Calendario e Festività

 

I Jain festeggiano diversi festival tutto l'anno e sono connessi con le nascite e le morti dei Tirthankara. Sono caratterizzati da penitenze, studio delle Scritture, ripetizione di santi inni, meditazione e pratiche devozionali. Diversi tipi di calendari hanno sempre coesistito in India e ancora oggi, perché ogni calendario viene utilizzato in diverse fasi della vita. Gli antichi calendari delle tante fedi religiose che si trovano in India sono ampiamente utilizzati soprattutto nel calcolo delle date dei giorni sacri. Tuttavia, sono stati impiegati anche sistemi di datazione secolari, principalmente basati su periodi dinastici o regnani. Oggi il calendario nazionale ufficiale dell'India è un calendario civile basato sul sistema dell’era Śaka. L'era può essere scelta da un certo numero di sistemi, il mese è un mese lunare ed è diverso da un mese solare. I calendari indiani si basano sulle fasi della luna. Un mese lunare ha due metà e le date sono spesso descritte come appartenenti alla "metà luminosa" o alla "metà scura" del mese. Il calendario lunare presenta alcune differenze significative dal calendario solare e varia anche leggermente rispetto alle varie regioni dell’India. Le date dei festival del calendario religioso del Jainismo sono calcolate usando il tradizionale calendario lunare ed ha le proprie caratteristiche. L'anno cade in due parti

 

distinte: la stagione delle piogge e il resto dell’anno. La natura complessa delle date nei testi indiani può occasionalmente portare a interpretazioni diverse di quando si è verificato un evento storico o quando si dovrebbe svolgere un festival. Gli intricati sistemi di datazione sono anche una considerazione vitale quando si lavora la data equivalente nel calendario occidentale.

 

 

 

 

 

 

Festival importanti


 

Tra Marzo e Aprile

 

 

 

Festival di Mahāvīr Jayantī

 

 

Viene celebrata ogni anno per commemorare la nascita del signor Mahāvīra e anche la sua l'incarnazione nel ventre della madre Trishala. Viene celebrato da tutte le sette jain ed è riconosciuto dal governo indiano. E' denominato Mahāvīr Janma Kalyāṇak che significa 'l'avventuroso evento della nascita di Mahāvīra'. Le comunità organizzano una grande processione, il culto, discorsi, seminari e attività devozionali e spirituali. In questo giorno a Kshatriy Kund Bihar, dove è nato Swami Mahavira, si svolge una grande celebrazione.

 

Tra Aprile e Maggio

 

Akṣaya-tṛtīyā

 

In sanscrito significa 'Terzo Immortale' è una data comune a entrambi i Jains e Hindù. Per i Jain, commemora il primo adattamento di elemosina ad un monaco Jain attraverso l'esempio del primo Jina, Ṛṣabhanātha o Lord Ṛṣabha, ed è celebrato da tutte le sette jain. Si svolgono cerimonie nei templi dedicati a Rsabha, le pratiche sono la visita ai templi, ai pellegrinaggi e ascoltare i sermoni.

 

I laici virtuosi praticano una penitenza chiamata Varshitap della durata di 400 giorni che consiste, a giorni alterni, un giorno di digiuno completo (upvas) e il successivo in cui si può mangiare due volte al giorno (besnu) 48 minuti minimo dopo l'alba e prima del tramonto. Si eseguono altre pratiche come la lettura di testi spirituali, scrittura, pentimento per qualsiasi tipo di errore o violenza mentale, verbale o fisica , meditazione ecc

 

 

Paryushan Parva

Tra Agosto e Settembre

 

Paryushan che significa in sanskrito 'introspezione - auto- chiarimento’, è il festival più importante dei Jain Svetambara Murtipujak e dura otto giorni consecutivi. In questi giorni i laici prendono voti, digiunano con un'intensità spirituale pari al monachesimo seguendo uno stile di vita simile ai monaci Jain. Lo scopo è quello di purificarsi e distruggere karma negativo; essere assorbiti nell’anima, pacificare la mente, accrescere lo stato di consapevolezza. Tutti i membri delle comunità jain, giovani e vecchi, maschi e femmine, senza differenza tra ricco e povero, partecipano con pieno vigore e zelo nei vari rituali religiosi, programmi culturali ascoltando con attenzione gli insegnamenti dei monaci che spiegano e recitano in dettaglio il Kalpasutra, una delle più sacre scritture del della tradizione Svetambara. Tali celebrazioni, in armonia sociale, esprimono amicizia e affetto verso tutti, simboleggiano il motto jainista 'vivi e lascia vivere', 'vivi e ama'. Paryushan Parva esprime il tratto perfettamente purificato dell'anima, attraverso il quale ci si sbarazza di lusinghe e discordie mondane e viene completamente assorbito nella verità eterna della non violenza e realizza la vera natura dell'anima. Se possibile, per una corretta pratica, bisogna spegnere telefono, pc e ogni altro collegamento con la vita strettamente esterna e materialistica, condurre una vita semplice come insegna il Jainismo con umiltà e onestà, senza attaccamento, avversione e con distacco dalle cose materiali. Le donazioni e attività compassionevoli possono essere e sono praticate al massimo. Si mangia solo una volta al giorno, nessun cibo vegetale, eccetto i cereali e/o lenticchie cotte. Il motivo è perchè dobbiamo evitare il più possibile di uccidere tutti gli esseri viventi, quindi non solo gli animali ma anche le piante e semi vivi. Possiamo consumare il pasto da dopo l'alba fino al tramonto per evitare di danneggiare inevitabilmente piccolissime creature volanti che vagano di sera. Come i monaci i laici bevono acqua filtrata e bollita. Durante gli otto giorni si osserveranno le pratiche abituali quotidiane jain,
Samayika: stato di serenità e equanimità
Chauvisantho o preghiera (
Namokar mantra) e puja.
Vandana: preghiera al
maestro e al Jina.

