Il Jainismo

जैन धर्म

 

La liberazione dell'Anima attraverso la distruzione di ogni attaccamento e la pratica della Nonviolenza. Ogni essere vivente diventerà Dio.

 

 

Il Jainismo è una antica religione che fiorisce in India da tempi incalcolabili. Anche se Mahavira è l'ultimo riformatore del Jainismo e personaggio storico che risale a circa 2.600 anni fa, il Jainismo è rivelato in ogni periodo ciclico dell'universo, è  eterno; è sempre esistito, esiste ora e per sempre in futuro.

 

Diffuso su tutto il territorio indiano ma particolarmente radicato nello stato del Gujarat, Maharashtra, Rajasthan , Karnataka e Bihar. Esso è composto da monaci e laici ed il suo percorso è diretto all'ottenimento della purezza spirituale attraverso un modo di vivere fondato sulla non violenza e il non attaccamento. In India la filosofia viene denominata Darshana che significa 'visione - percezione', esistono 6 principali sistemi filosofici appartenenti a diverse tradizioni che sono divisi in due grandi categorie, quelle ortodosse e eterodosse. Queste scuole di pensiero esprimono ognuna una visione sulle verità eterne che riguardano la natura della realtà, la sofferenza e lo scopo ultimo dell’esistenza umana; seppur tutte parlano dell'importanza della non violenza (Ahimsa) il Jainismo è l'unico che pone tale principio al centro della propria dottrina: 'Ahimsa è il cuore di tutti gli stadi della vita, è il nucleo di tutte le sacre scritture, è la somma e la sostanza di tutti i voti e di tutte le virtù'; Ahimsa Paramo Dharma: La non violenza è la religione più alta o suprema.

 

Ogni Darshana conduce alla liberazione di se stesso e disidentificazione da ciò che non si è attraverso sentieri specifici quali; la conoscenza (Jnana) la devozione (Bakti) o l'azione (Karma yoga), il Jainismo considera tale visione unilaterale e crede invece che nessuno, da solo, è sufficiente a completare lo sviluppo spirituale ritenendo che sia possibile raggiungere la propria divinità solo se pienamente realizzati tutti e tre.

 

Il nome Jainismo deriva dal verbo in sanscrito 'ji' che significa 'conquistare' o vincere su se stessi' e si riferisce alle conquiste interiori della distruzione dei propri sentimenti negativi come la violenza, l'egoismo, l'odio, l'avidità, la possessione, l'ego, il materialismo. I monaci Jain sono coloro che per mezzo dell'ascesi lavorano per conoscere la vera natura dell'anima e l'infinita conoscenza con il raggiungimento dell'illuminazione che li condurrà alla liberazione della proprio essere dal mondo della sofferenza, diventeranno dei Siddha (anime liberati) e vivranno uno stato permanente di beatitudine. I monaci illuminati si chiamano Tirthankara e significa "costruttori del guado o passaggio", furono 24 e l'ultimo che riformò il Jainismo circa nel 599 a.C., fu Mahavira. Essi sono i Jaina, i guerrieri spirituali, coloro che hanno raggiunto la cima spirituale, l'ultimo gradino della scala evolutiva dell'anima avendo vissuto alla perfezione i tre gioielli del sentiero Jain che sono: retta fede, retta conoscenza e retta condotta. Essi hanno trovato il modo per attraversare l'oceano del ciclo delle esistenze (samsara) ossia il ciclo di nascita e morte e insegnano agli altri discepoli l'obiettivo spirituale della vita e il percorso per raggiungere la liberazione. Per i Jainisti i Tirthankara sono il massimo modello spirituale da seguire, dedicano a loro la stessa devozione che si rivolge al 'Dio' delle altre religioni.

 

Il Jainismo è eticamente la religione più rigorosa al mondo, la sua aderenza richiede un agire in linea con un costante e scrupoloso massimo tentativo di coerenza nel non danneggiare il prossimo. Il suo principale insegnamento fondamentale è 'riduci al minimo la violenza'; prenditi cura come faresti con te stesso, di qualsiasi essere vivente, non solo nei confronti degli umani, ma anche insetti, piante e animali, pur avendo la consapevolezza dell'impossibilità di annientare totalmente la violenza, che noi stessi siamo la causa della violenza fintanto che abbiamo un corpo materiale che per sopravvivere deve distruggere gli esseri viventi; il solo respirare, camminare, digerire comporterà l'uccisione di invisibili ma esistenti forme di vita. Ma il non poter fare tutto non vuol dire non fare nulla o poco! Per questo occorre mettere il massimo impegno per non commettere la violenza evitabile.

