazione,

Quattordici lakh (1.400.000) forme di esseri viventi con un solo corpo per esseri viventi

infiniti in forma di vegetazione,

Due lakh (200.000) forme di esseri viventi con due organi di senso, due lakh

(200.000) forme di esseri viventi con tre organi di senso, due lakh (200.000)

forme di esseri viventi con quattro organi di senso, lakhs di Tour (400.000)

forme di esseri celesti, quattro lakh ( 400.000)

forme di esseri viventi dell'inferno, quattro lakhs (400.000)

forme di animali con cinque organi di senso, quattordici lakhs (1.400.000)

forme di esseri umani

Su ottantaquattro lakh (8,4 milioni) forme di esseri viventi, se posso aver ferito qualche essere vivente, ho fatto sì che gli altri li ferissero, incoraggiato gli altri a ferirli o elogiato coloro che li ferivano, sia con il pensiero, le parole, sia con / o azioni, chiedo perdono per tutte queste attività peccaminose. Io perdono tutti gli esseri viventi, possono tutti gli esseri viventi perdonarmi, sono amichevole con tutti, non ho ostilità per nessuno.

Lingua Prakrit

ात राख

वात राख ऩृथ्लीकाम, वात राख अप्काम, वात राख तेउकाम, वात राख लाउकाम, दव राख प्रत्मेक लनस्ऩसत-काम, चौदश राख वाधायण लनस्ऩसत-काम, दो राख द्वींदिम, दो राख त्रींदिम, दो राख चउरयंदिम, चाय राख देलता, चाय राख नायकी, चाय राख सतमंच ऩंचंदिम, चौदश राख भनुष्म इव तयश चौयावी राख जील-मोसन भं वे भेये जील ने जो कोई जील-दशंवा की शो, कयामी शो, कयते

शुए का अनुभोदन दकमा शो, उन वफ का भन-लचन-कामा वे सभच्छा सभ दुक्कडं. .1.


Traslitterazione

Säta läkha

Säta läkha prthvikäya, säta läkha apkäya, säta läkha teukäya, säta läkha väukäya, dasa läkha pratyeka vanaspati-käya, caudaha läkha sädhärana vanaspati-käya, do läkha dvindriya, do läkha trindriya, do läkha caurindriya, cära läkha devatä, cära läkha näraki, cära läkha tiryanca pancendriya, caudaha läkha manusya-- isa taraha cauräsi läkha jiva-yoni mem se mere jiva ne jo koi jiva-himsä ki ho, karäyi ho, karate hue kä anumodana kiyä ho, una saba kä mana-vacana-käyä se micchä mi dukkadam. .................. .1.

 


 

 

Quarta pratica

 

 

Pratikramana - pentimento e chiedere perdono ad ogni essere vivente.

 

 

Tra tutte le sei pratiche spirituali giornaliere quello del Pratikraman è il più importante, include molti sutra, e' la combinazione di due parole; pra – che significa ritorno e trikraman che significa violazioni, in sostanza è "ritorno al giusto comportamento". In pratica si prende coscienza di tutte le "trasgressioni" compiute con la mente, la parola e l'azione che sono avvenute durante la nostra giornata e hanno danneggiato sia volontariamente che intenzionalmente qualsiasi creatura. Ci si pente, si chiede e si concede il perdono. Alla fine del riconoscimento di ogni sbaglio commesso si conclude con la frase "Micchami dukkadam" che significa "possa il male da me compiuto essere stato inutile e possa essere perdonato" Il Pratriktaman viene praticato due volte al giorno, una la mattina e una la sera (secondo le scritture, all'alba – Raishi Pratikrtamana, e al tramonto- Devashi Pratikramana, e ogni qualvolta un laico abbia violato uno dei 12 voti).

 

 

 

Iriyävahi Sutra – è il bellissimo rito del pentimento per aver fatto del male ad esseri

 

viventi mentre si cammina.