 

Pratikramana : riflessioni sui propri sbagli e pentimento.
Kayotsarga: il distacco dal corpo, meditazione sull'anima.

 

Pratyakhyana- prendere voti.

 

L'ultimo giorno del Paryushan è quello del perdono ed è il più sacro del calendario jain, si chiama ‘Samvatsari’. L'intera giornata è trascorsa in preghiera e contemplazione. Si recita la preghiera del Pratikraman e si chiede il perdono tra parenti e amici e a tutte le creature che avremmo potuto danneggiare consapevolmente o inconsapevolmente pronunciando la parola “Micchami Dukkadam” che significa: se ti ho offeso in qualsiasi modo, volonariamente o involontariamente, in pensieri, parole ed azioni allora io cerco il tuo perdono". Il Paryurshan si conclude con il digiuno completo.

 

I jain Digambara invece festeggiano una simile festa chiamata Daśa-lakṣaṇa-parvan dalla durata di dieci giorni, a partire dalla giornata dopo la conclusione di Paryuṣaṇ

 

 

 

Ogni giorno si osservano e si riflette sulle dieci virtù supreme universali che sono:

 

1) la tolleranza/ perdono

 

2) l’umiltà/modestia, la semplicità

 

3) la moderazione di tutti i sensi- coerenza/rettitudine

 

4)l’austerità- purezza

 

5) la verità

 

6)lautocontrollo

 

7) rigore - penitenza

 

8) la carità – le quattro beneficienze

 

9) non possessività

 

10) celibato

 

 

 

Il grande Acharya kundakunda descrive il  ‘Dharma’ 
Il Dharma non è altro che la vera natura di un oggetto. Vivere o non vivere, ogni sostanza ha la propria natura essenziale, che è il suo
Dharma.
La natura dell'anima è il suo Dharma.
- "Khamdi dasaviho dhamo" - le dieci virtù, cioè il perdono, ecc., sono le dieci forme di
Dharma. " Rayanattayam cha dhamo - i tre gioielli, vale a dire la fede giusta, la conoscenza giusta e la condotta giusta, costituiscono il Dharma (religione).
- " Jeev nam rakhanam dhamo - per rendere la protezione all'essere vivente è
Dharma.

 

 

Tra Settembre e Ottobre

 

Festival Diwali o Dipavali

Celebrazione della liberazione finale di Bhagvan Mahariva

 