 

Il Jainismo è pragmatico e pone solo l'attenzione all'essenza della spiritualità su come raggiungere la liberazione, non esistono sacramenti, ma rituali semplici e gli eventi mondani come la nascita, il matrimonio, i funerali non sono legati religiosamente ad esso; è concreto, tutto passa al vaglio della logica, allo stesso tempo è una dottrina semplice e modesta, che rifiuta le superstizioni religiose. E' una delle più antiche teologie in cui ragione e morale si fondono. Il Jainismo sostiene che non bisogna accettare passivamente gli insegnamenti degli illuminati per pura fede cieca, ma indagare, ricercare e ragionare sulla verità attraverso la diretta e intima esperienza. Il progresso spirituale può avvenire solo sulla base della propria auto-consapevolezza, virtù morali ed etica, non per mezzo di mere pratiche esteriori. Albert Einstein era fortemente ispirato al Jainismo e disse: "Non sono sicuro se c'è vita dopo la morte. Ma se è vero, se c'è vita dopo la morte, allora vorrei rinascere in India nella religione Jainista»". Fu influenzato dalla metafisica del Jainismo, ha osservato che l'eterno mistero del mondo è la sua intelligibilità. La vera religione si lega a questo elemento di intelligibilità che crea un sistema di pensiero e azione che conduce alla vera armonia e felicità. Ed è proprio così nel Jainismo!.

 

Per diventare Jainisti non esiste nessuna conversione formale come il battesimo cristiano, ma è solo frutto del proprio karma, non un etichetta alla quale aderire o il legame con la terra di appartenenza, si può esserlo solo se si vivono i principi Jainisti attraverso l'eseperienza diretta e concreta.

La forza e il coraggio del Jainismo rispetto alle altre religioni sia occidentali che orientali che lo rende originale e unico, è che per ben oltre 26 secoli è rimasto integro e fedele ai suoi principi etici, ma non solo, con il passare delle epoche essi non persero di valore, ma si rinvigorirono mantenendo coerentemente lo stesso esigente bisogno morale di una vita permeata profondamente di compassione e purificazione. E' una spiritualità molto ricca e poliedrica: pur essendo un movimento ascetico per la sua forte enfasi sull'auto-controllo e austerità, è una religione ricca di colori e allegria soprattutto durante le festività. E' rigorosa nei principi della Nonviolenza - essenza stessa della dottrina, ma è anche un esempio di liberalismo filosofico per il suo credere che la verità di ogni essere umano è relativa e per la sua apertura ad accogliere tutti i possibili punti di vista delle altre diverse filosofie, anche se apparentemente contrastanti. E' fortemente individualista, difende la natura dell'anima e la responsabilità personale per le proprie azioni, e che solo l'autosufficienza e gli sforzi individuali sono gli unici responsabili della propria felicità e liberazione.

 

I principi Jainisti se compresi e vissuti nel modo giusto e coerentemente rispettati, portano ad una svolta rivoluzionaria per la società di oggi. Essi determinano l'amicizia universale, la pace e il rispetto per ogni vita attraverso la Nonviolenza e quindi a non uccidere; l'uguaglianza sociale con il principio del non attaccamento; il vivere pacificamente con le altre religioni, razze e genere attraverso la filosofia del non dogmatismo, il quale ci insegna che non esistono verità assolute e non bisogna sopraffare i pensieri degli altri; a proteggere e conservare la natura attraverso l'auto-controllo e per mezzo del principio del non possesso adottando uno stile di vita semplice e umile; rispetto per ogni essere vivente verso il quale non si muoveranno nè guerre, nè sfruttamento economico e ambientale, né la distruzione ecologica. Il vivere secondo questi tre principi eleva l'anima a un più alto livello spirituale.

 

Dobbiamo immaginare il sentiero spirituale Jainista come una scala evolutiva che avanza verso la perfezione della compassione e della purificazione dell'anima e, a mano a mano che la consapevolezza si espande, ognuno secondo le proprie capacità del momento sale un gradino in più della scala. Questo procedere si traduce in un modo di vivere in armonia e sintonia con la natura e l'universo. Anche il regime alimentare è il più restrittivo rispetto a quelle di altre religioni: per un jainista il non cibarsi di animali che considera suoi fratelli pari agli umani è un atto naturale, non è una rinuncia o una repressione, ma una felice liberazione dalla violenza: evoluzione della coscienza.