 

Tradotto in lingua italiana

 

Se durante il cammino possa aver causato dolore o schiacciato esseri viventi come: germogli, piante, esseri viventi nella rugiada, formicai, pozzanghere, esseri che vivono nell'acqua, esseri che vivono in terra, ragnatele, se li ho potuti schiacciare molestare, qualsiasi vita a cui ho causato dolore: esseri viventi con un solo senso, il tatto, come gli elementi di terra, acqua, aria, fuoco o piante; esseri viventi con solo due sensi, il tatto e il gusto, come vermi e le creature nelle conchiglie, esseri viventi con tre sensi, il tatto, il gusto, l' olfatto, come le formiche, esseri viventi con quattro sensi, il tatto,il gusto, l' olfatto e la vista come api, vespe e altri insetti volanti, esseri viventi con la totalità dei cinque sensi, il tatto, il gusto, l' olfatto, la vista, l'udito come i pesci e i mammiferi, animali ed umani e gli uccelli. Chiunque io abbia colpito durante il viaggio, chiunque io abbia coperto di polvere, a chiunque io abbia strisciato contro, a chiunque sono caduto addosso perché spinto, a chiunque io abbia causato dolore, chiunque io abbia spaventato, a chiunque io abbia fatto male con il mio tocco, chiunque io abbia tormentato e girato sottosopra, chiunque io abbia spostato da un posto ad un altro, chiunque io abbia separato dalla vita e

 

 

Sutra in lingua Prakrit

 

 

 

इरियावहिया सूत्र:

इच्छा-कारेण संदिसह भगवन् ! इरियावहियं पडिक्कमामि ? इच्छं, इच्छामि पडिक्कमिउं……………………………………………. .1.

इरियावहियाए, विराहणाए………………………………………………. .2. गमणागमणे………………………………………………………………. .3.

 

पाण-क्कमणे, बीय-क्कमणे, हरिय-क्कमणे, ओसा-उत्तिंग-पणग-दग-मट्टी-मक्कडा-संताणा-संकमणे…………. .4.

जे मे जीवा विराहिया…………………………………………………….. .5.

एगिंदिया, बेइंदिया, तेइंदिया, चउरिंदिया, पंचिंदिया………………. .6.

अभिहया, वत्तिया, लेसिया, संघाइया, संघट्टिया, परियाविया, किलामिया, उद्दविया, ठाणाओ ठाणं संकामिया, जीवियाओ ववरोविया, तस्स मिच्छा मि दुक्कडं………………………………………………… .7

 

Traslitterazione

Iriyävahi Sutra

Ichchhä-kärena Sandisaha Bhagavan, Iryä Vahiyanm Paddikka-mämi? Ichchham Ichchämi Padikkamiu. 1

 

Iriyä vahiyäe, Virähanäe, 2 Gamanä-gamane,3

 

Pänakka-mane, Biakka-mane, Hariyakka-mane, Osä-Uttinga, Panaga-daga, Matti Makkadä, Santäna, Sankamane. 4

 

Je me jivä virähiyä,5 Egindiyä, Beindiyä, Teindiyä, Chaurindiyä, Panchindiyä, 6

 

Abihayä, Vattiyä, Lesiyä, Sanghäiyä, Sanghattiyä, Pariyaviyä, Kilämiyä, Uddaviyä, Thänäo-Thänam, Sankämiyä, Jiviyäo-vavaroviyä, Tassa Michacchami Dukkadam

 


 

 

Quinta pratica

 

Käyotsarga- non attaccamento al corpo, meditazione sull’anima

 

 

Käyä significa corpo e Utsarga significa allontanarsi o salire sopra. Pertanto, Käyotsarga significa elevarsi al di sopra delle attività del corpo fisico per concentrarsi sul sé interiore e, quindi, sviluppare il non attaccamento (Käyotsarga) verso il nostro corpo umano. Per eseguire Käyotsarga nella sua vera forma definitiva si dovrebbe anche rinunciare a tutte le

 

impurità della propria vita.

 

Bisogna rinunciare all'attaccamento al proprio corpo per raggiungere la giusta concentrazione, richiesta per la meditazione virtuosa (Dharma Dhyana) e pura meditazione (Shukla Dhyâna). Durante il rituale Pratikraman si pratica Käyotsarga durante la meditazione dopo il pentimento e la confessione dei peccati. Anche il Pratikraman viene eseguito stando seduti o in piedi in posizione meditativa, praticando Käyotsarga durante tutto il rituale.

 

 

 

Seguono due sutra: Tassa uttari sutra e Annattha sutra.

 

 

Sutra Tassa uttari sutra tradotto in italiano

 

Per il bene dell'espiazione, del pentimento, della purificazione, della rimozione degli ostacoli e dello sradicamento delle attività peccaminose, intraprendo la meditazione per una certa durata in una posizione meditativa immobile (Käusagga).