La parola Diwali deriva dal sanscrito 'Deepavali'; 'Deep' significa luce e 'Avali' significa una fila, vale a dire una fila di luci. E' commemorato sia dai Svetambara che Digambara. Il Diwali chiamato festival notturno delle luci, è una delle feste più note e suggestive in India che unisce tutte le religioni e il cuore di tutti gli hindù, sikh, buddisti e giainisti, esso coincide con l'ultimo giorno dell'anno. E' un giorno in cui tutti i jainisti di tutte le comunità si fanno gli auguri di buon anno che segna nuove vicissitudini. Ogni religione indiana associa al festival un significato speciale in riferimento alle proprie sacre scritture e mitologie, i jainisti celebrano il Diwali per il raggiungimento del nirvana o liberazione di Mahavira. Le altre religioni festaggiano con esaltanti fuochi d'artificio ma il jainismo le considera un atto violento, poichè si uccidono nell'aria moltissimi insetti, causano paura negli altri animali, procurano inquinamento acustico e atmosferico, quindi sono vietati, in più sono considerate pratiche esteriori, momentanee senza importanza, mentre i devoti jain praticano solo le penitenze, austerità con sentimenti di calma, semplicità, equilibrio, moderazione, umiltà e varie attività come leggere le sacre scritture, adorare i Tirthankara, pregare, digiunare, fare atti caritatevoli, cantare inni di lode, recitare gli ultimi insegnamenti di Mahavira, meditare. Più che una festa da esprimere fisicamente con rumori, banchetti e danze è vissuta come momento di grande introspezione. Tutta l'India è invasa di lampade di luce, strade, vicoli, case e templi sono illuminati, decorati con mandala e simboli sacri disegnati dai mille colori e fragranze; le famiglie jain e tutte le persone sono felici e compassionevoli, accolgono con gentilezza gli ospiti, celebrano questa festa per 15 giorni e ognuno di questi giorni ha un significato particolare. Migliaia di Jain da tutto il mondo visitano le comunità religiose, le montagne sacre come il monte di Girnar in Gujarat e Satrunjay a Palitana in cui si svolgono particolari celebrazioni e Pavapuri la città natale di Mahavira. Ci sono diversi significati del motivo per cui si accendono le luci, quando Mahavirà morì la luce della conoscenza suprema si spense ed il mondo si rabbuiò, così le persone accendono le lampade per dissipare le tenebree e in suo onore e ringraziamento per il contributo alla nostra comprensione dello scopo dell'esistenza. Il loro significato è dunque vedere per mezzo della luce dell'anima e vivere e rivendicare i veri valori della vita e le bellezze spirituali, ispirando l'accensione dell'amore universale che illumina il cuore e la mente, distruggere e libera dall'oscurità dell'ignoranza.

 

 

Tra Settembre e Ottobre

 

Bhai Beej

 

 

Bhai Beej è il festival dei fratelli e sorelle. In questo giorno le sorelle invitano i fratelli a casa loro per felicitarli, applicano la tica sacra sulla fronte dei loro fratelli e pregano per la loro lunga vita. I fratelli benedicono le sorelle e promettono di proteggerle da tutte le difficoltà della vita. Si dice che quando Mahavira raggiunse il nirvana, suo fratello re Nandivardhan era afflitto perché gli mancava e fu confortato dalla sorella Sudarshana. Da allora, le donne furono venerate durante Bhai Beej. Questo festival è celebrato durante il Diwali.

 


 

 

Ottobre

 

Ahimsa day - Giorno della nonviolenza

 

 

 

L'Ahimsa Day è un nuovo festival annuale ideato dalle comunità jain dell'Inghilterra. Creata per sottolineare l'universalità del Jainismo e per identificarlo pubblicamente con il   concetto di nonviolenza. Festeggiato da tutte le correnti Jain.

 

 

 

 Tra Ottobre e Novembre

 

Jnana – pancami festival della conoscenza

Il concetto di conoscenza - jñāna - è fondamentale nella fede Jain. Per sfuggire al ciclo di nascita nascente, i Jain devono seguire i 'tre gioielli' della 'giusta fede', 'la giusta conoscenza' e 'il comportamento giusto' in modo da poter acquisire conoscenza assoluta o omniscienza, la fase vitale prima della liberazione. L'importanza religiosa della conoscenza è riconosciuta nei festival dedicati celebrati dalle due sette Jain principali. La celebrazione Śvetāmbara è Jñāna-pañcamī mentre l'equivalente Digambara è chiamato Śruta-pañcamī. Il concetto generale al centro del festival è simile in entrambe le tradizioni, ma ci sono differenze nella data e nel corso degli eventi (Jainpedia).

 

 

Dicembre
Maun Ekadashi

Maun Ekadashi è un giorno sacro in cui i Jain oltre a compiere recite, austerità digiuno, meditazione osservano anche il totale silenzio. La storia di Suvrat Shresthi è legata a questo giorno. Questo festival ha tre significati dedicati a tre Jina:  

Uno) Shri Aranath (il 18° Tirthankara) ha rinunciato al mondo e diventato monaco. 

Due ) Shri Mallinath (la 19° Tirthankara) nasce, rinuncia al mondo e raggiunge la liberazione. 

Tre) Shri Neminath (il 22° Tirthankara) raggiunge la liberazione.

 

 

 

Febbraio

 

Festival Mahamasthakabhisheka

 

 

 

Mahamasthakabhisheka è un festival molto famoso e spettacolare in onore della statua di Bahubali a Shravanabelagola in Karnataka. E' una tradizione tenuta ogni dodici anni. L’ultimo è avvenuto nel 2018

 

 

 

 

 

Primavera e autunno

 Āyambil Oḷī è un festival che avviene due volte l'anno ed è associato al digiuno. La festa di nove giorni si svolge in primavera ed in autunno. Strettamente legato alle donne sposate, il festival di Āyambil Oḷī ruota attorno alla venerazione del Siddhacakra e alla storia di Śrīpāḷ e Mayṇāsundarī.