 

Il Jainismo è una conquista alla non violenza con la non violenza attraverso una pratica costante di 'estremismo compassionevole' e insegna che il vero amore è amare disinteressatamente senza alcun attaccamento e senza confine ogni creatura di qualsiasi specie. Tutti gli esseri viventi sono fatti della stessa essenza, seppur di diversa consapevolezza, hanno uguale anima; il microorganismo, la pianta, l'insetto e il mammifero stanno compiendo la propria esperienza di vita ognuna manifestandosi diversamente e tutte con i propri tempi, quando nasceranno con il corpo di esseri umani, dopo innumerevoli cicli di reincarnazioni, avranno anche loro in quella stessa vita possibilità cosciente di autorealizzarsi, liberarsi dal mondo e vivere per sempre nella totale libertà. Tutto ciò che vive vuole esserci, è parte dell'esistenza, per questo piante (per quanto è possibile), animali e umani vanno rispettati.

 

 

 

 

 

Contributo del Jainismo nella cultura indiana

E’ evidente che il Jainismo è un'antica religione indiana e che fin dalla storia dell'antichità ad oggi ha continuato a prosperare, insieme ad altre religioni, in diverse parti dell'India. I Jainisti, i seguaci del Jainismo, sono, quindi, presenti in tutta l'India fin dai tempi remoti. I Jain sono anche conosciuti ovunque per la stretta osservanza delle loro pratiche religiose nella vita quotidiana. Questo è il motivo per cui il Jainismo è sopravvissuto in India per così tanti secoli. I Jain, in questo modo, riuscirono a continuare ad esistere come i seguaci devoti di una religione indiana distinta. Ma questa non è l'unica caratteristica propria dei Jainisti. In effetti, la caratteristica più notevole è il loro impressionante record di contributi alla cultura indiana. In confronto con la popolazione limitata e piccola di Jain, le loro conquiste nell'arricchire i vari aspetti della cultura indiana sono davvero grandiose.

 

Lingue e letterature

 

Forse il contributo più accreditato dei Jain è nel campo delle lingue e della letteratura. È abbastanza evidente che proprio dal periodo vedico due correnti diverse di pensiero e stili di vita conosciuti come cultura Brahmana e cultura Sramana sono prevalenti in India. La cultura Sramana è principalmente rappresentata dai Jainisti e dai Buddisti e, tra loro, i Jainisti furono i primi a propagare quella cultura. Ecco perché fin dall'antichità abbiamo la letteratura Sramana oltre a quella Brahmanica. I tratti caratteristici della letteratura Sramana sono i seguenti: ignorare il sistema delle caste e degli Asrama; i suoi eroi sono generalmente, non Dei , ma re, mercanti o anche i Sudra. I soggetti di poesia presi da esso non sono miti e leggende Brahmaniche, ma racconti popolari: fiabe, favole e parabole. Ama insistere sulla miseria e le sofferenze del samsara (ciclo delle rinascite) e insegna una moralità di compassione e Ahimsa, del tutto distinta dall'etica del Brahmanesimo con i suoi ideali dei grandi sacrifici e generoso sostenitore dei sacerdoti, e della stretta aderenza al sistema delle caste. Gli autori di questa letteratura Sramana hanno contribuito enormemente alla letteratura religiosa, etica, poetica e scientifica dell'India antica. Un approfondito esame della vasta letteratura religiosa dei Jina è stata fatta da M. Winternitz nella sua "Storia della letteratura indiana". In questa indagine magistrale sull'antica letteratura indiana, M. Winternitz ha affermato che i Jaina erano i primi a comporre vari tipi di letteratura narrativa come purana, charra, katha, prabandha, ecc. Oltre a un corpus molto vasto di narrazioni poetiche, non canonico. La letteratura dei Jaina consiste in un numero immenso di commenti e opere indipendenti sul dogma, l'etica e disciplina monastica. Hanno anche composto leggende di santi e opere sulla storia ecclesiastica. Amanti del racconto, i Jaina erano bravi narratori e hanno conservato per noi numerose storie indiane che altrimenti sarebbero andate perse. Anche Kavyas e mahakavya, di riconosciuto merito, sono stati composti da poeti Jaina. Anche la poesia lirica e didattica è ben rappresentata dalla letteratura Jain.

