La preghiera che non chiede

L'adorazione degli idoli


 

Più del'80% dei jain adorano le immagini dei 24 Tirthankara ed appartengono alla corrente Mūrti-pūjaka e Sthānaka-Vasin mentre i Terāpanthin non credono al culto delle immagini e praticano solo la contemplazione. Il significato della natura stessa della perfezione del Jina è che, è privo di qualsiasi desiderio di agire nel mondo, anche di agire con compassione, per questo non possono rispondere a nessun atto di culto. I credenti non pregano per chiedere di guarire da una malattia, slavarsi da un pericolo, per guadagni materiali o avanzamenti spirituali essendo contrari agli insegnamenti dei Jina che hanno già donato tutto attraverso il loro esempio di vita e indicato la strada da seguire al solo scopo della liberazione dalla sofferenza per mezzo di conseguimenti morali e spirituali. La preghiera e devozione è puro rispetto e ringraziamento disinteressato, pregare davanti all'immagine del Tirtankara è solo adorare l'ideale spirituale di perferzione che esso ha raggiunto, fonte di profonda purificazione interiore. Il fedele contempla e si concentra sulle virtù spirituali come la non violenza il distacco, il non possesso, l'umiltà, per questo gli idoli Jina fungono solo da promemoria per l'adoratore ricordando che è possibile giungere lo stesso stato divino e che la liberazione dell'anima è un obiettivo raggiungibile. Servono come modelli di comportamento sia per i laici che per i monaci Jain, guidando il loro codice etico di vita, fornendo ispirazione. Il fedele li venera con un unico pensiero -'Vande guna tad labdahe' - posso io assorbire le vostre virtù'.

 

 

 

Iconografia

 

Nell'iconografia jain sono utilizzati diversi oggetti simbolici e rituali per comunicare significativi aspetti della religione. Anticamente i primi oggetti ritrovati durante gli scavi sono stati scolpiti sulla pietra e decorati con simboli di buon auspicio (ayagapata) per esempio il Dharmacakra la ruota della legge, i tre gioielli, la stupa, immagini dei Tirthankara o dei monaci. Le immagini di sole silhouette senza corpo simboleggiavano esseri liberati oltre la forma fisica. Gli idoli sono tutti rappresentati allo stesso modo, i loro volti sono medesimi, perché sono messe in risalto le virtù dell'anima che sono uguali per tutti i 24 Tirhankara e non l'aspetto esteriore.

 

Simbolo indentificativo - Länchhan: sulla base dell'idolo ognuno ha un emblema con il disegno di un animale che identifica il Tirthankara dagli altri, per esempio quello di Mahavira è il leone che simboleggia il coraggio e l'inattaccabiltà, oppure c'è un simbolo di buon auspicio come la svastica, la luna, il loto ecc.

 

Marchio: ogni Tirthankara ha un segno particolare sulla coscia destra a forma di seme ed simbolo di saggezza.

 

 Gli occhi

 Gli occhi possono essere aperti, chiusi o socchiusi

 

 Occhi aperti: sono fatti di cristallo o vetro, appaiono lucidi, languidi, pronunciati. Esprimono la capacità anticipata di vedere tutto il futuro, le grandi dimensioni esprimono lo stato superiore di conoscenza e la splendezza l'illuminazione dell'anima. Lo sguardo è saldo, rassicurante, compassionevole, sembra abbracci tutto l'universo, il viso è avvolto da una aura di pace e serenità. Gli occhi hanno una potenza evocativa capace di interagire visivamente con l'adoratore facendogli sentire la sua presenza viva, e attraverso una profonda contemplazione avvertire la purezza del jina all'interno di sè.

 

Gli occhi chiusi: il significato degli occhi chiusi è di dimorare per sempre nella propria anima in beatitudine eterna. Essa incoraggia il fedele a guardare verso l'interno e vedere il proprio potenziale e la possibilità di poter giungere alla propria divinità.

 

Occhi socchiusi: rivelano uno stato di meditazione, la capacità di guardare verso l'esterno e verso l'interno contemporaneamente.

 

Corporatura

 

La maggior parte degli idoli hanno le spalle larghe, braccia e gambe lunghe, grandi mani e piedi, capelli corti ad eccezione di Rishabhanatha che aveva i capelli lunghi.

 

 Postura

 

Padmanasan: postura seduta a fior di loto che si chiama padmanasan, con le gambe incrociate e mani raccolte in grembo una sopra l'altra con il palmo rivolto in alto, il viso del Tirthnakara esprime tranquillità, equilibrio e pace interiore.

 

Kayostarga: postura in piedi completamente immobile con le braccia a penzoloni distaccate dal corpo, tale posizione era considerata una forma importante di penitenza, mostra che i Jina seguivano la dottrina della ahimsa o non-violenza poichè nella immobilità non potevano danneggiare alcuna creatura, neanche involotariamente.

 

 Simboli sulla testa

 

 Tika: marchio sul terzo occhio è un simbolo di sovraumanità

 

Corona - Shika: Una corona intorno alla testa sottolinea la divinità del Jina ed è un segno di grande saggezza.