 

 

 

Sutra in parkit

 

स्व उत्तयी वूत्र

 

तस्व उत्तयी-कयणेणं, ऩामन्च्छत्त-कयणेणं, वलवोशी-कयणेणं, वलवल्री-कयणेणं, ऩालाणं कम्भाणं सनग्घामणट्ठाए, ठासभ काउस्वग्गं. ............ .1

 

Traslitterazione:

 

Tassa uttari sutra

 

Tassa uttari-karanenam, päyacchitta-karanenam, visohi-karanenam, visalli-karanenam, pävänam kammänam, nigghäyanatthäe, thämi käussaggam. ............................. .1.

 

 

 

Sutra Annattha sutra tradotto in italiano

 

 

Ora mi immergerò nella meditazione in una posizione completamente immobile (Käyotsarga) per una durata specifica. Rimarrò immobile tranne che per inspirare ed espirare, tossendo, starnutendo, sbadigliando, eruttando, involontariamente perdendo equilibrio, vomito, svenimento, sottili movimenti intermittenti degli occhi e altri movimenti corporei involontari di questo tipo. Eseguirò la meditazione e terrò me stesso (la mia anima) lontano da tutte le attività peccaminose mantenendo il mio corpo immobile e osservando il completo silenzio. Alla fine della meditazione completerò Käyotsarga offrendo saluti ad Arihanta.

 


 

Sutra in lingua parkit

 

अन्नत्थ सूत्र

 

अन्नत्थ-ऊससिएणं, नीससिएणं, खासिएणं, छीएणं, जंभाइएणं,
उड्डुएणं, वाय-निसग्गेणं, भमलीए, पित्त-मुच्छाए…………………. .1.

 

सुहुमेहिं अंग-संचालेहिं, सुहुमेहिं खेल-संचालेहिं,
सुहुमेहिं दिट्ठि-संचालेहिं. ……………………………………………. .2.

 

एवमाइएहिं आगारेहिं, -भग्गो अ-विराहिओ,
हुज्ज मे काउस्सग्गो. …………………………………………………. .3.

 

जाव अरिहंताणं भगवंताणं, नमुक्कारेणं न पारेमि………….. .4.

 

ताव कायं ठाणेणं मोणेणं झाणेणं, अप्पाणं वोसिरामि………… .5.

 


Traslitterazione

 

Annattha Sutra

 

annattha-usasienam, nisasienam,
khäsienam, chienam, jambhäienam,
udduenam, väya-nisaggenam, bhamalie, pitta-mucchäe. .1.

 

suhumehim amga-sancälehim, suhumehim khela-sancälehim, suhumehim ditthi-sancälehim. .2.

 

evamäiehim ägärehim, a-bhaggo a-virähio,
hujja me käussaggo………………………………………………….. .3.

 

jäva arihantänam bhagavantänam,
namukkärenam na päremi………………………………………… .4.

 

täva käyam thänenam monenam jhänenam,
appänam vosirämi……………………………………………………. .5.

 

Nota: - La corretta postura per la meditazione è sedersi o stare dritti in piedi, tenere gli occhi semiaperti e focalizzarli sulla scrittura situata nel centro di Sthâpanä e recitare il Namaskär Mahämangal in silenzio. Se non riesci a tenere gli occhi socchiusi, tienili completamente chiusi. Dopo aver richiesto il perdono a tutti gli esseri viventi dell'universo, il passo successivo è quello di disciplinare se stessi al fine di evitare futuri peccati. Questo viene fatto tramite Käyotsarga (corpo immobile) e introspezione. Per disciplinare noi stessi dobbiamo meditare su una preghiera Jainista. Questa meditazione aiuta anche a sbarazzarsi dei nostri karma del passato.

 


 

 

Sesta pratica - Pratyäkhyä

 

Voti religiosi

 

 

Il Pratyäkhyäna significa prendere i voti religiosi di rinuncia per sviluppare autocontrollo. Anch'esso è di due tipi: la rinuncia esterna (Dravya Pratyäkhyäna ) come il digiunare e quella interna (Bhâva Pratyäkhyäna) cioè la rinuncia agli stati impuri dell’anima all'ignoranza, la rabbia, l'avidità, l'ego, l'inganno, la non-moderazione, l'attaccamento e l'avversione. Non si può raggiungere il vero Bhâva Pratyäkhyäna senza eseguire Dravya Pratyäkhyäna completo. La corretta osservanza di Bhãva pratyäkhyäna (vera rinuncia) porta all'arresto del karma (Samvara) che genera l'equanimità ultima (Sambhava) che a sua volta porta al conseguimento della liberazione