 

Oltre a questi, i contributi più preziosi sono stati offerta alla letteratura scientifica e tecnica indiana su vari argomenti come logica, filosofia, poetica, grammatica, lessicografia, astronomia, astrologia, geografia. I Jaina hanno prestato particolare attenzione all'arthasastra (o alla politica) che è considerata 'una scienza mondana' per eccellenza. Quindi non c'è quasi nessun ramo della scienza che non sia stato abilmente trattato dai Jaina. La letteratura dei Jaina è anche molto importante dal punto di vista della storia delle lingue indiane perché i Jaina si sono sempre preoccupati che i loro scritti fossero accessibili anche alle masse popolari. Quindi gli scritti canonici e i primi commenti sono scritti in dialetto Pacrito e in un periodo successivo in sanscrito e varie lingue moderne indiane furono usate dai Jain. Ecco perché non è un'esagerazione quando il famoso indologo H.H. Wilson afferma che ogni provincia dell'India può produrre composizioni Jain sia in sanscrito sia nei suoi idiomi vernacolari. È un fatto accertato che i Jaina hanno arricchito varie lingue regionali e specialmente l'hindi, il gujarati, il kannada, il tamil e il telugu.
Per quanto riguarda il contributo dei Jaina alla letteratura kannada, il grande studioso Kannada R. Narasimhacharya ha dato la sua opinione ponderata nei seguenti termini: "I primi coltivatori della lingua kannada erano i Jaina, le opere più antiche di qualsiasi misura e valore che ci sono giunte sono tutti tratti dalla penna dei Jaina: il periodo del predominio dei Jaina nel campo letterario può essere giustamente chiamato "L'età augustea della letteratura kannada". Gli autori Jain in Kannada sono molto più numerosi che in Tamil, abbiamo Pampa, Ponna, Ranna, Gunavarman, Nagachandra, Nayasena, Nagavarman, Aggala, Nemichandra, Janna, Andayya, Bandhuvarma e Medhura, le cui opere sono ammirate come eccellenti esemplari di composizione poetica: solo in Kannada abbiamo un Ramayana e un Bharata basato sulla tradizione Jaina in aggiunta a quelli basati sulla tradizione Brahmanica. Oltre i kavya scritti dagli autori Jaina, abbiamo numerose opere da loro composte con materie come la grammatica, la retorica , prosodia, matematica, astrologia, medicina, scienza veterinaria, cucina e così via. In tutto, il numero

 

di autori Jain in Kannada è quasi duecento. Dato che i Jaina hanno prodotto la loro vasta letteratura in queste lingue da tempi molto antichi, hanno certamente svolto un ruolo molto importante nello sviluppo delle diverse lingue dell'India. Il mezzo degli scritti sacri e delle prediche dei Brahmani, è sempre stato il sanscrito mentre quello del pali del Buddha. Ma i Jainisti da soli usavano le lingue prevalenti dei diversi luoghi, oltre al sanscrito, pacrito e apabhramsha, per la loro propagazione religiosa e per la conservazione della conoscenza. È quindi abbastanza evidente che i Jainisti occupano una posizione importante nella storia della letteratura e della civiltà dell'India.

 

Arte e architettura

 

Insieme alla letteratura, i Jainisti hanno sempre contribuito in modo considerevole allo sviluppo delle arti nel paese per migliorare la gloria dell'India nei suoi diversi rami.

 

Architettura

 

Bisogna ricordare che il Jainismo non creò un'architettura speciale per sé, perché ovunque andassero i Jaina adottarono le tradizioni costruttive locali, ad esempio mentre nell'India del nord i Jaina seguirono il culto di Vaisnava nella costruzione nell'India meridionale aderirono al genere Dravidi. Gli stupa dei Jaina sono indistinguibili nella forma da quelli dei Buddisti e il campanile curvilineo Jain è identico a quello di un tempio Brahmanico.
Anche se i Jaina non hanno sviluppato uno stile distinto di architettura, tuttavia bisogna dire a loro merito che hanno prodotto numerosi e migliori esemplari di architettura in diverse parti del paese. A questo proposito è abbastanza chiaro che più di ogni altra religione in India i Jaina hanno mostrato il loro intenso amore per la pittura mentre selezionavano i siti per la costruzione dei loro edifici sacri come templi, città del tempio, templi rupestri, stupa, pilastri e torri . Hanno eretto i loro templi su solitarie colline o in profonde e isolate valli.