 

Fiori: fiori di loto sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi sono simboli di purezza e perfezione. È inoltre possibile trovare fiori di loto utilizzati per effetto decorativo sul nimbo del Jina o sul suo trono.

 

Svastica - Srivatsa: simbolo della svastica sul petto a forma di diamante indica la divinità e lo stato del Jina come Mahapurusha "grande uomo". E' un segno di buon auspicio (alakshana )

 

Lobi delle orecchie lunghe: i lobi delle orecchie sono allungati, per ricordare che i jina erano uomini ricchi che potevano permettersi di indossare pesanti orecchini d'oro prima che rinunciarono alle cose materiali per cercare l'illuminazione.
 

Ruota della legge - Dharmachakra: la raffigurazione di una ruota affiancato da cervi  questo si trova spesso sotto il cuscino o il trono del Jina ed è un simbolo d'insegnamento jain. La ruota al centro rappresenta un ciclo di tempo che è diviso in due semicicli. In ogni metà del ciclo del tempo, ci sono 24 Tirthankara che espongono il cammino di purificazione. Così incessantemente ruota il tempo della religione. Essa mostra anche la vegetazione, gli animali, i monaci e le suore jain. Questo rappresenta che tutte le anime sono uguali e devono essere trattati con equanimità.
 

Ombrello o baldacchino sopra il capo -Mukkudai : Baldacchini a tre livelli tenuti sopra la testa del Jina, è un simbolo della sua sovranità spirituale su tutti e tre i mondi.
 

Insieme all'idolo del Jina possono esserci anche sculture di spiriti guardiani che si chiamano Yaksha e Yakshinis, assistenti celesti o musicisti e sono gli adoratori dei Jina, pianeti, animali, piante e altri Tirthankara in posizione di meditazione seduta (Padmanasan) o in piedi (Kayotsarga). Di solito sul retro dell'idolo ci sono i nomi dei donatori, la data in cui è stata creata e l'autorità spirituale di riferimento.

 

 Tradizione  Svetambara e Digambara

 

 Decorazione e vesti

 

 

 

Gli idoli dei Svetambara hanno spiccati decori e ornamenti che esprimono la rinuncia da parte dei santi di tutti i beni materiali per dedicarsi completamente al cammino della vita spirituale e cercare la vera felicità. Gli occhi sono di vetro parzialmente chiusi. Le statue hanno semplici vesiti bianche.

 

Gli idoli Digambara sono lasciati nella loro forma naturale e non sono decorati, nè ornamentati, gli occhi sono chiusi in raccoglimento contemplativo. I monaci Digambara hanno abbandonato tutti i possedimenti anche l'abbigliamento per questo i Jina sono rappresentati nudi, 'vestiti di cielo'.

 


La tradizione dice che 21 Tirhankara hanno raggiunto la liberazione in kayotsarga nella postura meditativa in piedi, mentre Rishabha, Neminatha e Mahavira nella posizione del loto. La maggior parte dei dipinti e illustrazioni raffigurano eventi storici della vita dei Tirthankara, conosciuti come Panch Kalyanaka. Anche la sala della predicazione divina il 'Samavasarana' è un soggetto molto diffuso nella scultura e arte jain, poichè raffigura il sermone tenuto da un Tirthankara dopo aver raggiunto l'illuminazione in cui tutte le specie viventi come anche gli animali potevano unirsi nella congregazione e comprendere gli insegnamenti dei Jina; gli animali giocano un ruolo centrale nel tempio dell'arte, per i Jain tutta la vita è sacra e degna del massimo rispetto, essi credono che non ci può essere la pace umana se si commette violenza verso la natura e gli animali.

 


Anche la sala della predicazione divina il 'Samavasarana' è un soggetto molto diffuso nella scultura e arte jain, poichè raffigura il sermone tenuto da un Tirthankara dopo aver raggiunto l'illuminazione in cui tutte le specie viventi come anche gli animali potevano unirsi nella congregazione e comprendere gli insegnamenti dei Jina; gli animali giocano un ruolo centrale nel tempio dell'arte, per i Jain tutta la vita è sacra e degna del massimo rispetto, essi credono che non ci può essere la pace umana se si commette violenza verso la natura e gli animali.


Perché i templi jain sono di marmo bianco?

 

Ogni roccia possiede una energia propria permeata da una forza spirituale, i templi jain sono costruiti con il marmo perchè è una pietra considerata carica di energia femminile e lo scopo è quello di amplificarne le virtù. I templi sono molto bianchi per esprimere la purezza e la pace, è un colore rassicurante che raffredda il fuoco dei cattivi sentimenti. Il marmo bianco permette di guardare facilmente piccoli insetti così è possibile evitare di calpestarli e ucciderli.

 


La straordinaria bellezza delle opere d'arte all'interno del tempio e l'intricata, elaborata e dettagliata intagliatura dei bassorilievi riflettono le menti sopraffini ed illuminate dei Tirthankara.