 

Templi

 

Poiché la religione Jaina considera la costruzione di templi come un atto meritorio, i Jaina hanno costruito un numero insolitamente più grande di templi in tutta l'India. Quasi il 90 percento dei templi Jaina sono regali di singoli individui facoltosi e come tali i templi Jaina si distinguono per dettagli elaborati e rifiniture squisite
Di questi innumerevoli templi Jaina, i due templi marmorei di Monte Abu in Rajasthan sono considerati il contributo più notevole dei Jain nel dominio dell'architettura. I due templi sono famosi come modelli insuperabili di architettura in stile occidentale o gujarati, caratterizzati da un uso gratuito di colonne scolpite con tutta la ricchezza immaginabile, le staffe di sostegno e gli squisiti soffitti in marmo con ciondoli a cuspide. I templi sono noti per la bellezza e la delicatezza della scultura e per la ricchezza del design. Come osserva Cousens:
"La quantità di bellissimi dettagli ornamentali sparsi su questi templi nella decorazione minuziosamente scolpita di soffitti, pilastri, porte, pannelli e nicchie è semplicemente meravigliosa, il fresco, sottile, traslucido e simile al guscio del marmo supera qualsiasi cosa vista altrove e alcuni dei disegni sono veri e propri sogni di bellezza. Il lavoro è così delicato che un ordinaria scalpellatura sarebbe stata disastrosa. Si dice che gran parte di esso è stato prodotto con la demolizione del marmo, e che i muratori sono stati pagati dalla tanta quantità di polvere rimossa". Ancora, il tempio Jaina di Ranakpur a Mewar, una parte del Rajasthan (costruito nel 1440 d.C.), è il tempio Jaina più complesso e vasto dell'India e il più completo per il rituale della setta. Il tempio copre complessivamente circa 48.000 piedi quadrati di terreno e, nel merito del suo design, il noto storico dell'arte
Dr. Fergusson osserva che: "L'immenso numero di parti nell'edificio, e la loro generale piccolezza , impedisce che rivendichi qualcosa di simile alla grandiosità architettonica: ma la loro varietà, la loro bellezza dei dettagli - non ci sono due pilastri in tutto l'edificio esattamente uguali - la grazia con cui essi sono disposti, la mescolanza raffinata di cupole di diverse altezze con soffitti piatti, e la modalità in cui la luce viene introdotta si combinano per produrre un effetto eccellente, infatti non si conosce nessun altro edificio in India, della stessa classe, che lascia una così piacevole impressione e offre tanti suggerimenti per gli arrangiamenti aggraziati delle colonne all'interno. Gli altri templi di tale superbo carattere sono (1) il tempio di Parsvanatha a Khajuraho in Bundelkhand nel Madhya Pradesh, (2) il tempio di Lakkundi nel Nord Karnataka, (3) il tempio conosciuto come Jinanathapura Basadi vicino a Sravana-belagola nel Sud Karnataka (4) il tempio di Seth Hathisinghi ad Ahmedabad e (5) Il tempio noto come Hose Vasadi a Mudabidri nel distretto di Kanara Sud del Karnataka.
Per quanto riguarda la diffusione dei bellissimi templi Jaina in India, si può notare che il numero di tali templi in India è stato considerevolmente ridotto durante il periodo musulmano perché la struttura del tempio di Jaina era tale da poter essere facilmente trasformato in una moschea. Il leggero stile colonnare dei templi Jaina non solo forniva materiali più facilmente adottati per gli scopi dei musulmani, ma forniva suggerimenti di cui gli architetti musulmani non erano lenti a servirsi. Una moschea ottenuta in questo modo era, per comodità e bellezza, insuperata da qualsiasi cosa i musulmani in seguito eressero dai loro stessi disegni originali. Così le grandi moschee di Ajmer, Delhi, Kanauj e Ahmedabad sono solo ricostruzione sui templi di indù e Jainisti.

 

Città dei templi

 

Inoltre, il raggruppamento dei loro templi in quelle che possono essere chiamate "Città dei Templi" è una peculiarità che i Jainisti hanno praticato in misura maggiore rispetto ai seguaci di qualsiasi altra religione in India. Tali città notevoli del tempio sono trovate, tra l'altro, a (1) Shatrunjaya o Palitana in Gujarat, (2) Girnar in Gujarat. (3) Sammed-Shikhara in Bihar (4) Sonagiri in Bundelkhand nel Madhya Pradesh, (5) Muktagiri in Vidarbha, Maharashtra, (6) Kunthalgiri in Marathwada, Maharashtra, (7) Sravana-belagola nel distretto di Hassan, Karnataka e (8) Mudabidri nel distretto di Kanara Sud, Karnataka.

 

Cave-templi

 

Ancora una volta, i Jainisti ma anche i Buddisti, costruirono diversi templi scavati nella roccia fin dai primi tempi. Ma nelle dimensioni, i templi della grotta Jaina erano più piccoli di quelli buddisti perché la religione Jaina diede importanza al rituale individualista e non alla congregazione. I templi delle caverne più numerosi si trovano nelle colline Udayagiri e Khandagiri in Orissa. La pittoricità delle loro forme, il carattere delle loro sculture e i dettagli architettonici uniti alla loro grande antichità li rendono uno dei più importanti gruppi di grotte dell'India. Questi e quelli di Junagadh nel Gujarat appartengono al II secolo a.C. mentre gli altri sono di una data successiva di cui i più importanti si trovano a (1) Aihole e Badami nel distretto di Bijapur (Karnataka), (2) Ankai e Patana nel distretto di Khandesh (Maharashtra), (3) Ellora e Oosmanabad a Marathwada (Maharashtra), (4) Chamar Lena vicino a Nasik City (Maharashtra), e (5) Kalugumalai nel distretto di Tinnevelly ( Tamilnadu) Stupa

Come i Buddisti, anche i Jainisti eressero stupa in onore dei loro santi, con i loro accessori di inferriate in pietra, porte decorate, ombrelli in pietra, elaborati pilastri scolpiti e statue abbondanti. I primi esempi di questi sono stati scoperti nel tumulo di Kankali vicino a Mathura, nell'Uttar Pradesh, e si suppone che appartengano al I secolo a.C.

 

Mana-stambha o pilastri

 

Un altro notevole contributo dei Jaina nel campo dell'architettura è la creazione di molti stambha o pilastri di piacevoli design e grazia singolare che si trovano attaccati a molti dei loro templi. In relazione con i manesambha, come vengono comunemente chiamati, la famosa autorità sull'architettura Jaina, il Dott. James Fergusson, afferma che potrebbe essere dovuto alle inclinazioni iconoclastiche dei musulmani che questi pilastri non si trovano così frequentemente dove hanno dominato, come nelle parti più remote dell'India; ma, sia per questa causa o no, sembrano essere più frequenti nel sud che in qualsiasi altra parte dell'India. Il Dott. James Fergusson suggerisce inoltre che potrebbe esserci qualche connessione tra questi stambha Jain e gli obelischi degli egiziani. Riguardo a questi pilastri Jain nel distretto di Kanara Sud del Karnataka, lo studioso di ricerca Mr. Walhouse ha osservato che "l'intero capitale e il baldacchino sono una meraviglia di lavori di pietra leggeri, eleganti e molto decorati, e nulla può superare la grazia maestosa di questi splendidi pilastri le cui proporzioni e adattamento al paesaggio circostante sono sempre perfette e la cui ricchezza di decorazioni non offende mai". Secondo un'altra eminente autorità sull'architettura indiana, il Dott. Vincent Smith, nell'intera gamma dell'arte indiana non c'è nulla forse di uguale a questi pilastri, per il buon gusto, nel distretto di Kanara.

 

Torri
Ci sono prove per dimostrare che oltre ai pilastri i Jain specialmente dal nord dell'India, costruirono un gran numero di belle torri dedicate ai loro Tirthankara. C'è una torre che adornano ancora Chittor a Mewar (Rajasthan) ed è considerata uno dei monumenti meglio conservati in India. Questa torre Jaina è un esemplare singolarmente elegante della sua classe, alto circa 75 piedi e adornato con sculture e modanature dalla base alla vetta. La Torre fu costruita nel 12 ° secolo e fu dedicata ad Adinatha, il primo dei Jain Tirthankara, e le figure nude sono ripetute centinaia di volte sulla facciata della Torre.

 

Scultura

 

Gli innumerevoli esemplari di scultura Jaina, trovati praticamente in tutte le parti dell'India, mostrano che i Jaina hanno utilizzato l'opera di scultori da tempi molto antichi. La loro forma più comune di scultura fino ad oggi è la modellazione di immagini o statue dei loro Tirthankara. Ma nel dare forma a queste figure non fu dato alcuno spazio al libero gioco dell'immagiazione dei singoli scultori, poiché le regole riguardanti la forma e la posa delle statue di Tirthankara erano state prescritte dalla religione Jaina fin dall'inizio. Di conseguenza, praticamente tutte le immagini Jaina appartengono ad una classe e quindi le immagini Jaina di qualsiasi parte del paese non possono essere distinte dal loro stile, anche se appartengono a epoche del tutto diverse. Inoltre, è significativo notare che le immagini Jaina sono state fatte di tutte le dimensioni e sostanze e sono quasi sempre invariabili nell'atteggiamento, sia seduto che in piedi. Piccole immagini sono fatte di cristallo, alabastro, pietra ollare, eliotropio e vari altri materiali preziosi e semipreziosi, mentre le più grandi sono scolpite da qualunque tipo di pietra localmente disponibile. Senza dubbio la più notevole delle statue di Jaina sono i famosi colossi dell'India meridionale, le più grandi statue in Asia che sono tre, situate nello stato di Karnataka, rispettivamente a Sravana-Belgola nel distretto di Hassan (costruito nel 981 d.C. e di 56,5 piedi di altezza), a Karkala nel distretto del Sud Kannada (costruito nel 1432 d.C. e di circa 41 piedi di altezza) e a Yenura o Venura nel distretto di Kanara del sud (costruito nel 1604 d.C. e di 35 piedi di altezza). Tutte e tre queste immagini del Signor Bahubali, il figlio del primo Tirthankara Adinatha, che sono state poste al vertice dell'eminenza, sono visibili per miglia e miglia, e ispirano il loro formalismo che comandano una rispettosa attenzione con la loro enorme massa ed espressione di dignitosa serenità. Ecco perché queste tre immagini sono considerate da autorità come il Dr. James Fergusson e il Dr. Vincent Smith come le opere più notevoli dell'arte nativa nel sud dell'India.

 

Scultura decorativa

 

Per quanto riguarda l'ineguagliabile progresso dei Jain nella scultura decorativa, distinta dalle singole statue, il Dott. Vincent Smith osserva che "I Jaina incoraggiarono il lavoro di un alto livello di eccellenza e bellezza, impiegato ad adornare con la massima magnificenza possibile e le camere a pilastro che erano la loro forma di architettura preferita: nulla al mondo può superare per ricchezza e delicatezza i dettagli delle colonne di marmo e dei soffitti dei templi di Monte Abu e sarebbe facile riempire grandi volumi con illustrazioni di più o meno simili opere squisite in molti località"

 

Pittura


Insieme all'architettura e alla scultura, i Jain hanno contribuito in larga misura allo sviluppo dell'arte pittorica in India. La tradizione della pittura Jaina è antica quanto la pittura Buddista e innumerevoli dipinti Jaina di qualità squisita si possono trovare sulle pareti, foglie di palma, carta, stoffa, legno, ecc. È significativo notare che i Jainisti possiedono un tesoro molto vasto di dipinti, di manoscritti disegnati nel primo stile indiano occidentale, a volte chiamato lo 'stile Gujarat' o specificamente lo 'stile Jaina' .

 

Filosofia

 

Poiché il Jainismo è un sistema originale, del tutto distinto e indipendente da tutti gli altri, i Jainisti hanno sviluppato una filosofia separata che è considerata un valido contributo alla filosofia indiana. In filosofia i Jainisti occupano una posizione distinta tra i sistemi filosofici Bramanici e Buddisti. Questo è stato dimostrato molto chiaramente dal Dr. Hermann Jacobi nel suo articolo su "La metafisica e l'etica dei Jaina". Per quanto riguarda il problema dell'essere è le tre diverse opinioni. I Vedantini considerano il sottostante mantenimento dall'interno, di tutte le cose, ad opera di un Essere permanente assoluto ed unico senza cambiamento. Al contrario i Buddisti sostengono che tutte le cose sono transitorie. I Jaina, tuttavia, sostengono che l'Essere è congiunto nella produzione, continuazione e distruzione e che loro chiamano la teoria dei punti di vista multipli (ad esempio Anekantavada). In contrapposizione alla teoria della permanenza (cioè Nityavada) dei Vedantini, e alla teoria della Transitorietà (cioè Ksanika-vada) dei Buddisti. I Jainisti pensano che le cose esistenti siano permanenti solo per quanto riguarda la loro sostanza, ma i loro incidenti o qualità hanno origine e periscono. Per enfatizzare ancora una volta qui il significato di questa teoria Jainista sull'Essere emerge in modo più chiaro quando viene considerato in relazione alle dottrine di Syadvada e di Nayavada. Secondo la dottrina di Syadvada ogni proposizione su una cosa esistente deve, in qualche modo, riflettere la pluralità dell'essere. Ogni proposizione metafisica è giusta da un punto di vista, e anche la proposizione contraria è giusta da un altro punto di vista. I Naya sono modi di esprimere la natura delle cose; tutti questi modi di giudizio sono, secondo i Jaina, a senso unico, e contengono solo una parte di verità. La dottrina del Nayas è il complemento logico del Syadvada che è il risultato della teoria della pluralità dell'essere.

 

Codice etico

 

Poiché i Jaina hanno sviluppato una propria filosofia, seguono un distinto codice etico basato su di essa. L'etica Jaina si pone come una classe a sé stante, nel senso che è l'unico sistema fondato sul principio principale dell'Ahimsa. È già stato osservato come il principio dell'Ahimsa sia alla base di varie regole di condotta prescritte sia per i laici Jaina che per gli asceti. Quindi uno dei contributi significativi dei Jaina è la cultura della Ahimsa ( Nonviolenza). Se essi sono conosciuti per qualcosa, è per l'evoluzione della cultura dell'Ahimsa e bisogna dargli merito di aver praticato e diffuso quella cultura fin dai tempi antichi. In effetti, l'antichità e la continuità di una cultura Nonviolenta sono dovute principalmente agli incessanti sforzi degli asceti e dei capifamiglia Jaina. Ovunque i Jain fossero in gran numero e avessero esercitato una certa influenza, cercarono di diffondere la cultura della Nonviolenza tra le masse. Ecco perché scopriamo che gli stati di Gujarat e Karnataka, che sono le roccaforti dei Jainisti fin dall'inizio, sono principalmente vegetariani. Infatti, è ammesso che, a seguito delle attività dei Jaina negli ultimi secoli, l'Ahimsa costituisce ancora il substrato del carattere indiano nel suo insieme.

 

Progresso politico

 

I Jaina si sono anche distinti nel dare il loro ininterrotto sostegno per il miglioramento della vita politica ed economica del paese. I Jaina, specialmente nell'India meridionale e occidentale, produssero un gran numero di monarchi, ministri e generali eminenti ed efficienti, contribuendo così a mantenere e migliorare l'importanza politica della gente. Non solo i Jaina ordinari ma i loro Acharya, cioè i santi, aiutarono anche materialmente a creare il giusto ambiente politico basato sulla cultura della Ahimsa necessaria per rivitalizzare la vita del paese. Si ritiene che a causa del forte interesse preso dal Jaina Acharya, cioè i santi, negli affari politici del paese, il Jainismo occupa un posto importante nella storia dell'India. Gli asceti Jaina non sono mai stati indifferenti nei confronti degli affari profani in generale. Sappiamo dal racconto di Megastene che, nel IV secolo a.C., gli asceti di Sramana Jain che vivevano nei boschi venivano spesso consultati dai re attraverso i loro messaggeri, per quanto riguarda la causa delle cose. Per quanto riguarda il Karnataka, il Jainismo, durante il suo corso di oltre mille anni, fu un esempio di una religione che dimostrò che i principi religiosi erano praticati senza sacrificare le esigenze politiche quando era in gioco la domanda di ringiovanire la vita nel paese. Questo è il motivo per cui in Karnataka scopriamo che gli Acharya Jain hanno smesso di essere solo esponenti dei dogmi e si sono trasformati in creatori di regni. Si è già notato che i santi Jaina erano virtualmente responsabili della fondazione del regno di Ganga nel II secolo d.C. e del regno di Hoyasala nell'XI secolo d.C.

 

Crescita delle istituzioni di beneficenza

 

Il Jainismo ha aiutato molto nella crescita delle istituzioni caritatevoli. La sua influenza sui re e sulle altre persone è stata costante. I re hanno creato molte grotte per la dimora dei saggi di diverse caste. Hanno anche distribuito alimenti e vestiti alle persone. Con il graduale avanzare del tempo, altri ricchi seguirono questa pratica. Pertanto,
il benessere sociale è stato ampiamente raggiunto grazie alla pratica compassionevole.

 

 

Contenuti di Samanta Orsini


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